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ARGO TRACTORS (2018)

Argo Tractors: dalla pianura emiliana alle platee internazionali, all’insegna del “full made in Italy”

Una lunga storia costellata di successi, quella di Argo Tractors, che prende il via laddove continua ad albergare il “cuore” del grande gruppo familiare dalle salde radici italiane e dalla rilevante presenza internazionale: l’insediamento produttivo di Fabbrico – il maggiore del gruppo con i suoi 60mila metri quadri di area coperta – sviluppato attorno all’antica fabbrica Landini, nata nel 1884 e per oltre un secolo teatro dell’attività di questo marchio di illustre tradizione, indiscusso protagonista della storia della meccanizzazione agricola nazionale.

 

SOLIDE RADICI PER UNO SVILUPPO DURATURO

L’autentica svolta per la più tricolore tra le aziende produttrici di macchine agricole arriva nel 1994, con l’acquisizione della proprietà di Landini SpA da parte del gruppo industriale Argo, di proprietà della famiglia Morra, che ha inaugurato per la casa reggiana un nuovo fortunato corso, all’altezza del suo passato.

L’anno successivo entra a far parte del gruppo Argo anche la Valpadana di San Martino in Rio. Nel dicembre del 2000 viene poi acquisito McCormick, prestigioso marchio americano, assieme allo storico stabilimento inglese di assemblaggio trattori di Doncaster e a quello francese di St.Dizier, specializzato nella costruzione di gruppi trasmissione (successivamente chiusi, spostando l’intera produzione McCormick in Italia).

Un’operazione che modifica gli scenari della meccanizzazione agricola e proietta la società emiliana verso una dimensione internazionale, ai vertici del panorama mondiale del settore dei trattori.

 

UNA MULTINAZIONALE DAI VALORI UMANI

Valerio Morra, presidente di Argo Tractors.

 

Tasselli cruciali, questi, di quel grande e vivido mosaico sfociato nella holding Argo Tractors e messo insieme con dedizione e passione dalla famiglia piemontese Morra, oggi alla sua quarta generazione nel settore della meccanica, a partire dal primo acquisto, negli anni Ottanta, della Mbs di Reggio Emilia, produttrice di ingranaggi e organi di trasmissione per macchine agricole, seguito dal graduale inglobamento di altri marchi esponenti di sempre nuove linee produttive.

Per finire, come detto, con l’acquisizione del tris di brand di altissima caratura, completando così la costruzione della fisionomia della realtà Argo Tractors, multinazionale leader di mercato in continua ascesa che negli anni ha saputo conservare intatto il Dna tutto cuneese dei Morra, fatto di dinamismo, lungimiranza e capacità imprenditoriali coniugate ad una viva attenzione nei confronti del territorio e delle risorse umane.

«Al centro della nostra filosofia e del nostro progetto c’è l’uomo, l’impegno ad investire sempre più sull’ambiente e a rendere più sicuro e confortevole, oltre che sempre più professionale, il lavoro di chi ha condiviso e condivide con noi un percorso di vita e di attività, contribuendo negli anni a qualificare l’operato di Landini prima e di Argo Tractors a tutt’oggi», osserva il presidente di Argo Tractors Valerio Morra. «Tutto questo – aggiunge – nell’ottica di rafforzare lo spirito di squadra e rendere sempre più solido il know how specifico del nostro business».

 

TRA LE 400 AZIENDE DOVE SI LAVORA MEGLIO IN ITALIA

Lo stabilimento di Fabbrico.

 

Un impegno che non rimane lettera morta, ma trova conferma nei fatti, come dimostrano i risultati del sondaggio condotto l’anno scorso su oltre 1.900 grandi imprese attive in Italia dall’autorevole società tedesca indipendente di consulenza Statista – pubblicati sul numero del 16 novembre 2017 del settimanale Panorama – che, sulla scorta di quanto emerso dalle dichiarazioni dei dipendenti intervistati in forma anonima, collocano Argo Tractors, unica realtà del comparto della meccanizzazione agricola nazionale a comparire in questa classifica, tra le 400 aziende dove si lavora meglio nel Belpaese.

Un risultato confermato anche dal sondaggio del 2018, a riprova della solidità e della serietà di un Gruppo fieramente Italiano.

 

PALADINA DELL’ITALIANITÀ

Lo stabilimento di Luzzara, dedicato alla produzione di trattori specialistici e di assali anteriori.

 

Belpaese che continua a rivestire una assoluta centralità nelle logiche di Argo Tractors, tenacemente ancorate al più puro stile italiano, visto che l’espansione internazionale ha coinciso per la società con un ritorno ad un rigoroso made in Italy, dove dalla progettazione alla produzione dei componenti, trasmissione inclusa, tutto viene concentrato tra Fabbrico, Luzzara e San Martino in Rio nel cuore della “Motor Valley” emiliana.

Il centro di produzione Argo Tractors, a San Martino in Rio, nel quale trovano posto due linee di assemblaggio ed un centro dedicato alle lavorazioni meccaniche per la componentistica delle trasmissioni.

 

«Appartenere ad un distretto, qual è quello emiliano della meccanizzazione agricola, in grado di garantire il massimo in termini di esperienza, competenze e soprattutto passione per la meccanica, conferisce plus di competitività che sarebbe difficile esportare in altri paesi, compresi quelli favoriti da un inferiore costo del lavoro», sottolinea Valerio Morra.

 

UNA CRESCITA COSTANTE ED UN’ELEVATA VOCAZIONE ALL’EXPORT

Valori e passione a formare il fertile humus del brillante percorso di Argo Tractors, ma anche cifre molto importanti che danno il polso di una crescita costante e inarrestabile.

Stabilimento di produzione delle cabine a Fabbrico.

 

Forte del considerevole patrimonio tecnologico dei suoi tre marchi Landini, McCormick e Valpadana, il gruppo vanta una capacità produttiva di 22mila trattori l’anno, articolata su cinque impianti di produzione dislocati in territorio italiano, e può fare affidamento su una rete distributiva formata in Italia da più di 170 concessionari, mentre la presenza in tutto il mondo di Argo Tractors – che occupa 1.800 dipendenti – è assicurata attraverso 8 affiliate, 130 importatori e una rete di 2.500 dealer.

Terminal spedizioni e area test.

 

Nel 2017 il giro d’affari del gruppo ha superato i 500 milioni di euro, in incremento del 13 per cento in valore e del 20 per cento in volume rispetto all’anno precedente, generato in larga misura dall’export, ribadendo le posizioni consolidate in tutta Europa (il 33 per cento del turnover viene realizzato sui mercati del Vecchio Continente e a questa percentuale va aggiunto il 15 per cento ottenuto sul mercato Italia) e facendo registrare una presenza in crescita in Africa (che contribuisce al fatturato globale con una quota del 22 per cento), America Centrale e Oceania.

 

ALLA CONQUISTA DEL MERCATO TURCO

Un discorso speciale merita la Turchia, dove la holding reggiana – sempre molto attiva anche sul fronte delle partnership in vista della definizione di una compagnia di valenza sempre più globale, pronta ad espandersi su mercati ritenuti strategici per il futuro, e sempre più ai vertici della qualità e dell’innovazione – ha recentemente inaugurato il sito produttivo di Anadolu Landini (ubicato a Şekerpinar, nelle vicinanze di Istanbul), realtà nata nel settembre 2017 dalla joint venture siglata tra la multinazionale turca Anadolu Group e Argo Tractors: un nuovo stabilimento inizialmente destinato alla produzione di trattori della serie Globe di Landini – 4 modelli da 50 a 75 cavalli espressamente progettati per le esigenze del mercato turco – per allargare un domani l’attività ad altri modelli, che una volta a regime avrà una capacità produttiva di oltre 5.000 unità annue.

 

UNA GAMMA TRATTORI FRA LE PIÙ COMPLETE, FABBRICATA IN-HOUSE

Decisamente all’altezza – per contenuti tecnici, prestazioni, affidabilità ed efficienza operativa – del suo rango di player di riferimento globale in ambito trattoristico, poi, risulta la gamma offerta da Argo Tractors, una delle più complete disponibili sul mercato, declinata oggi in oltre 550 modelli nel segmento di potenza da 30 a 310 cavalli e nelle famiglie a 3, 4 e 6 cilindri da campo aperto, frutteto, vigneto, cingolati, utility e isodiametrici.

Ed oltre il 75 per cento in valore dei componenti strategici dei trattori Landini, McCormick e Valpadana – quali carter cambio, forcelle, mozzi ruote, assali, ingranaggi, alberi – proviene dagli stabilimenti Argo Tractors dell’entroterra emiliano, così come totalmente interna è anche la fabbricazione di piattaforme e cabine, il che si traduce in un sicuro vantaggio sul piano del controllo dei costi, degli standard qualitativi e del time to market.

 

FORTI INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO

Restano molto corposi, in linea con la vivacità progettuale che ha sempre caratterizzato il felice percorso della società emiliana, gli investimenti stanziati in favore dell’innovazione di prodotto e al tempo stesso del processo produttivo.

Non a caso un 5,5 per cento del fatturato annuo viene mediamente destinato alla Ricerca e Sviluppo, alloggiata nella nuova struttura all’avanguardia di 3000 metri quadri realizzata ad hoc nella sede principale di Fabbrico: all’interno di questa sofisticata unità industriale, costruita nel solco dei concetti tracciati dalla nuova Industria 4.0, spiccano l’area opportunamente attrezzata deputata alla messa a punto dei nuovi prototipi e quella che ospita le tre modernissime sale prova, due per i motori e una per le trasmissioni, dedicate ai test su tutti i trattori da 50 a oltre 300 cavalli di potenza.

A queste dotazioni si accompagnano software di ultima generazione: vedi, in particolare, l’adozione di un avanzato CAD tridimensionale, con relativo sistema gestionale, che consente agli ingegneri di disporre di simulazioni 3D molto reali abbreviando notevolmente i tempi di progettazione.

Un investimento, quello in Ricerca e Sviluppo, che il gruppo ha portato avanti anche a livello di risorse umane, inserendo nella neo struttura nuove figure professionali altamente qualificate, ognuna con una precisa specializzazione in questo ambito.

Ma non ci si è limitati alla realizzazione del nuovo reparto R&D, mettendo mano anche all’approntamento di nuove strutture produttive ottimizzate, di nuove tecnologie di produzione e di sistemi informatici avanzati, senza trascurare il ricorso a nuove filosofie di lavoro evolute.

 

TECNOLOGIE PRODUTTIVE ALL’AVANGUARDIA

Il tutto in seno all’importante processo di rinnovamento e riorganizzazione – annunciato cinque anni fa nel corso della convention mondiale di Argo Tractors ed efficacemente sintetizzato dallo slogan “La musica è cambiata” – che a partire dal 2013 ha coinvolto di pari passo la gamma trattoristica e le linee di produzione degli stabilimenti di Fabbrico, San Martino in Rio e Luzzara, radicalmente modificate e aggiornate all’insegna dei più attuali standard produttivi e logistici.

Hanno così visto la luce, tra l’altro, i nuovi ultramoderni centri di lavoro installati nella sala lavorazioni meccaniche – tra cui il primo tornio Mazak servito da robot dove carico e scarico dei componenti avviene totalmente in automatico e quelli destinati alle fusioni in ghisa – e le macchine di controllo tridimensionale.

Nel frattempo si è proceduto con l’ammodernamento delle linee di montaggio e del Terminal Spedizioni (un’area di 57mila metri quadri che ospita una nuova piattaforma di carico camion e container, oltre ad un circuito per le prove dinamiche).

 

MIGLIORAMENTI A DOPPIA CIFRA CON IL PROGETTO KAIZEN

Investimenti a 360 gradi che hanno contemplato come detto, in vista di una superiore competitività, anche l’adozione di nuovi principi di lavoro quali il metodo Kaizen – modello gestionale che, partendo da una logica di produzione integrata con aree di pre-montaggio ben localizzate e magazzini di servizio dedicati, assicura al processo produttivo un sensibile e continuo miglioramento di qualità ed efficienza al quale concorrono tutti i livelli delle maestranze – introdotto cinque anni fa da Argo Tractors nelle linee di assemblaggio dei propri stabilimenti e costantemente implementato.

Un programma di rinnovamento delle procedure, il Kaizen, che ha richiesto alcuni importanti adattamenti e ampliamenti alla sede di Fabbrico, ma si è rivelato in grado – fanno notare in casa Argo Tractors – di offrire indubbi benefici sia in termini di produttività e qualità del prodotto finito sia in quelli del risparmio dei tempi di assemblaggio, ridotti nell’ordine del 15-20 per cento.

 

LARGO ALLA DIGITALIZZAZIONE

Al tempo stesso nel corso dell’ultimo biennio il gruppo reggiano ha deciso di puntare molto sull’ambizioso processo di digitalizzazione, destinato a coinvolgere tutte le attività aziendali, per il quale Argo Tractors sta mettendo in campo cospicui investimenti finalizzati all’introduzione di strumenti high-tech tra i quali nuovi siti web corporate e siti web per i concessionari, canali social e un nuovo software CRM (Customer Relationship Management) – altro tassello ormai irrinunciabile nella strategia d’impresa – associati ad una piattaforma di e-commerce, ad un nuovo configuratore di prodotto e ad un approccio geomarketing che presuppone una attenta conoscenza delle peculiarità delle richieste provenienti dai singoli mercati.

 

SISTEMI PIÙ EVOLUTI PER UN SERVIZIO D’ECCELLENZA

Argo Parts, divisione dei ricambi originali di Argo Tractors.

 

Obiettivi strategici della Digital Transformation: rafforzare ulteriormente l’immagine di Argo Tractors, massimizzando la visibilità e la credibilità dei propri brand, e fornire alla rete di vendita opportunità di crescita grazie a strumenti avanzati che consentano un più moderno ed efficiente incontro con la clientela, potenziando le performance nell’assistenza così da poter sommare alla soddisfazione di quelli consolidati l’acquisizione di nuovi clienti, incrementando di pari passo i profitti.

Un progetto chiave in cui rientra anche il recente accordo di partnership stipulato con Granit, importante riferimento europeo nella fornitura dei ricambi di qualità, per agevolare il lavoro della rete di vendita attraverso servizi all’avanguardia e customer-care di primo livello.

 

IL VALORE AGGIUNTO DELL’APPARTENENZA A UN DISTRETTO

E sviluppo di nuovi prodotti, consolidamento della distribuzione ed incremento della produttività sono i versanti che, nell’ottica di una ulteriore crescita a lungo termine, continueranno a concentrare nei tempi a venire l’impegno di Argo Tractors, determinata a centrare futuri traguardi facendo leva sul suo know-how, sulla trasformazione delle idee in prodotti e servizi e sulla flessibilità, nonché sulla capacità di fare ricerca, innovazione e formazione.

Un futuro che vedrà la multinazionale reggiana, la cosiddetta “Ferrari” dei trattori, sempre focalizzata sulla produzione trattoristica d’eccellenza: trattori made in Italy, quelli di nuova generazione, dai contenuti tecnologici molto elevati e rispondenti alle sempre più spiccate esigenze di precisione.

Da rilevare in tal senso l’accordo globale di collaborazione siglato lo scorso giugno da Argo Tractors con Topcon Agriculture per l’adozione dei sistemi Gps su tutte le gamme dei trattori Landini eMcCormick.

Trattori, quelli che vedono oggi la luce nel distretto produttivo di Reggio Emilia, non soltanto altamente hi tech ma anche particolarmente funzionali ed efficienti, oltre che connotati da design ricco di appeal e da livelli di comfort sempre più vicini agli standard del settore automotive.

 

© Stefania Capponi

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