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India: la “rivoluzione verde” fa da sfondo alla sesta edizione di Eima Agrimach

By at 5 Dicembre, 2019 | 23:15 | Print

India: la “rivoluzione verde” fa da sfondo alla sesta edizione di Eima Agrimach

L’agricoltura indiana si appresta a vivere una trasformazione radicale. Spinta da una politica governativa che vede nell’agricoltura un settore altamente strategico, l’economia primaria promette un balzo in avanti nell’arco di pochissimi anni.

 

UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DINAMICO PER IL PAESE

Guidato dal partito conservatore di matrice induista BJP, il governo punta a raddoppiare entro il 2022 i redditi degli agricoltori (il programma politico è per l’appunto definito come “Doubling farmers’ income by 2020”), una rivoluzione per un Paese nel quale il 60 per cento dei circa 1,3 miliardi di abitanti vive nelle aree rurali.

Elemento trainante per i redditi agricoli sarà la crescita della produttività, ma anche delle esportazioni di prodotti agricoli (“Doubling agri export by 2022”) portando il valore dei prodotti freschi e lavorati dagli attuali 30 miliardi di dollari a 60 miliardi.

 

AUTORITÀ POLITICHE E MASSIMI RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI ALLA CERIMONIA INAUGURALE

In questa cornice si sta svolgendo  la sesta edizione  biennale di Eima Agrimach, la rassegna internazionale dedicata alle macchine e alle attrezzature per l’agricoltura, che si è aperta il  5 dicembre (durerà fino al 7 dicembre) a New Delhi, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura indiano Parshottam Rupala, del direttore generale del Ministero dell’Agricoltura Ashwani Kumar, del  direttore dell’Ufficio ICE in India Alessandro Liberatori, del segretario generale della Federazione indiana delle camere di commercio e dell’industria (FICCI ) Manab Majumdar, del  presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti e del  vicepresidente di Kubota Agricultural Machinery India G.S. Grewal.

 

PIÙ DI  400 INDUSTRIE ESPOSITRICI SU 15 MILA METRI QUADRATI DI SUPERFICIE

Oltre 400 industrie espositrici sono presenti con la propria gamma di prodotti tecnologici per ogni tipo di coltivazione e attività agricola, al cospetto di un pubblico formato da agricoltori, tecnici della meccanizzazione e operatori economici, che nella scorsa edizione (dicembre 2017) ha raggiunto le 42 mila persone.

La vasta area prescelta per la rassegna – ricordano FICCI e FederUnacoma, i due enti organizzatori della kermesse indiana – è sempre quella di Iari Pusa, presso il campus dell’Istituto Indiano di Ricerca in Agricoltura, che rappresenta anche simbolicamente il luogo più indicato per una manifestazione che offre le soluzioni più moderne per l’agricoltura del Subcontinente e di tutti i Paesi dell’area asiatica.

 

ESPOSIZIONE STATICA ALL’INTERNO DEI PADIGLIONI E PROVE DINAMICHE ALL’APERTO

Oltre 15 mila metri quadrati di superficie complessiva sono impegnati dalla rassegna, che prevede una parte di esposizione statica all’interno dei padiglioni ed una parte di prove dinamiche all’aperto per mostrare al pubblico il funzionamento dei macchinari in mostra.

I giorni della rassegna – spiegano gli enti organizzatori che si avvalgono anche del supporto del Ministero dell’Agricoltura indiano e del Consiglio Indiano per la Ricerca Agricola – prevedono incontri e conferenze per mettere a fuoco le problematiche salienti per il settore primario, e per verificare lo stato e le prospettive della meccanizzazione nelle diverse aree del Paese.

Mai come quest’anno il monitoraggio della meccanizzazione è importante giacché i volumi di mercato hanno raggiunto nel Paese livelli record (circa 800 mila trattrici assorbite nel 2018).

 

L’IMPORTANZA DEL “NATIONAL MISSSION ON AGRICULTURAL MECHANIZATION”

Nel suo intervento al convegno inaugurale, Alessandro Malavolti ha ricordato come la meccanizzazione sia lo strumento fondamentale della politica di rilancio dell’economia primaria del Subcontinente.

«Il principale sostegno allo sviluppo della meccanizzazione in India –  ha fatto presente il presidente di FederUnacoma – resta il “National Mission on Agricultural Mechanization” che prevede supporto finanziario per l’acquisto di macchine ed attrezzature e la creazione di “custom hiring centers”, vale a dire centri per la fornitura di servizi conto terzi,  cioè imprese attrezzate con tecnologie di nuova concezione in grado di effettuare lavorazioni agricole presso quelle aziende che non dispongono di mezzi meccanici propri».

 

 
Fonte: FederUnacoma

 

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