ISObus Green, per le attrezzature specialistiche

Componenti 10/12/2020 -

Nata allo scopo di facilitare il lavoro di agricoltori e costruttori di macchine e attrezzature, consentendo di collegare direttamente un qualsiasi attrezzo “implement” a un “virtual terminal” posizionato nelle cabine dei trattori, in modo che venga riconosciuto digitalmente e comandato senza l’utilizzo di cavi, la tecnologia ISObus trova prevalente applicazione in campo aperto e su grandi apprezzamenti di terreno. Minore, invece, l’impiego registrato in ambito di colture specialistiche pregiate tipiche del made in Italy, e quindi all’interno di vigne o oliveti: contesti nei quali vengono di norma utilizzate attrezzature di dimensioni contenute e carenti di dotazione elettronica.

 

TRATTORE E ATTREZZI DIALOGANO NEI FRUTTETI E VIGNETI

Proprio a tale riguardo una svolta decisiva può arrivare dall’innovativo progetto ISObus Green, incentrato su un sistema di comunicazione espressamente concepito per far dialogare trattore e attrezzo durante le operazioni eseguite in frutteti e vigneti, con l’obiettivo di consentire anche alle attrezzature specialistiche di usufruire dei vantaggi forniti dai protocolli ISObus.

 

UN PROGETTO A FIRMA DELLA RETE IDEAGRI

Si tratta di un progetto di collaborazione che ha visto la luce in seno alla Rete IDEAgri, consorzio italiano costituito nel 2012 tra importanti aziende agrotecniche reggiane ed emiliane, e quindi realtà del calibro di Arag, Argo Tractors, Cobo, Comer Industries, Frandent, Salvarani e Walvoil, con la partecipazione del centro di innovazione reggiano Fondazione Rei.

Il nuovo sistema è stato presentato lo scorso 12 novembre, in occasione di Eima Digital Preview, all’insegna dello slogan “Isobus Green: semplice, ecologico, italiano” e ha previsto  una sessione in diretta di approfondimento su questa tecnologia in vista di operazioni ecologiche, semplici ed economiche in frutteti e vigneti.
A condurre il collegamento, che ha affrontato temi di meccanica agricola e riportato numerose testimonianze del settore, Antonio Salvaterra, direttore marketing di Argo Tractors, gruppo tra i protagonisti della Rete Ideagri, e Alberto Rocchi, director electronic division Walvoil e presidente del Club Meccatronica di Unindustria Reggio Emilia,

 

UNA VALIDA SOLUZIONE PER MIGLIORARE LE LAVORAZIONI E, DI CONSEGUENZA, LE PRODUZIONI

Antonio Salvaterra (a sinistra nella foto) e Alberto Rocchi.

 

Sull’importante ruolo di supporto che i sistemi ISObus sono in grado di svolgere in favore degli operatori si è soffermato Antonio Salvaterra: «la raccolta dati e i vantaggi funzionali che la tecnologia ISObus porta anche nell’ambito delle colture specialistiche potrebbe presto aiutare frutticoltori e aziende vitivinicole in tutta Italia e non solo. La digitalizzazione dei parametri di lavoro consente infatti di controllare e ridurre il consumo di materie prime, minimizzando l’impatto ambientale delle operazioni meccaniche e offrendo ai costruttori di attrezzature opportunità per politiche di manutenzione programmata e diagnosi preventiva».

Attraverso soluzioni ISObus indirizzate ad hoc verso gli attrezzi più piccoli e monitor universali installati su trattori specialistici, è stato sottolineato, «è quindi possibile misurare e migliorare le lavorazioni e, di conseguenza, le produzioni».

 

I VANTAGGI DELLA TECNOLOGIA OFFERTI A TUTTI, IN TEMPI RAPIDI

«Con la proposta IDEAgri, nata dalla creatività italiana, ma perfettamente compatibile con lo standard ISObus, riusciamo ad offrire i vantaggi della tecnologia a tutti, in tempi rapidi e con costi competitivi», ha dal canto suo rilevato Alberto Rocchi, aggiungendo: «in questo modo anche gli attrezzi privi di elettronica possono entrare a pieno titolo nel mondo ISObus, dialogare con i trattori di vari brand, garantire la tracciabilità delle lavorazioni e della manutenzione preventiva, lavorando sempre in condizioni ottimali di funzionamento con l’obiettivo dichiarato di inquinare meno, e quindi produrre vino, olio e frutta più puliti, più sani, a minore impatto ambientale».

In definitiva, ha concluso il direttore della divisione elettronica di Walvoil, «se finora tra gli spazi ristretti dei filari era impossibile utilizzare l’ISObus, adesso con il nostro progetto in stile ‘Industry 4.0’ tutto questo sarà realizzabile».

 

 
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