Greenfield Robotics: Botony, la sostenibilità parte dall’eliminazione meccanica delle erbacce

Robot 16/04/2026 -
Greenfield Robotics: Botony, la sostenibilità parte dall’eliminazione meccanica delle erbacce

La sostenibilità parte dal campo, innovando le tecniche di coltivazione e protezione delle colture per garantire un raccolto sano, abbondante e di alta qualità. Una sfida complicata ma che si può realizzare grazie al supporto delle più moderne soluzioni a disposizione come i robot Botony di Greenfield Robotics.

Questi veicoli a guida autonoma sono stati sviluppati per sostituire i diserbi chimici con soluzioni meccaniche in grado di eliminare le malerbe e svolgere contemporaneamente altre attività come lo spargimento di fertilizzante.

 

VEICOLI PIÙ ROBUSTI PER CRESCERE NELLE PRESTAZIONI
Botony di Greenfield Robotics

Una nuova generazione di Botony per portare ancora più prestazioni ed efficienza in campo: è questo il progetto a cui sta lavorando Greenfield Robotics, impresa statunitense fondata nel 2019 ora impegnata direttamente nella vendita dei suoi veicoli.

I Botony di nuova generazione dispongono di cingoli, piattaforme di taglio e motori più robusti, incidendo sulla massa complessiva che ha raggiunto un valore di 227 chilogrammi in luogo dei 180 precedenti. Ciononostante, il robot assicura comunque una lavorazione efficiente senza impattare negativamente sul suolo, risultando il lavoro all’interno di coltivazione con una distanza tra le file di almeno 76 centimetri.

 

IDEALI PER IL LAVORO IN FLOTTE, CON UNA PRODUTTIVITÀ MASSIMA STAGIONALE DI 50 ETTARI PER UNITÀ

«I nuovi robot rappresentano un significativo passo avanti» ha affermato Jared Brown, responsabile dello sviluppo commerciale di Greenfield Robotics. «Sono più resistenti, più performanti e più adatti all’utilizzo in più stagioni. Gli agricoltori possono impiegarli direttamente nei loro campi senza una supervisione costante, cosa che non era possibile con i primi modelli di servizio».

Botony - Greenfield Robotics

In termini di prestazioni, i nuovi Botony assicurano una produttività stagionale da 32 a 50 ettari per veicolo a seconda dell’utilizzo e della sostituzione delle batterie. Tali dati spiegano la predisposizione per lavorare in sciami, una soluzione particolarmente indicata soprattutto per le aziende agricole più grandi. Operando a una velocità di circa 0,4 ettari all’ora, i robot possono lavorare dalle 8 alle 10 ore al giorno, garantendo la massima precisione di sterzata grazie ai cingoli che permettono al robot di effettuare la manovra in spazi decisamente ridotti.

 

SVILUPPATI PER LA GESTIONE MECCANICA DELLE MALERBE OLTRE CHE PER LA SEMINA E LA FERTILIZZAZIONE

Ma che attività svolge concretamente Botony? Il robot è stato sviluppato principalmente per la gestione delle erbe infestanti tramite due dischi di taglio posizionati frontalmente al veicolo. Il design modulare, inoltre, consente l’utilizzo di accessori per il diserbo, l’irrorazione fogliare e la semina di cover crop, offrendo flessibilità per molteplici operazioni sul campo. L’azienda ha voluto sottolineare come questa modularità sia fondamentale per gli agricoltori che desiderano ridurre il lavoro manuale pur mantenendo una gestione diversificata delle colture.

A testimoniare la bontà di questa soluzione sono stati direttamente gli agricoltori. Travis Wilson, dal Kansas, ha dichiarato: «Lo consideriamo un investimento a lungo termine, non è una trovata pubblicitaria, è uno strumento di gestione che funziona»; mentre Kyle Gieb, dal Missouri, ha affermato: «Il nostro problema con le erbacce è scomparso, ma ciò che abbiamo guadagnato è stata la vitalità del suolo e la libertà dai prodotti chimici».

 

LAVORANO IN AUTONOMIA GRAZIE ALLE IMMAGINI ACQUISITE DAI DRONI

Botony di Greenfield Robotics

Per la navigazione dei campi i robot Botony si affidano alla mappatura dei campi prima della semina: gli appezzamenti vengono infatti mappati utilizzando immagini aeree acquisite da droni, da 14 a 21 giorni dopo la semina, per identificare il centro delle file di colture e guidare il robot con precisione.

Sebbene la mappatura con droni sia attualmente affidata a terzi, l’azienda ha affermato che gli agricoltori in possesso di droni con tecnologia RTK potrebbero in futuro svolgere questo compito autonomamente. Non disponendo di sistemi di visione integrati, i robot emettono dei suoi per allontanare la fauna selvatica, ma proprio nel corso di questa stagione sarà integrato il rilevamento di persone, animali e ostacoli.

 

MAGGIORE CONTROLLO TRAMITE L’APP DEDICATA

Proprio quest’anno, inoltre, è stata lanciata l’app che include funzioni di controllo di base come l’avvio e l’arresto del robot, il monitoraggio della superficie coltivata e persino l’interazione con il robot tramite comandi vocali.

Le operazioni più complesse, come la modifica delle mappe dei campi, saranno ancora gestite dall’azienda, ma l’app rappresenta un passo avanti per consentire agli agricoltori di utilizzare le macchine in modo autonomo.

 

OBIETTIVI DI CRESCITA SU SCALA GLOBALE

L’attività di Greenfield Robotics è in continua espansione: se fino allo scorso anno l’azienda era presente in soli sette Stati del Nord America, quest’anno è prevista l’espansione a ben diciassette.

Tale crescita fa parte di un programma ben più ampio che mira all’esportazione anche in Sud America ed Europa, un’operazione che l’impresa vuole compiere gradualmente a piccoli passi.

Il progetto di crescita sta partendo dalle fondamenta, dal momento che Greenfield Robotics è pronta ad affiancare al suo stabilimento in Kansas una nuova sede a Fargo, nel Nord Dakota.

 

© Meccagri – riproduzione riservata.
Fonte immagini: Greenfield Robotics.

 

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