I dipendenti delle imprese agromeccaniche sono lavoratori agricoli, per l’Inps

News 27/04/2020 -

Per l’Inps i dipendenti delle imprese agromeccaniche sono lavoratori agricoli. Con la circolare numero 56 del 23 aprile scorso l’Istituto ha stabilito infatti che ciò che conta è l’attività svolta dai lavoratori, indipendentemente dall’inquadramento del datore di lavoro. Pertanto se il lavoratore svolge attività agricola, va inquadrato in quel campo, con specifico riferimento anche all’attività agromeccanica.

 

CAI: QUARANT’ANNI DI IMPEGNO E DI LOTTA HANNO PORTATO I LORO FRUTTI

«Quarant’anni di impegno e di lotta hanno portato al pieno riconoscimento della natura agricola dei lavoratori dipendenti dalle imprese agromeccaniche», commentano i dirigenti della Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani (CAI), rallegrandosi per il pronunciamento che mette fine ad una querelle interminabile, iniziata con la legge 92 del lontano 1979.

All’epoca i dipendenti delle imprese agromeccaniche, ancora privi di una contrattazione nazionale, erano inquadrati nell’industria, e solo dieci anni dopo furono inseriti nei servizi.

«Un inquadramento che non ci ha mai soddisfatto – sottolinea Sandro Cappellini, vicepresidente di CAI – perché trattava in modo diverso lavoratori con le medesime mansioni, che avevano l’unico torto di dipendere da imprese diverse».

«Le precisazioni fornite dall’Inps – fa presente Gianni Dalla Bernardina, presidente di CAI – tagliano la testa al toro anche in relazione ad altre norme, dalla costituzione del rapporto di lavoro, alla sicurezza, dalla sorveglianza sanitaria alla formazione professionale, ponendo finalmente i dipendenti delle imprese agromeccaniche sullo stesso piano degli altri lavoratori del settore agricolo».

 

MAGGIORE TRASPARENZA SUL MERCATO

Un atto di giustizia, destinato a ridurre significativamente la concorrenza che le attività connesse all’agricoltura facevano alle imprese agromeccaniche professionali, solo grazie alle differenze di inquadramento dei lavoratori, prosegue il massimo rappresentante di CAI.

Il riconoscimento dell’attività esercitata, sottolinea CAI, crea un precedente importante, perché prescinde dalle classificazioni finora adottate, talvolta derivanti da un’impostazione ideologica, attribuendo il giusto inquadramento in base a criteri oggettivi.

 

 
Fonte: Servizio Stampa CAI
Fonte immagine: John Deere

 

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