John Deere investe in InnerPlant, per un futuro di macchine che “vedono” e intervengono

News 13/10/2022 -
John Deere investe in InnerPlant, per un futuro di macchine che “vedono” e intervengono

John Deere ha guidato un round di finanziamento da 16 milioni di dollari in InnerPlant, società californiana, alla quale si deve lo sviluppo di una tecnologia che consente alle piante di segnalare visivamente agli agricoltori le loro condizioni.

Entrando nei dettagli, quando le piante sono sottoposte a stress – sia abiotici, vale a dire temperature troppo alte o troppo basse, carenza o eccesso di acqua, ecc., sia biotici ovvero causati da fitopatogeni – rilasciano delle molecole chimiche antiossidanti che rappresentano un naturale meccanismo di difesa per neutralizzare i radicali liberi.

 

LA PROTEINA CHE RENDE LE PIANTE FLUORESCENTI E CAPACI DI SEGNALARE GLI STRESS

Attraverso la “ricodificazione” del DNA delle piante messa a punto da InnerPlant viene prodotta una proteina fluorescente che rende visibili all’occhio umano questi segnali di pericolo nel momento in cui vengono visualizzati attraverso apposite apparecchiature o immagini satellitari utilizzando la spettrometria o una fotocamera.

In altre parole, in caso di parassiti, funghi, mancanza d’acqua o nutrienti o qualche altro pericolo, la proteina fluorescente delle piante ricodificate “si accende” nelle foglie per segnalare visivamente quel disagio agli agricoltori.

 

FORNIRE LA RISPOSTA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO

«Riusciamo così a fornire agli agricoltori i dati di cui hanno bisogno per agire in anticipo e a livello di singola pianta, trovando una risoluzione ai problemi prima che compromettano i raccolti e riducendo l’impiego sostanze chimiche», ha dichiarato Shely Aronov, CEO di InnerPlant.

Gli agricoltori, infatti, grazie alle piante stesse che fanno da sensori permettendo di identificare la presenza e i fattori di stress, possono calibrare l’applicazione di sostanze nutritive e antiparassitari in funzione delle esigenze delle singole piante riducendo drasticamente l’uso degli input con conseguenti sensibili risparmi.

Ed è proprio con questa chiave di lettura che si comprende il valore strategico della tecnologia targata InnerPlant in un momento in cui i cambiamenti climatici, le problematiche legate al reperimento della manodopera e gli aumenti vertiginosi dei prezzi di fertilizzanti e fitofarmaci hanno reso più importante che mai monitorare l’agricoltura con la massima precisione possibile e migliorare i dati disponibili.

 

L’UNIONE DI DUE TECNOLOGIE PER OFFRIRE VALORE AGGIUNTO AGLI AGRICOLTORI

Sempre in quest’ottica è chiaro anche l’interesse del colosso statunitense delle macchine agricole per InnerPlant. «La tecnologia di InnerPlant fornisce i dati direttamente dalle piante, il che rappresenta un’opportunità unica per gli agricoltori di prendere una decisione agronomica informata nella stagione di crescita per aumentare la resa delle colture”», ha affermato Than Hartsock, direttore dei Sistemi di produzione di mais e soia di John Deere, in un comunicato stampa . «Siamo entusiasti di supportare InnerPlant e condividere una visione comune di rendere l’agricoltura più efficiente e sostenibile attraverso la gestione pianta per pianta».

E a conferma di questa condivisione di interessi e obiettivi c’è il fatto che l’azienda di Moline ha lanciato di recente See & Spray Ultimate che, implementa più tecnologie – visione artificiale, apprendimento automatico e apprendimento profondo, elaborazione a bordo e altro – per consentire all’irroratrice di vedere e decidere quando agire.

«John Deere e InnerPlant immaginano un futuro che consenta alle piante  di comunicare lo stress direttamente alle macchine e alla tecnologia John Deere, consentendo in definitiva alle macchine di prendere decisioni relative alla gestione agronomica a livello di impianto molto prima di quanto sia possibile oggi», ha dichiarato a sua volta un portavoce di John Deere al sito AFN .

 

DAL POMODORO ALLA SOIA

Al round i finanziamento di Serie A hanno partecipato, accanto a John Deere, la società californiana di venture capital MS&AD Ventures con sede a Menlo Park, l’israeliana TAU Ventures con sede aTel Aviv, Bee Partners LLC con sede a San Francisco e UpWest con sede a Palo Alto.

InnerPlant ha convalidato la sua tecnologia sui pomodori, ma successivamente ha scelto di concentrarsi esclusivamente su colture commerciali su larga scala. «Attualmente stiamo lavorando sull’identificazione della pressione fungina sulle colture di soia – ha spiegato Aronov –. L’anno prossimo dovrebbe essere pronto per le prove in campo il nostro primo prodotto commerciale che verrà testato nel nostro InnerCircle con l’obiettivo di rendere le nostre tecnologie pronte per il mercato».

I ricercatori di InnerPlant si stanno anche occupando di rilevare segnali ottici attraverso le foglie che evidenziano la pressione degli insetti e l’esigenza di fertilizzanti azotati per il mais.

 

 
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