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ARBOS (2019)

L’escalation di Arbos: global player in tre anni e destinata a crescere ancora

Obiettivamente giovane, la storia del gruppo Arbos, ma sostanziata da valori e tradizione in puro stile made in Italy, frutto di uno storico know-how sapientemente recuperato e attualizzato nei suoi punti di forza, oltre che da solido bagaglio tecnologico e passione per il design, che hanno conferito all’azienda uno spessore e una carica tali da riuscire a tagliare traguardi eccezionali in tempi record, tanto da comparire oggi a pieno titolo nel novero dei big della meccanizzazione agricola.

Il tutto per merito di un grande e intelligente piano strategico che ha visto Arbos nascere ufficialmente nel settembre 2015 – evoluzione di un progetto già avviato nel 2011 come centro Ricerca & Sviluppo di Lovol Europe Engineering – ed insediarsi a Migliarina di Carpi, in provincia di Modena.

Dopodiché ad Arbos sono bastati tre soli anni per trasformarsi da start-up a realtà industriale di caratura internazionale, pronta a spiccare il volo da Carpi verso un’espansione a livello globale, all’insegna di una filosofia che la trova costantemente e convintamente impegnata nella proposta di una gamma di macchine e attrezzature in grado di soddisfare in modo puntuale e specifico le singole esigenze delle imprese agricole fornendo un efficace supporto all’intero ciclo agronomico, dalla lavorazione del terreno alla raccolta, in un’ottica di compiuta sostenibilità ambientale.

 

LA FORZA DELLA FULL-LINE

Il che ha significato, nella visione della casa carpigiana, procedere a tutta velocità in direzione della messa a punto di una full-line di trattori e attrezzature idonee ad un’agricoltura sostenibile e dichiaratamente moderna – dai macchinari dedicati al campo aperto fino a quelli specializzati per frutteto e vigneto – partendo dall’acquisizione di tecnologie e linee produttive esistenti integrate con innovativi progetti realizzati ex-novo, scaturiti da cospicui investimenti nella ricerca e nello sviluppo di sempre nuove soluzioni aderenti alle richieste dei vari segmenti di mercato.

 

ENGINEERING, MATERMACC E GOLDONI: I TRE PILASTRI DELLA CRESCITA

Fatto sta che la full-line è oggi una realtà concreta, e destinata a farsi sempre più ampia e versatile. Una meta raggiungibile anche grazie ai tre forti pilastri sui quali il gruppo Arbos ha basato la propria crescita: Engineering, il centro di eccellenza per lo sviluppo di piattaforme globali di trattori e mietitrebbie, Matermacc, azienda leader nel settore della semina e in quello dell’irrorazione e Goldoni, costruttore di riferimento di trattori specialistici per frutteto e vigneto.

 

OTTANTA MILIONI DI EURO DI FATTURATO NEL 2018

A suffragare la bontà delle scelte operate in casa Arbos ci sono cifre di assoluto risalto: un esercizio finanziario 2018 che si è attestato a quota 80 milioni di fatturato, 400 collaboratori, più di 5.000 macchine realizzate l’anno scorso e vendute in 64 Paesi in tutto il mondo. Cifre che, oltre a derivare dalla marcata innovazione di processo e di prodotto coniugata all’attenzione a fornire un livello completo ed efficiente di servizi di prima classe, sono il risultato dell’approccio commerciale intraprendente e determinato sposato da Arbos, forte attualmente di due stabilimenti produttivi – a Carpi e a San Vito al Tagliamento, in Friuli – e di tre filiali di vendita (Arbos France, Arbos Iberica e Arbos Russia), associate ai numerosi accordi commerciali stretti attraverso 75 dealers sui mercati strategici più importanti d’Europa (Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Austria, Paesi Balcani) e America Latina (Argentina, Messico).

 

ALLA CONQUISTA DEI MERCATI INTERNAZIONALI

Realtà dinamica e in continua evoluzione, Arbos non si ferma e guarda adesso ad un’offerta in progressiva crescita in termini di sempre nuovi modelli ed anche di rafforzato valore, proseguendo sulle strade vincenti dell’impegno in ricerca e sviluppo, del made in Italy di qualità e della distribuzione innovativa sui mercati internazionali.

 

LA FILIALE FRANCESE: DA PROGETTO A REALTÀ

Puntando l’attenzione, quanto a mercati, su quelli altamente competitivi ed esigenti come la Francia, dove molto l’azienda sta raccogliendo a distanza di due anni dall’apertura della filiale Arbos France, inaugurata nel 2017 a Saint-Priest, nei pressi di Lione, in posizione logisticamente ideale per servire le grandi colture del nord del Paese e le coltivazioni specializzate dell’area meridionale e della costa mediterranea.

Importante banco di prova l’appuntamento con il Sima 2019, per il quale Arbos France ha organizzato direttamente la propria presenza sul palcoscenico della rassegna parigina, dimostrando innanzitutto che per il gruppo di Migliarina di Carpi viaggiare a ritmi altamente sostenuti è praticamente una normalità: basti dire che quelli presentati nella precedente edizione del Sima in veste di progetti e prototipi sono divenuti prodotti distribuiti già oggi su tutto il territorio francese.

 

LA PRESENZA AL SIMA 2019: UNA PROMESSA MANTENUTA

Una preziosa occasione, il Salone parigino, per proseguire il lavoro di consolidamento di Arbos France: «con la nostra partecipazione al Sima 2019 abbiamo voluto trasmettere un messaggio di solidità e continuità, sottolineando con forza e convinzione la nostra capacità di creare valore per il mercato francese e per gli utilizzatori finali del nostro prodotto», ha dichiarato Jean Philippe Fejoz (nella foto sotto), general manager di Arbos France, aggiungendo: «partendo da un portfolio prodotti completo e versatile di trattori da frutteto e vigneto ideale per il sud-est della Francia, in soli due anni sono già venti i dealer attivi sul territorio».

E la gamma prodotto, è stato precisato, si amplierà nei prossimi anni fino ad offrire trattori da campo aperto da 260 cavalli e attrezzature per la lavorazione del terreno con tecniche agronomiche innovative, particolarmente indicate per la porzione nord-occidentale del Paese.

 

CON L’OCCHIO SEMPRE RIVOLTO ALLA SOSTENIBILITÀ

Nel frattempo la vetrina allestita a Parigi da Arbos su una superficie di oltre 600 metri quadri ha consentito di toccare con mano gli ulteriori step compiuti nel percorso di consolidamento e arricchimento di una full-line di prodotti ad elevata tecnologia, accomunati, come detto, dal fil rouge di essere al servizio del ciclo agronomico sostenibile e in grado di garantire una ottimale gestione di un sistema macchina-attrezzatura sempre più connesso e complesso.

 

LA NUOVA SERIE 7000 IN FORMA SEMI-DEFINITIVA

In mostra all’ultima edizione del Sima, dunque, i best seller della variegata gamma prodotto di Arbos, affiancati dagli ultimi sviluppi tecnologici e da nuovi concept.

Protagonista all’interno dello stand, in questo ambito, il prototipo 7260, appartenente alla nuova serie 7000 di trattori da campo aperto, l’ammiraglia del Gruppo, che continua il suo percorso verso la piena produzione e si arricchisce via via di tutti i dettagli che la porteranno ad essere il top di gamma della full line in livrea bianco-verde, proponendosi con il family feeling Arbos – già premiato sulla serie 5000 – ed accentuandone anzi i tratti stilistici più distintivi, con i gruppi ottici, le griglie laterali e le linee rastremate della carrozzeria ad esprimere in modo elegante le doti di robustezza e versatilità del trattore.

 

MOTORE DI ULTIMA GENERAZIONE FPT 6 CILINDRI STAGE V

Svelato a Parigi nella sua forma semi definitiva, il nuovo modello 7260 è equipaggiato del propulsore di ultima generazione FPT a sei cilindri emissionato Stage V che eroga fino a 280 cavalli in overpower, abbinato alla trasmissione 5 marce/3 gamme/4 stadi powershift in grado di garantire efficienza e flessibilità in ogni applicazione.

Ampi volumi e ottimale visibilità in tutte le direzioni, coniugati a massima ergonomia ed elevato comfort di guida, sono inoltre assicurati dalla cabina Hi-Vision Maxi, in stile automotive, provvista di sedile a sospensione pneumatica e di bracciolo multifunzione con i comandi di utilizzo più frequente.

 

GLI APPREZZATI MODELLI 5100 E 5130

In grande evidenza nella vasta gamma di soluzioni approntate da Arbos in materia di trattori da campo aperto, stavolta in rappresentanza della serie 5000 da 110 a 136 cavalli, i modelli 5100 e 5130 (vincitore per la qualità del suo design del Red Dot Award 2017).

Entrambi dotati di trasmissione modulare semplice, efficiente ed estremamente affidabile (come attestato dai numerosi feedback positivi degli utilizzatori finali) e di accogliente cabina che sposa al meglio stile e funzionalità, offrendo standard decisamente elevati in termini di visibilità, ergonomia e sicurezza.

 

LE GAMME 2000 E 3000, DECLINATE PER IL MERCATO EUROPEO

Riflettori puntati poi, nella categoria degli utility compatti, sulle nuove gamme 2000 e 3000 – frutto di un’esperienza globale che ha previsto però l’introduzione di specifiche studiate per il mercato italiano ed europeo in linea con le più stringenti normative in termini di emissioni e sicurezza – rappresentate, la prima, in particolare dal modello 2035 da 35 cavalli, ideale per la manutenzione professionale del manto erboso, e la seconda dai due modelli 3050, indicato per un vasto range di impieghi, e 3055 da 50 cavalli, studiato per offrire qualità, prestazioni e affidabilità.

 

GLI SPECIALIZZATI DELLA SERIE 4000

Un posto importante all’interno dello stand parigino del gruppo di Migliarina di Carpi è spettato inoltre alla serie 4000, specializzata per vigneti e frutteti, declinata nelle varianti dimensionali F, AF e Q, tutte rispondenti alle più stringenti normative in materia di emissioni (Stage IIIB) e sicurezza (Tractor Mother Regulation).

Punta di diamante, nel segmento 90-110 cavalli, il modello 4110 Q (nella foto sopra), autentico concentrato dei plus di una macchina progettata per la lavorazioni tra i filari, dalla compattezza, manovrabilità e baricentro basso al sollevatore elettronico e all’idraulica full specs fino alla cabina Low Profile.

Altri modelli clou, poi, il 4100 AF, estremamente bilanciato e compatto, e, in veste di principale esponente della serie 4000 E, l’isodiametrico 4100 E (nella foto sopra, scattata a Innovagri 2018), in grado, grazie al motore a sbalzo e alla eccellente stabilità, di garantire una operatività in piena sicurezza nelle situazioni più ardue.

 

UNA VASTA GAMMA DI SEMINATRICI

Passando alle attrezzature, in pole position tra quelle esposte da Arbos al Sima 2019 sono risultate senz’altro le seminatrici, a partire dall’innovativa MSD 2.0 600 Combi (nella foto sopra), seminatrice per cereali combinata con erpice rotante pieghevole che consente una larghezza di lavoro di sei metri e si integra perfettamente con i trattori della serie 7000.

Altamente innovativo anche il modello di seminatrice pneumatica UST (nella foto sopra), per la semina diretta sotto-superficiale, equipaggiato di elemento seminatore “alare” che effettua, in una sola passata, la semina, la fertilizzazione e il diserbo meccanico del terreno.

In mostra tra le seminatrici di precisione, invece, la MSD 2.0 600 Elektro (nella foto sopra) per cereali con dosaggio elettrico, dotata di Racs (Rear automatic control speed), il sistema, brevettato dal gruppo, di misurazione automatica della reale velocità di avanzamento che si adatta a ogni deformità del terreno.

E al suo fianco, accanto alla seminatrice pneumatica di precisione per ortaggi MSQ, la nuova MS 8230 12 file Elektro (nella foto sopra), provvista di trasmissione elettrica, che permette una semina variabile e specifica per ogni tipo di coltura o terreno, migliorandone la qualità di precisione ad elevate velocità.

 

LE ALTRE ATTREZZATURE

A completare il quadro delle attrezzature esposte a Parigi da Arbos, infine, la sarchiatrice con telaio a ripiegamento idraulico Unica PVI 9 file, i ripuntatori Rock M2 300/7, adatti a condizioni di lavoro gravose, e una validissima accoppiata di spandiconcime: MCA-W Elektro, indicato per la distribuzione di concimi chimici e granulari tra i filari di frutteti e vigneti, e MD 1700, pensato per lo spargimento del concime a file.

 

BLASTER: MEDAGLIA DI BRONZO AI SIMA INNOVATION AWARDS

Da ricordare, tra le soddisfazioni regalate ad Arbos dalla partecipazione all’ultima edizione del Sima, il conferimento della medaglia di bronzo, nell’ambito del concorso Innovation Awards 2019, all’irroratrice trainata Blaster, con barra da 36 metri in alluminio, dotata di carreggiata variabile, sospensioni indipendenti su ciascuna ruota e doppia articolazione per la sterzatura.

 

© Stefania Capponi