Guerra in Ucraina: macchine agricole e grano al centro del conflitto

Eventi 03/05/2022 -

Come abbiamo già avuto modo di evidenziare, le macchine agricole, fulcro di un settore produttivo di primaria importanza, rappresentano un bersaglio privilegiato per entrambi i contendenti nel conflitto russo-ucraino.

Lo conferma, dopo le immagini divenute virali sui social dei trattori impegnati a trainare i mezzi armati abbandonati dai soldati di Putin e divenuti simbolo della resistenza ucraina, un’altra vicenda raccontata dalla CNN che sta avendo larga eco sui media italiani.

 

I SOLDATI RUSSI RUBANO I MACCHINARI AGRICOLI IN ESPOSIZIONE MA NON POSSONO USARLI

Nella città di Melitopol, occupata dalle forze russe già ai primi di marzo, alcuni soldati hanno rubato le attrezzature della concessionaria di macchinari agricoli John Deere Agrotek-Invest  (ritroviamo la notizia anche sulla pagina Facebook di John Deere e su quella di Agrotek, che interpreta il furto come un’azione di  vendetta per il rifiuto di fornire macchinari alla Russia) per un valore complessivo di quasi 5 milioni di dollari, peraltro facilmente raggiungibile se si considera che una sola mietitrebbia ha un valore di circa 300mila dollari.

La vicenda sarebbe partita in sordina, con il sequestro di due mietitrebbie John Deere S770 e S760, di un trattore John Deere M6195 e di una seminatrice Tempo di Väderstad, per arrivare poi al furto, sempre dal centro espositivo del concessionario Agrotek, di ben 27 macchine, tra cui 5 seminatrici Tempo che sarebbero state caricate su camion militari russi, di cui uno, come mostra la ripresa di una telecamera, facilmente riconoscibile per la presenza della “Z” bianca impressa sul lato esterno del mezzo.

 

IL BLOCCO DA REMOTO DOPO LA GEOLOCALIZZAZIONE

Il grosso di questi macchinari ha intrapreso un lungo viaggio verso la Cecenia a 700 miglia di distanza ma, una volta arrivati a destinazione, sempre stando a quanto riferisce la fonte della CNN la cui identità viene preservata, i ladri non hanno potuto utilizzare le macchine “confiscate”, in quanto essendo dotate di GPS e ricevitore StarFire, dopo essere state geolocalizzate, sarebbero state bloccate intervenendo a distanza sulla ECU, la centralina elettronica di gestione del motore.

Ora l’intero bottino si troverebbe in una fattoria a Zakhan Yurt, vicino a Groznyj, la capitale della Repubblica Cecena, in attesa di trovare degli esperti informatici in grado di  “craccare” il firmware e aggirare il blocco, ma un’altra soluzione che permetterebbe comunque di guadagnare dei soldi potrebbe essere quella di smontare le macchine e venderle come pezzi di ricambio.

 

I FURTI DEL GRANO CONSERVATO NEI SILOS

I furti di macchine agricole da parte delle unità militari russe vanno ad aggiungersi ai saccheggi del grano conservato nei silos nel Paese storicamente definito “il granaio d’Europa” e che, secondo i dati dell’International Grains Council nella stagione 2020-2021, è stato il quarto esportatore mondiale di grano vendendo 44,7 milioni di tonnellate all’estero.

L’allarme è stato lanciato, già diversi giorni fa, dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine, citato dalla CNN, a detta del quale gli occupanti russi starebbero derubando gli abitanti dei villaggi ucraini ed oltre 60 tonnellate di grano insieme ai camion di carico sarebbero state rubate dalla cooperativa agricola nella città di Kamianka-Dniprovska, nella regione di Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud orientale.

La CNN riporta anche la dichiarazione del sindaco della città meridionale di Melitopol Ivan Fedorov: «Abbiamo pubblicato un video di un convoglio di oltre 50 camion con rimorchi che portavano il grano fuori dai nostri territori occupati. Non sappiamo dove fossero diretti».

Notizie avvalorate dall’intervento del viceministro dell’Agricoltura ucraino, Taras Vysotskiy, alla TV nazionale a detta del quale le forze russe avrebbero rubato «diverse centinaia di migliaia di tonnellate» di grano nelle aree del Paese occupate. Vysotskiy ha poi aggiunto di temere che anche gran parte degli 1,5 milioni di tonnellate di grano immagazzinato nel territorio occupato possa essere stato rubato.

 

GLI ATTACCHI MISSILISTICI CONTRO LE INFRASTRUTTURE CEREALICOLE UCRAINE

Furti massicci, dunque, ai quali vanno sommati gli attacchi missilistici russi rivolti a distruggere le infrastrutture cerealicole ucraine, come quello avvenuto recentemente nella regione di Dnipropetrovsk (nell’est dell’Ucraina) – ripreso da una videocamera di sorveglianza e contenuto in un video pubblicato da Nexta su Twitter (vedi sopra) – che ha provocato l’esplosione della struttura.

«Attraverso le sue azioni illegali, la Russia sta derubando non solo l’Ucraina ma anche i consumatori all’estero – ha avvertito il ministro degli Esteri ucraino –. Le Nazioni Unite stimano che circa 1,7 miliardi di persone potrebbero affrontare la povertà e la fame a causa delle interruzioni di cibo come risultato di una guerra su larga scala condotta dalla Russia contro il nostro Paese».

Come fa presente anche Reuters, si tratta in realtà di notizie che al momento non è dato verificare, così come risulta impossibile sapere cosa trasportino effettivamente i mezzi pesanti inquadrati in alcuni filmati ripresi anche sui social che, secondo la versione degli ucraini, sarebbero camion russi (ipotesi avvalorata dalla presenza della Z) impegnati a portare via dei cereali dalla zona di Melitopol.

 

CONCRETI RISCHI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

 

Di certo gli attacchi mirati della Russia stanno mettendo a rischio la sicurezza alimentare non solo dell’Ucraina – che quest’anno vedrà il suo raccolto di grano più che dimezzato (gli analisti prevedono una produzione di 41,4 milioni di tonnellate contro gli 86 milioni di tonnellate del 2021) – ma anche di tutte quelle aree che dipendono dalle sue forniture.

 

 
© riproduzione riservata
Fonte immagini: Agrotek Facebook, Russian Invasion into Ukraine LIVE,  Today mondo (screenshot da Twitter).
 

 

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