HomeMercatiL’Egitto al centro del Piano Mattei: agritech e meccanizzazione per la sicurezza alimentare L’Egitto al centro del Piano Mattei: agritech e meccanizzazione per la sicurezza alimentare Mercati 10/09/2026 - Barbara Mengozzi Dal Forum Imprenditoriale del Cairo ai megaprogetti di bonifica desertica: la spinta dell’Egitto verso la sovranità alimentare apre nuove rotte commerciali e industriali per la meccanizzazione agricola e l’Agritech Made in Italy nel quadro del Piano Mattei. Un partenariato industriale che va oltre la semplice dinamica dell’import-export per trasformarsi in una cooperazione strutturale ad alto tasso tecnologico. È questo il messaggio centrale emerso dal Forum Imprenditoriale Italia-Egitto, tenutosi il 3 settembre a Il Cairo. Organizzato dalla Farnesina e dall’Agenzia ICE, l’evento ha visto la partecipazione di oltre cento aziende italiane e 600 imprenditori, confermando il ruolo dell’Egitto come partner prioritario e Paese focus del Piano Mattei per l’Africa. UN’INTESA STRATEGICA NEL SEGNO DELLA STABILITÀ A guidare la missione italiana è stato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani (nella foto sopra). L’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro nel 2025 (+11,7%), con un ulteriore incremento del 7,5% nei primi cinque mesi del 2026, consolidando l’Italia come primo partner commerciale dell’Egitto nell’Unione Europea. Un legame che trova la sua naturale evoluzione nella valorizzazione delle filiere strategiche, come sottolineato dallo stesso Tajani: «L’ambizione è andare oltre il semplice aumento degli scambi: vogliamo investire, produrre e crescere insieme. […] Energia e transizione verde, infrastrutture, tecnologie industriali avanzate, digitalizzazione e agritech sono settori nei quali possiamo fare molto di più. La stabilità deve tradursi in sviluppo, lavoro e opportunità». LA SFIDA DEMOGRAFICA E LA NECESSITÀ DELL’AGRITECH Tra ai partecipanti al Panel dedicato alle Tecnologie per l’alimentare, il vice direttore generale di FederUnacoma, Fabio Ricci, (secondo da destra nella foto sopra) che nel suo intervento ha parlato delle opportunità per l’industria italiana di macchine agricole per accrescere la competitività del settore agroalimentare egiziano. Se l’energia e le infrastrutture rimangono pilastri consolidati, è la filiera agroalimentare a rappresentare il terreno d’azione più urgente. L’Egitto si trova infatti ad affrontare la pressione di una crescita demografica costante – con proiezioni che stimano una popolazione di 160 milioni di abitanti entro il 2050 – unitamente alla necessita prioritaria di garantire la sicurezza alimentare e ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime. Come evidenziato durante i lavori del panel dedicato alle tecnologie alimentari, la modernizzazione dell’agricoltura egiziana passa inevitabilmente attraverso l’adozione di soluzioni meccaniche e digitali avanzate. Un processo fondamentale per efficientare le fasi di pre-raccolta e superare i limiti storici del settore. IRRIGAZIONE E BONIFICA: DOVE L’EBITDA INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ Le direttrici operative emerse al Cairo per l’industria italiana della meccanizzazione si muovono su un doppio binario strategico. Da un lato la gestione della risorsa idrica rappresenta una sfida non più rinviabile in un Paese dove il Nilo garantisce circa il 95% dell’acqua dolce e l’irrigazione tradizionale per scorrimento genera uno spreco stimato intorno al 40%. Qui l’adozione di sistemi intelligenti come l’irrigazione a goccia, i pivot avanzati e la sensoristica per il monitoraggio dell’umidità diventa cruciale per l’efficientamento. Dall’altro lato, i grandi piani governativi di bonifica su terreni aridi richiedono macchinari pesanti per la prima lavorazione e la preparazione del suolo, affiancati da attrezzature per la semina di precisione e la gestione delle grandi estensioni a seminativi. IL MODELLO ITALIANO: TECNOLOGIA, FORMAZIONE E RETE FINANZIARIA Per le aziende italiane del settore, rappresentate al Forum da FederUnacoma, la chiave di volta non si gioca sulla pura competizione di prezzo – area presidiata dai costruttori asiatici – bensì sull’offerta di pacchetti integrati. Assistenza post-vendita, disponibilità di ricambi e, soprattutto, formazione e trasferimento di know-how diventano parti integranti dell’hardware fornito. Un approccio sostenuto attivamente sul campo anche dal Sistema Paese: SACE, presente con una Task Force e un proprio ufficio operativo al Cairo, garantisce gli strumenti di credito all’esportazione e di supporto agli investimenti necessari per accompagnare le imprese italiane lungo le nuove rotte commerciali del Mediterraneo. FOTOGRAFIA DELL’AGRICOLTURA EGIZIANA: MEGAPROGETTI, SICUREZZA ALIMENTARE E L’EGITTO COME HUB AFRICANO Per comprendere le opportunità offerte dal mercato egiziano alla meccanizzazione agricola occorre analizzare la profonda trasformazione strutturale in atto nel Paese. L’Egitto si trova ad affrontare una duplice sfida: da un lato la necessità di sfamare una popolazione in rapida crescita, dall’altro l’urgenza di rendere efficiente un sistema agricolo storicamente dipendente dalle risorse idriche del Nilo e limitato dalla frammentazione fondiaria. In questo scenario, il governo del Cairo ha avviato una strategia d’impatto basata su megaprogetti di bonifica desertica (land reclamation) e sulla modernizzazione della logistica cerealicola, posizionandosi come hub strategico per l’intero continente africano. L’INVITO DEL MINISTRO ALAA FAROUK ALL’INDUSTRIA ITALIANA Il segnale di apertura verso i costruttori italiani è arrivato in modo esplicito dal ministero dell’Agricoltura e della Bonifica delle Terre egiziano. Il ministro Alaa Farouk ha ribadito a più riprese come l’Egitto sia pronto ad accogliere gli investimenti privati e le tecnologie Made in Italy, identificando nel Paese un vero e proprio ponte verso i mercati dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente. Secondo il ministro Farouk, l’Egitto non cerca semplici fornitori di macchinari, ma partner strategici capaci di contribuire al trasferimento tecnologico, alla formazione dei tecnici locali e alla creazione di joint-venture produttive in loco. I MEGAPROGETTI DI BONIFICA: IL “NUOVO DELTA” E LE TERRE VERGINI Il cuore pulsante della nuova strategia agricola egiziana è rappresentato dai monumentali progetti di bonifica dei suoli aridi. Il più imponente è il “Nuovo Delta” (New Delta Project), un’iniziativa che punta a recuperare ed irrorare circa 2,2 milioni di feddan (oltre 900.000 ettari) di terreno desertico a nord-ovest del Paese. A questo si affiancano le espansioni nell’area di Toshka e nell’Alto Egitto. Questi interventi su terre vergini e superfici di grandi estensioni richiedono un parco macchine completamente diverso da quello tradizionalmente impiegato nella Valle del Nilo: Lavorazione pesante e preparazione del suolo: trattori di alta e altissima potenza per lo scasso e la livellatura di terreni mai coltivati prima. Semina e gestione dei seminativi: seminatrici di precisione ad ampiezze di lavoro elevate per ottimizzare i tempi sui grandi appezzamenti. Impianti idrici avanzati: sistemi di irrigazione a pivot e sensoristica per la gestione razionale delle risorse idriche, essenziali per la produttività in ambienti aridi. MECCANIZZAZIONE E PICCOLI AGRICOLTORI: IL PROGRAMMA EUROPEO KAFI Se i grandi progetti desertici richiamano macchinari ad altissima capacità operativa, la realtà della Valle del Nilo resta caratterizzata da una spiccata polverizzazione fondiaria. È in questo contesto che si inserisce il programma KAFI (Knowledge and Action for Food Initiative), finanziato dall’Unione Europea e gestito in stretta sinergia con la Cooperazione Italiana (AICS). Il programma mira a potenziare direttamente le capacità operative delle piccole e medie aziende agricole e delle cooperative del Delta del Nilo attraverso la consegna di macchinari specifici per la raccolta e la gestione del grano. L’obiettivo prioritario è l’abbattimento delle perdite post-raccolta – una delle principali inefficienze della filiera cerealicola locale – dimostrando come la meccanizzazione di scala sia una leva indispensabile per la sicurezza alimentare del Paese. Ti potrebbe interessare >>> Sicurezza alimentare in Egitto: l’Italia consegna i nuovi macchinari del programma EU-KAFI L’EGITTO COME “HUB GLOBALE DEL GRANO”: 19 PORTI E 70 SILOS TECNOLOGICI Parallelamente all’aumento delle superfici coltivate, il Paese sta attuando un piano di ammodernamento delle infrastrutture logistiche e di stoccaggio per i cereali. Con una rete integrata di 19 porti commerciali e 70 silos di ultima generazione già operativi e potenziati sul territorio nazionale, Il Cairo mira a diventare il principale snodo logistico e di stoccaggio del grano per la regione mediterranea e africana. L’obiettivo è triplice: ridurre le perdite lungo la catena distributiva, stabilizzare le riserve strategiche nazionali e offrire una piattaforma di transito e lavorazione per le merci agricole dirette verso il resto del continente. Una visione infrastrutturale in cui le tecnologie italiane per la movimentazione, essiccazione, cernita e conservazione dei cereali trovano spazi d’inserimento primari. MERCATO E PROSPETTIVE: LA CORSA ALLE MACCHINE AGRICOLE IN EGITTO TRA NUMERI DI BILANCIO E JOINT-VENTURE Un’immagine di Agri Expo, la principale fiera egiziana dedicata alle forniture, alle tecnologie e alle innovazioni per il settore agricolo. La combinazione tra l’espansione delle superfici coltivabili attraverso la bonifica del deserto e la necessità di ammodernare le filiere tradizionali sta dando un forte impulso al mercato egiziano dei macchinari e delle attrezzature agricole. Le analisi economiche tracciano il profilo di un bacino in solida crescita, caratterizzato da una domanda orientata a superare la carenza di manodopera qualificata e a massimizzare la resa delle risorse idriche e del suolo. UN MERCATO VERSO I 2 MILIARDI DI DOLLARI Secondo le recenti stime elaborate dal report di ResearchAndMarkets, il mercato egiziano delle macchine agricole sta attraversando una traiettoria di espansione costante: dal valore di circa 1,55 miliardi di dollari (1.554 milioni) registrato nel 2022, il settore è destinato a raggiungere i 2,07 miliardi di dollari entro il 2029, viaggiando a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,1%. A spingere la domanda sono in particolare: Macchine per la semina e la piantumazione: Un segmento in forte rialzo grazie alla ricerca di uniformità operativa e riduzione dei tempi nei grandi appezzamenti. Attrezzature per l’irrigazione di precisione: Sostenute dall’esigenza di ottimizzare l’uso dell’acqua di fronte all’aumento delle superfici coltivate a seminativi (come il mais, cresciuto da 930.000 a 950.000 ettari). Tecnologie post-raccolta e catena del freddo: Indispensabili per sostenere il boom dell’esportazione di ortofrutta, con il Paese che nel 2025 ha superato i 9,5 milioni di tonnellate di prodotti agricoli inviati all’estero. PARTENARIATI PRODUTTIVI: LA PARTNERSHIP CONSOLIDATA TRA SAME E AOI Per i costruttori italiani, la chiave d’accesso al mercato egiziano si sta evolvendo oltre l’esportazione diretta di prodotto finito. Un modello virtuoso di cooperazione industriale è rappresentato dall’accordo per l’assemblaggio in loco dei trattori a marchio Same (Gruppo SDF). Formalmente attivo ed entrato nella fase operativa a partire dal 2019, il progetto ha visto la Aircraft Factory della AOI (Arab Organization for Industrialization) convertire parte della propria capacità produttiva in eccesso per avviare una linea di montaggio dedicata ai trattori di progettazione italiana. La produzione, pur focalizzata su lotti mirati (pari a poco più di 120 trattori assemblati internamente nelle prime fasi), adotta rigidi standard qualitativi europei ed è stabilmente inserita nel catalogo commerciale della AOI per rifornire clienti e settori strategici locali, tra cui il ministero dell’Agricoltura egiziano e l’Istituto di Ricerca Agricola. Un’iniziativa che conferma come il trasferimento tecnologico e la creazione di valore sul territorio siano leve fondamentali per penetrare con successo il mercato Nordafricano. FORMAZIONE E COMPETENZE: LE SCUOLE DI TECNOLOGIA APPLICATA E GLI ITS ITALIANI Il trasferimento tecnologico non può prescindere dalla presenza di operatori e meccanici qualificati in grado di manutenere e gestire macchinari complessi e sistemi digitali. È per questo che, nell’ambito dei programmi di collaborazione bilaterale sostenuti dal Piano Mattei, il ministero dell’Istruzione egiziano ha stretto partnership con gli ITS Agro Academy italiani per la creazione di scuole ad alta specializzazione agritech. I corsi formano i giovani tecnici locali sia sulla manutenzione meccatronica dei trattori e delle attrezzature di nuova generazione, sia sulla gestione digitale della supply chain e delle tecnologie per l’irrigazione di precisione, ponendo le basi storiche per un legame industriale destinato a durare nel tempo. AGRITECH E IRRIGAZIONE DI PRECISIONE: LA CHIAVE ITALIANA PER LA TRANSIZIONE AGRICOLA IN EGITTO Il percorso di modernizzazione dell’agricoltura egiziana trova nella digitalizzazione e nelle tecnologie di precisione la propria naturale accelerazione. Di fronte alla scarsità delle risorse idriche e alla necessità di aumentare le rese per ettaro, l’Agritech cessa di essere un’opzione teorica per diventare una necessità operativa concreta, sia nei grandi progetti di bonifica desertica che nelle aree tradizionali del Delta del Nilo. In questa sfida, l’industria italiana della meccanizzazione e delle attrezzature avanzate si posiziona come interlocutore privilegiato grazie alla flessibilità e all’elevato grado di personalizzazione delle sue soluzioni. GESTIONE IDRICA E SENSORI: LA DIGITALIZZAZIONE CONTRO LO SPRECO DEL NILO Con il Nilo che copre circa il 95% del fabbisogno di acqua dolce del Paese e un sistema d’irrigazione tradizionale per scorrimento che registra sprechi stimati intorno al 40%, la gestione della risorsa idrica rappresenta la priorità assoluta per Il Cairo. I programmi di riconversione guidati dal ministero dell’Agricoltura spingono con decisione verso: Sistemi di irrigazione di precisione: pivot con controllo a distanza, impianti a goccia ad ala gocciolante interrata e micro-irrigazione per le colture intensive. Sensoristica e gestione dati: Ssazioni meteo aziendali, sonde di umidità del suolo e software gestionali capaci di calcolare l’esatto fabbisogno idrico e nutrizionale delle colture, riducendo al minimo gli sprechi energetici e di risorsa. Progetti di ricerca applicata: iniziative come Agritech4Egypt, nate dalla collaborazione scientifica e di mercato tra istituti italiani e internazionali, puntano a trasferire soluzioni tecnologiche “pronte per il mercato” direttamente alle aziende agricole locali. MECCANIZZAZIONE SPECIALIZZATA: IL TRAINO DELL’ORTOFRUTTA DA EXPORT Oltre ai cereali e alle estensive, l’Egitto si distingue nel panorama globale per l’esportazione di ortofrutta, posizionandosi ai vertici mondiali nella spedizione di agrumi, fragole e uva da tavola. Un comparto ad alto valore aggiunto che richiede una meccanizzazione altamente specializzata. Per le lavorazioni in frutteto e viticoltura, la domanda locale guarda con crescente interesse ad atomizzatori di precisione a basso volume per la difesa fitosanitaria, potatrici meccaniche, trinciatrici interfilari e agevolatrici per la raccolta. Allo stesso tempo, la fase di post-raccolta necessita di linee tecnologiche per la cernita, il lavaggio e l’essiccazione (come nel caso del pomodoro), accompagnate da soluzioni di refrigerazione avanzata lungo la catena del freddo per garantire la qualità dei prodotti destinati all’esportazione verso l’Europa e i Paesi del Golfo. LE SFIDE DEL MERCATO: FRAMMENTAZIONE, CONCORRENZA E STRUMENTI FINANZIARI Trattore Lovol in mostra all’ultima edizione di Agri Expo Egitto Accanto alle ampie opportunità, la penetrazione del mercato egiziano presenta alcune criticità strutturali che i costruttori italiani devono gestire con attenzione. Trattori Sonalika in mostra all’ultima edizione di Agri Expo Egitto La polverizzazione fondiaria: circa il 90% delle aziende agricole egiziane possiede una superficie inferiore ai due ettari. Per rendere accessibile la tecnologia moderna a questa platea di piccoli agricoltori, la chiave risiede nel rafforzamento delle cooperative agricole e nei servizi di contoterzismo. La concorrenza di prezzo: sui segmenti di potenza medio-bassa si registra un’intensa pressione commerciale da parte di marchi cinesi e turchi. La risposta del Made in Italy passa dall’offerta di servizi integrati: ricambistica garantita, assistenza capillare sul campo e formazione professionale. Le fluttuazioni valutarie: le recenti tensioni sulla valuta locale richiedono accordi di partnership strutturati e un ricorso consapevole agli strumenti di credito all’esportazione messi a disposizione da SACE e dalle piattaforme del Piano Mattei per mitigare il rischio finanziario. L’AGRITECH ITALIANO COME MOTORE PER IL MEDITERRANEO? Il bilancio del Business Forum di settembre e le stime di crescita del mercato delineano un quadro privo di ambiguità: l’Egitto punta a consolidarsi come il principale hub agroindustriale e logistico tra Europa, Mediterraneo e Africa subsahariana. Per il Made in Italy della meccanizzazione agricola, il successo competitivo non si misura più soltanto sul numero di macchine spedite via mare, ma sulla capacità di integrare tecnologia hardware e software, abbinando trattori ed attrezzature di precisione con la formazione meccatronica, la gestione idrica intelligente e gli strumenti finanziari messi in campo dal Sistema Paese e dal Piano Mattei. © Barbara Mengozzi Fonte immagini: aboutmsr.com, Agri Expo, ais.gov.eg, )Future of Egypt), AOI, Endress + Hauser, EU-KAFI, Hassan Allam Holding, Ministero degli Affari Eesteri e della Cooperazione Internazionale, SACE. Egitto | meccanizzazione agricola | Piano Mattei