HomeRobotKuhn Karl: precisione e autonomia grazie ai sensori sull’attrezzo Kuhn Karl: precisione e autonomia grazie ai sensori sull’attrezzo Robot 29/01/2026 - meccagri L’innovazione è di casa quando si parla di Kuhn, specialmente se si tira in ballo Karl, il robot che rappresenta il futuro dell’agricoltura secondo la Casa francese. All’edizione 2025 il veicolo autonomo è stato presentato assieme a un coltivatore Prolander per mostrare la perfetta integrazione fra le due attrezzature grazie a un sistema di sensori che consente di gestire al meglio il cantiere anche in caso di imprevisti. ATTREZZATURA E ROBOT DIALOGANO PER SVOLGERE AL MEGLIO L’ATTIVITÀ Prolander 400R collegato a Karl Kuhn alza l’asticella dell’automazione presentando una soluzione che non si limita a svolgere un lavoro in autonomia, ma assicura una perfetta interazione veicolo-attrezzo per operare sempre nelle migliori condizioni. Questo, in sintesi, quanto mostrato alla scorsa edizione di Agritechnica, dove Kuhn ha proposto un cantiere di lavoro altamente innovativo composto dal robot Karl e dal preparatore da minima lavorazione Prolander 400R. Protagonista è stato un sistema di sensoristica che permette alle due unità di dialogare continuamente svolgendo tutti quei controlli e quelle operazioni che normalmente svolgerebbe un operatore. Ti potrebbe interessare >>> Kuhn: Karl, il robot autonomo per le grandi colture TRE TIPOLOGIE DI SENSORI PER SEGNALARE LA ROTTURA DEI DENTI, L’INTASAMENTO DELL’ATTREZZO E LA REGOLAZIONE DELLA PROFONDITÀ DI LAVORO Ad Agritechnica sono stati utilizzati dei Led colorati per evidenziare i sensori installati sui denti. Il colore blu identifica le punte sane, mentre il rosso quelle rotte. Entrando nel dettaglio di quanto presentato da Kuhn, il cantiere Karl-Prolander dispone di tre elementi fondamentali: il primo è un sensore posizionato sui denti del coltivatore dotato di connessione Bluetooth in grado di rilevare e segnalare l’eventuale rottura di una punta. Nel caso ciò dovesse avvenire, il sensore invia un messaggio alla macchina in modo da arrestare il moto e comunicare all’operatore quanto accaduto. Il secondo è un sensore a ultrasuoni applicato direttamente nel telaio che va a indicare l’eventuale intasamento della macchina, mostrato in maniera esemplificativa in fiera con un mucchio di paglia incastrato fra i denti del coltivatore (nella foto sopra). Il terzo, infine, è un sensore applicato sul rullo posteriore (nella foto sopra) che permette di gestire la profondità di lavoro ma anche eventuali situazioni di blocco, assicurando così uno svolgimento perfetto del lavoro lungo tutto il campo. MOTORE DIESEL DA 175 CAVALLI PER L’ALIMENTAZIONE DI UN GENERATORE Karl rappresenta il progetto più ambizioso della storia Kuhn, motivo per cui l’azienda di Saverne si sta prendendo tutto il tempo necessario per testare e implementare quello che è un veicolo destinato a cambiare il modo di fare agricoltura. Nonostante sia ancora un prototipo, diverse caratteristiche tecniche sono state rese note da tempo: è questo il caso del motore, un Volvo Penta D5 diesel a 4 cilindri da 5,13 litri di cubatura e 175 cavalli di potenza, che va ad alimentare un generatore che dà corrente a tutti gli elementi di trasmissione, dalla cingolatura agli attrezzi collegati. MENO SPRECHI ENERGETICI GRAZIE AL GENERATORE PER L’ALIMENTAZIONE DELLE ATTREZZATURE L’azionamento elettrico porta diversi vantaggi, uno su tutti la possibilità di utilizzare solo la quantità d’energia necessaria, in quanto degli appositi sensori posizionati sull’attrezzo informano il generatore della potenza richiesta. Questo potrebbe essere il primo passo per lo sviluppo di un motore elettrico anche per la trazione di Karl, soluzione che in futuro potrebbe apparire al posto delle attuali unità endotermiche. CINGOLI IN GOMMA SVILUPPATI ASSIEME A CAMSO PER ASSICURARE LE MIGLIORI PRESTAZIONI Nessun dettaglio è stato lasciato al caso durante la progettazione di Karl: i cingoli in gomma sono stati infatti sviluppati appositamente assieme a Camso, azienda francese del gruppo Michelin leader nello sviluppo e nella produzione di cingoli, che ha dotato Karl di nastri da 340 o 450 millimetri di larghezza. Il cingolo triangolare permette di mantenere il perfetto equilibrio del robot anche quando sono collegate attrezzature sia all’anteriore che al posteriore, distribuendo la massa su una più ampia superficie di terreno in modo da ridurre il compattamento del suolo. In questo modo si va a ridurre il compattamento del terreno, rendendo il robot francese un vero alleato della salute del terreno. UN MODO DI LAVORARE IMPECCABILE GRAZIE AI SENSORI SVILUPPATI DA KUHN Come spiegato inizialmente, i sensori montati su Karl sono stati sviluppati per consentire all’attrezzatura di dialogare con il veicolo in modo da gestire al meglio ogni lavorazione. Oltre a questi, Kuhn ha sviluppato degli appositi sensori che consentono di sfruttare le migliori finestre metereologiche, scegliere la giusta profondità di lavoro e densità di semina e anche di frantumare eventuali residui colturali. Ogni operazione viene così svolta a regola d’arte massimizzando la produttività. © Meccagri – riproduzione riservata Fonte immagini: Meccagri (Agritechnica 2025). Karl | kuhn | Robotica agricola