L’Europa dei trattori torna ad arrancare e la Francia “perde” diecimila macchine

Mercati 22/01/2015 -
L’Europa dei trattori torna ad arrancare e la Francia “perde” diecimila macchine

Dopo quello registrato nel 2013, anche il 2014 si è chiuso con un calo delle immatricolazioni di trattori nel mercato europeo, ormai arenatosi sotto le 20mila unità.

Rispetto a due anni fa si è però sostanzialmente modificato lo scenario per quanto riguarda i trend dei singoli Paesi, a cominciare dai due che nel 2013 guidavano la classifica delle vendite di trattori nel Vecchio Continente, vale a dire Francia e Germania.

 

FRANCIA, QUASI 10.000 TRATTORI IN MENO

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Stando ai dati pubblicati da Axema, l’unione dei costruttori francesi di macchine ed attrezzature agricole, con 28.505 trattori immatricolati nel 2014 (28.905 considerando anche quelli sotto i 50 cavalli), a fronte dei quasi 38mila del 2013, il mercato transalpino dei trattori incassa una perdita che sfiora il 25 per cento.

Si tratta comunque di livelli prossimi alla media degli ultimi 10 anni (intorno ai 30mila trattori) e proprio per tale motivo viene giudicata dagli analisti come una pausa fisiologica dopo l’exploit del 2013 con il quale la Francia era arrivata a sorpassare la Germania.

 

LA CRESCITA DEGLI SPECIALIZZATI

Andando ad esaminare la ripartizione per fasce di potenza, sono i trattori tra i 50 e i 99 cavalli a subire la più forte contrazione in termini percentuali, scendendo da 6.531 a 4.094 unità (-37,31%), ma ancora più marcato, visto l’elevato numero di immatricolazioni in questo segmento di potenza, è il calo che riguarda i trattori da 100 a 149 cavalli, passato da 14.821 a 10.875 macchine (circa 4.000 macchine in meno, pari al 26,62%).

Ugualmente in calo la fascia successiva, tra i 150 e i 199 cavalli, che ha perso quasi il 32 per cento, scendendo da 8.170 a 5.562 macchine.

Un andamento inverso caratterizza le alte potenze, visto che crescono sia i trattori sopra i 300 cavalli (+8,98%) sia quelli tra i 250 e i 299 cavalli (+2,07%).

Particolarmente significativo, poi, per un Paese ad alta vocazione vitivinicola come la Francia l’incremento delle vendite dei trattori specializzati (da vigneto e frutteto) che salgono da 3.228 a 3.413 unità, con un aumento del 5,73 per cento che li porta a conquistare una quota di poco inferiore al 12 per cento dell’intero mercato trattoristico d’Oltralpe. Da segnalare, infine, la crescita del mercato dei trattori “a trampolo” (+6,67%).

 

JOHN DEERE SOTTO IL 20 PER CENTO

La consistente flessione subita dal mercato francese ha portato con sé un cambiamento dello scenario per quanto riguarda le performance dei vari brand.

In base alle indicazioni fornite da Terre-net Média e da Matériel agricole, in cima alla classifica John Deere perde decisamente terreno scendendo dal 20,3 per cento a quota 18,5 per cento, mentre alle sue spalle New Holland è riuscito a mantenere le posizioni attestandosi al 17 per cento.

Al terzo posto, distanziata di quasi 6 punti percentuali, troviamo Massey Ferguson che ha effettuato il sorpasso di Claas, in calo dell’1,5 per cento.

Seguono Fendt, che ha guadagnato un punto percentuale, e Case IH, che invece ha perso lo 0,8 per cento.

Kubota, protagonista di un’autentica esclation, si è portata al settimo posto passando dal 3,9 al 6,5 per cento di quota di mercato.

 

GERMANIA, SOLO UNA BATTUTA D’ARRESTO

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Decisamente più contenuta rispetto a quella del mercato trattoristico francese la flessione subita nel 2014 dalla Germania, che l’anno precedente si era vista costretta a cedere lo scettro alla Francia.

Secondo i dati forniti dalla Vdma, la principale associazione dell’industria meccanica tedesca, le immatricolazioni di trattori sopra i 51 cavalli ammontano a 28.555 unità (34.722 unità considerando anche il segmento sotto i 50 cavalli) e fanno segnare una contrazione del 3,8 per cento (4,2 prendendo in esame l’intero mercato) rispetto al 2013.

Nella segmentazione del mercato per fasce di potenza segnano il passo le basse potenze (da 51 a 100 cavalli) in calo del 6,9 per cento. In flessione, seppure più contenuta (-2,8%) anche le medie potenze, da 101 a 150 cavalli. Meno significativo in termini percentuali il decremento della fascia sopra i 150 cavalli che si attesta a -1,6 per cento.

Per quanto riguarda il posizionamento dei marchi, l’eterna disputa John Deere-Fendt si è conclusa lo scorso anno, limitatamente al mercato sopra i 51 cavalli, con la vittoria del brand di casa Agco (fonte: topagrar.com) che ha collocato sul mercato 5.904 trattori (20,7% del mercato) contro i 5.431 del Cervo (19%).

Sul terzo gradino del podio troviamo Case IH e Steyr (3.431 unità, in crescita del 22,5%), seguite da Deutz-Fahr, Claas e, distanziata di un soffio, New Holland, anch’essa in crescita.

 

AUSTRIA, PERSO UN QUINTO DEL MERCATO

Austria_Immatricolazioni_2014

Il mercato austriaco, già reduce da un 2013 con il segno meno (-3,5%), ha subito nel 2014 un pesante ridimensionamento, superiore al 20 per cento, scendendo da 7.936 a 6.311 unità. Fatta eccezione per la categoria “Altri Trattori” (+20,4% corrispondente a 10 unità), tutte le altre hanno fatto registrare una flessione, che nel caso dei “Trattori standard” ammonta al 21,8 per cento (da 6.945 a 5.434 unità).

In base alla statistiche elaborate da Club Landtechnik Austria, nel segmento dei “Trattori standard” Steyr, seppure con una novantina di macchine in meno, conferma e consolida la sua leadership con 1.235 trattori venduti che equivalgono al 22,7 per cento del mercato domestico.

Guadagnano posizioni anche New Holland, al secondo posto con 937 unità (erano 1.008 nel 2013) ed una quota di mercato del 17,2 per cento, e Lindner (al quarto posto con il 12,7%), mentre perdono terreno John Deere, al terzo posto con il 13,2% (719 macchine), e Fendt, al quinto con il 6,4% (348 macchine).

I trattori da vigneto e frutteto sono passati a loro volta da 465 a 394 unità, con una perdita del 15,3 per cento.

 

REGNO UNITO QUASI STABILE

RegnoUnito_immatricolazioni

Quasi stabile il mercato trattoristico del Regno Unito che, in base alle cifre fornite da The Agricultural Engineers Association (Aea), dopo aver chiuso il 2013 con una contrazione di oltre il 10 per cento, nel 2014 è riuscito a contenere la flessione allo 0,5 per cento.

I trattori immatricolati sono stati 12.433, a fronte dei 12.498 del 2013, e John Deere si conferma leader indiscusso.

In crescita la potenza media delle macchine vendute che ha raggiunto lo scorso anno i 155,1 cavalli, in aumento del 2,4 per cento.

 

SPAGNA IN RILANCIO

SPAGNA_Immatricolazioni_2014

Chiusura d’anno col segno più per il secondo anno consecutivo per la Spagna che, dopo aver messo a segno nel 2013 un incremento del 2,7 per cento, ha visto crescere progressivamente il numero delle immatricolazioni fino a raggiungere, come si legge nel sito masquemaquina.com, un brillantissimo +12,9 per cento che ha portato il mercato oltre le 10mila unità (10.004 per l’esattezza), a fronte delle 8.859 del 2013.

John Deere come singolo brand, seppure in calo, resta saldamente ancorata al gradino più alto del podio con il 25,8 per cento del mercato (2.590 macchine), seguita da New Holland che detiene una quota di mercato del 19,3 per cento con 1.935 trattori venduti (erano 1.611 nel 2013).

A livello di gruppi è però Cnh a detenere la leadership con il 26,9 per cento del mercato. Al terzo posto figura il gruppo Agco con una quota del 12,8 per cento. Seguono Same Deutz-Fahr (11,9%) e Argo (4,9%).

 

PORTOGALLO IN CONTRAZIONE

Portogallo_Immatricolazioni_2014

Condivide invece le sorti della maggioranza dei Paesi europei il Portogallo, dove i trattori nuovi immatricolati lo scorso anno sono stati 4.668 (fonte: Acap, Associação Automóvel de Portugal), in diminuzione del 5,3 per cento rispetto al 2013 quando le nuove immatricolazioni avevano raggiunto quota 4.931 unità.

In controtendenza rispetto ai “Compatti” (-7,5% con 1.687 unità) e ai “Convenzionali” (-7,2% con 2.152 unità), gli specializzati che hanno fatto registrare un incremento del 4,9 per cento passando da 790 a 829 macchine.

Nella segmentazione delle nuove immatricolazioni per fasce di potenza il segmento che va da 55 a 120 cavalli detiene una percentuale del 46,9 per cento, il segmento sotto i 55 cavalli rappresenta il 44,7 per cento e quello sopra i 120 cavalli l’8,5 per cento.

 

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