Il Mediterraneo, area di crescita sempre più strategica per l’agromeccanica

Mercati 14/10/2025 -
Il Mediterraneo, area di crescita sempre più strategica per l’agromeccanica

In un contesto economico mondiale caratterizzato da grande incertezza le economie della regione mediterranea dimostrano una buona tenuta, e le previsioni per l’anno in corso evidenziano performance nettamente migliori rispetto alle medie mondiali ed europee.

 

NELLA REGIONE MEDITERRANEA ECONOMIE IN CONTROTENDENZA

Come ha fatto presente, cifre alla mano, Mariateresa Maschio (nella foto sopra), presidente di FederUnacoma nel corso della conferenza stampa di presentazione di Agrilevante, la rassegna delle tecnologie per l’agricoltura mediterranea che si è svolta a Bari dal 9 al 12 ottobre scorsi, a fronte di una crescita del PIL  globale del 2,3%, con l’Europa comunitaria ferma all’1,1%, aree come quelle del Magreb in Nordafrica (con Algeria, Marocco ed Egitto che trainano l’economia di quella regione) e dei Balcani in Europa (dove Albania, Romania, Grecia e Serbia mostrano andamenti decisamente incoraggianti)  dovrebbero chiudere l’anno con un incremento del PIL pari rispettivamente al 4% e al 3%.

Questo trend positivo si riflette sul mercato delle macchine agricole, che da alcuni anni mostra nell’area mediterranea una crescita significativa. Nei sei anni compresi tra il 2019 e il 2024 il valore del mercato è infatti passato da 12,3 miliardi di euro a 16,4 miliardi di euro, con una crescita di circa 34 punti percentuali che riflette la crescente modernizzazione dell’agricoltura regionale.

 

L’ESPLOSIONE DEI BALCANI

Lo stand di Case IH e New Holland ad Agrotica 2024, la principale fiera di macchine e tecnologie agricole della Grecia.

Entrando nei dettagli, tra il 2019 e il 2024 il mercato agromeccanico dell’Europa balcanico-mediterranea, inclusi Paesi come Bulgaria e Serbia, ha vissuto una trasformazione straordinaria che ha generato un incremento del valore del comparto del 120% nei Balcani, da 1,5 a 3,3 miliardi di euro. In particolare, la Bulgaria ha registrato una crescita del 10%, da 576 a 632 milioni di euro, la Croazia del 20%, da 239 a 288 milioni di euro, la Grecia del 110%, da 189 a 398 milioni di euro e in Serbia l’incremento è stato addirittura del 167%, da 178 a 476 milioni di euro.

Mediterraneo - Balcani valore mercato agromeccanico

Merita un discorso a sé la Turchia, dove in sei anni il mercato delle macchine agricole è esploso da 283 milioni di euro a circa 1,4 miliardi di euro quadruplicando il proprio valore e dimostrando un dinamismo eccezionale.


Ti potrebbe interessare >>>  Serbia: l’Italia protagonista alla Fiera dell’Agricoltura di Novi Sad


 

LE BRILLANTI PERFORMANCE DEL MEDIO ORIENTE

Mediterraneo - Medio Oriente valore mercato agromeccanico

A loro volta, i Paesi dell’area medio-orientale integrati nell’economia mediterranea hanno registrato, sempre tra il 2019 e il 2024, un incremento complessivo del 92% passando da 683 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro. Il valore del comparto è cresciuto in Iraq del 42% passando da 242 a 348 milioni di euro, in Arabia Saudita del 180%, da 130 a 370 milioni di euro, e negli Emirati Arabi Uniti l’incremento è stato addirittura del 220%, da 110 a 350 milioni di euro. Il mercato israeliano è rimasto invece sostanzialmente invariato (+1%, 160 milioni di euro), condizionato dai conflitti militari degli ultimi due anni.


Ti potrebbe interessare >>> Emirati Arabi Uniti: acquisti di macchine agricole più che raddoppiati negli ultimi quattro anni, con l’Italia tra i principali Paesi fornitori


 

IN NORDAFRICA CRESCITA MODERATA MA COSTANTE

La sponda nordafricana del Mediterraneo ha registrato una crescita più contenuta ma significativa. Nel 2024 Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto hanno raggiunto un valore di vendite di 859 milioni di euro, con un incremento del 21% rispetto al 2019.

Più in dettaglio, il giro d’affari in Tunisia il giro d’affari del settore è cresciuto del 97%, da 66 a 130 milioni di euro, in Algeria del 22%, da 243 a 296 milioni di euro, in Egitto del 6%, da 186 a 197 milioni di euro, e in Marocco del 4%, da 175 a 183 milioni di euro.


Ti potrebbe interessare >>> SIAM 2025: tra Marocco e Italia una stretta cooperazione, aperta a ulteriori sviluppi


 

SIGNIFICATIVE POTENZIALITÀ PER L’INTERO MERCATO MEDITERRANEO CHE DOVREBBE RAGGIUNGERE NEL 2028 UN VALORE DI CIRCA 17 MILIARDI DI EURO

Le potenzialità del Mediterraneo

Stando alle previsioni degli analisti, questo trend positivo dovrebbe consolidarsi nel breve e medio termine. Le previsioni della società di ricerche Exportplanning per il 2028 indicano, rispetto al 2024, incrementi medi dell’1% per l’Europa mediterranea, dell’8% per i Balcani, del 6% per il Magreb. Secondo tali stime, nel 2028 l’intero mercato mediterraneo delle tecnologie per l’agricoltura dovrebbe raggiungere un valore di circa 17 miliardi di euro, con un saldo positivo di circa 500 milioni rispetto al 2024 (+3%).

«Al netto di alcune criticità determinate dalle tensioni geopolitiche, dai conflitti militari e dall’instabilità politica in alcune aree – ha sottolineato Mariateresa Maschio –  la regione mediterranea presenta potenzialità notevoli, per la possibilità di realizzare produzioni agricole ad alto valore aggiunto, per la facilità nel trasporto delle merci via mare e per la buona tradizione nei rapporti commerciali fra i Paesi del bacino, di cui l’Italia è da tempo partner strategico».

Un ruolo che ha trovato conferma anche nel primo semestre dell’anno in corso, durante il quale a fronte di una flessione complessiva dell’export italiano di macchine e attrezzature agricole pari al 10,4% –sul quale ha pesato fortemente il calo sul mercato USA dove le tecnologie made in Italy stanno scontando l’effetto dazi – l’area mediterranea ha segnato una flessione molto più contenuta (-3%) mantenendo l’Italia quote di mercato molto significative in tutta la regione.

 

L’ITALIA PARTNER STRATEGICO DEI PAESI DEL BACINO DEL MEDITERRANEO, CON UNA CRESCITA DELL’EXPORT NELL’AREA DEL 15% TRA IL 2021 E IL 2024

Attualmente l’Italia è il principale fornitore di tecnologie agromeccaniche per Albania, Grecia, Turchia, Israele e Tunisia, e il secondo per Francia, Slovenia, Bulgaria, Giordania, Libano, Algeria, Libia e Marocco. L’Italia è altresì al terzo posto nelle forniture in Spagna, Ungheria, Croazia e Serbia. Tra il 2021 e il 2024 il valore dell’export italiano nell’area mediterranea è cresciuto del 15%, passando da 1,93 a 2,21 miliardi di euro, e arrivando a rappresentare il 36,2% del valore totale delle esportazioni di settore.

Se l’area mediterranea appare complessivamente promettente, ancora più interessante si prospetta quella del Nordafrica e dell’Africa subsahariana, regioni che hanno enormi potenzialità e che dovrebbero esprimere negli anni prossimi una crescente domanda di tecnologie. Il Nordafrica, come è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa (nella foto sopra), merita particolare attenzione per molteplici ragioni strategiche. L’importanza delle economie locali, l’eccellente connessione con i Paesi europei e l’Italia in particolare, e il ruolo di ponte verso le regioni sub-sahariane rendono quest’area cruciale.

Un significativo contributo in tale direzione arriva poi dal Piano Mattei del Governo italiano: un vasto programma di cooperazione rivolto sia ai Paesi della fascia settentrionale sia alle aree interne africane con l’obiettivo di creare nuove opportunità di sviluppo. Il positivo andamento economico della zona favorisce gli investimenti in meccanica agricola, sia con imprenditori privati (vedi il Marocco) sia in contesti con forte ruolo statale (vedi l’Algeria).

 

LE SFIDE DELL’AFRICA

Il continente africano sta conoscendo uno sviluppo demografico imponente (nel 2050 conterà circa 2,5 miliardi di abitanti) e già oggi non è in grado di garantire la sicurezza alimentare per la popolazione (l’Africa ha importato in questi anni cibo per circa 35 miliardi di dollari l’anno, ma si prevede che a fine 2025 il valore delle importazioni balzerà a 110 miliardi.

«Nel prossimo futuro la domanda di alimenti crescerà anche in termini qualitativi, per il progressivo affermarsi di una classe media con stili di consumo più avanzati e con una maggiore capacità di spesa – ha concluso Mariateresa Maschio – e alla meccanizzazione si chiede non soltanto di incrementare la produttività, di preservare le risorse naturali, di ottimizzare i consumi idrici, ma anche di razionalizzare l’intera filiera che comprende il trasporto, la conservazione e la prima trasformazione dei prodotti».

 

Fonte: FederUnacoma

 

L'azienda del mese
Sotto i riflettori
Meccagri.it - Social media
Seguici su Facebook Seguici su Instagram Seguici su Youtube Seguici su Twitter
macchine vigneto