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BERTI MACCHINE AGRICOLE (2018)

Berti Macchine Agricole: raddoppiano le dimensioni e cresce l’innovazione

Qualità, professionalità e innovazione costante di prodotti e servizi, ma anche tante scelte intelligenti e sicuro piglio imprenditoriale, con il plus di una spiccata attenzione e capacità di ascolto tese a captare le variabili esigenze del mercato, offrendo la risposta giusta per soddisfare ogni volta quelle più attuali.

Ecco le carte vincenti che hanno decretato il lusinghiero successo della Berti Macchine Agricole, la casa costruttrice veronese specialista assoluta nel settore delle trinciatrici, assegnandole quella chiara immagine di affidabilità che sta alla base della solida reputazione di cui il suo nome gode sullo scenario italiano e internazionale.

 

UNA CONSOLIDATA ESPERIENZA NEL SETTORE

 

Un’impresa giovane e dinamica nello spirito, la realtà di Caldiero, ma che può far leva sull’esperienza specifica maturata in ben novanta anni di storia e che è riuscita a coniugare al meglio tradizione e carica innovativa.

Reduce dal significativo sviluppo conosciuto nel tempo e tuttora incamminata su un continuo percorso di crescita in produzione e fatturato, oggi la Berti è una società per azioni guidata da Filippo e Alessandra Berti, entrati giovanissimi in azienda, che rappresentano la quarta generazione di famiglia impegnata con passione e impegno a reggere il timone della ditta.

 

SESSANT’ANNI DI ATTIVITÀ NEL VERONESE

 

«L’attività iniziò su scala artigianale nei primi anni Venti a Vicenza con il mio bisnonno», racconta Filippo Berti. Successivamente, nel 1959 ­– prosegue – «la famiglia si trasferì qui nel Veronese e mio nonno Livio cominciò a realizzare macchine sempre più specialistiche volte a soddisfare le esigenze di una viticoltura locale in progressiva espansione, in particolare irroratrici di zolfo e caricatrici per uva».

Una tappa cruciale per la Berti – che si accinge a festeggiare l’anno prossimo i sei decenni di attività nella costruzione di macchinari per l’agricoltura dopo l’approdo in territorio veronese – risale al 1972, anno della nascita del primo modello del prodotto che ha veramente segnato la storia aziendale, ovvero la prima trinciatrice (nella foto sotto), nella fattispecie una trinciasarmenti per frutteto e vigneto: una macchina innovativa che aveva a quei tempi poca concorrenza sul mercato e si conquistò notevoli consensi.

Gli anni Settanta, poi, videro l’azienda cominciare ad esportare la sua crescente gamma di prodotti in Francia e in Spagna, seguite da Grecia e Germania.

 

LA SCELTA DELL’ALTA SPECIALIZZAZIONE

 

Un altro momento di svolta porta la data del 1986, quando Mario e Giorgio Berti, i figli di Livio, scegliendo la strada dell’alta specializzazione, decisero di concentrare la produzione sulle trinciatrici per la manutenzione e la bonifica professionale in ambito agricolo, forestale e urbano, inaugurando l’attuale stabilimento di Caldiero.

 

LA QUALITÀ ELEMENTO DISTINTIVO

E, restando in tema di scelte strategiche, qualche anno dopo, al cospetto del crescente livello di competizione fatto registrare dal settore, venne adottata una strategia aziendale mirata a privilegiare in modo netto l’alto contenuto in tecnologia delle macchine, dedicate ad un’agricoltura sempre più esigente e specializzata.

«In poche parole – osserva Filippo – ci siamo voluti distinguere sul mercato per la qualità e il servizio piuttosto che per il prezzo. Una scelta non priva di difficoltà e mai abbandonata, ma i risultati ci hanno dato ragione».

 

CONVINTI SOSTENITORI DEL “MADE IN ITALY”

Senza dimenticare, altro punto cardine della filosofia di casa Berti, la ferma volontà di sostenere tenacemente il made in Italy dei propri prodotti, presupposto indispensabile per garantire sempre tutta l’affidabilità, la sicurezza e gli elevati standard qualitativi con cui l’azienda viene stabilmente identificata dalla sua clientela: «di comune accordo con la rete commerciale e con lo staff tecnico, abbiamo optato per una presa di posizione netta, quella cioè di continuare, a dispetto dell’agguerrita concorrenza e delle sfide economiche di non poco peso, sulla linea della politica produttiva rigorosamente nazionale».

 

UNA GAMMA RICCA DI 500 MODELLI DI MACCHINARI

 

E, a conferma della bontà delle scelte operate dall’impresa veronese, parlano inequivocabilmente i numeri.

Oggi la Berti è in grado di offrire un listino ricco di ben 500 diversi modelli di macchinari, per tutte le tipologie di coltivazione e terreno, applicabili a trattori, escavatori e pale gommate, che formano una famiglia completa di attrezzature robuste e dalle elevate prestazioni capaci di soddisfare a 360 gradi le esigenze dei settori agricolo, manutenzione del verde e movimento terra.

 

L’ELEVATA PROPENSIONE ALL’EXPORT

E vanta un fatturato che si è attestato nel 2017 a quota 26 milioni di euro, realizzati per il 65 per cento all’estero – in Europa per lo più (40 per cento) e poi negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Nuova Zelanda e in molti altri mercati del mondo – con rivenditori e importatori nei cinque continenti.

 

COMPLETATO IN TEMPI RECORD L’AMPLIAMENTO DELLE STRUTTURE

Proprio la crescente domanda dei prodotti aziendali, e la conseguente esplosione della produzione – difficilmente sostenibile, in un’ottica di dichiarata qualità, con la struttura finora disponibile – ha indotto la dinamica azienda scaligera ad affrontare senza indugi l’ennesimo grande salto di qualità, quello che la ha vista raddoppiare le proprie dimensioni e la ha traghettata direttamente nell’universo tecnologico dell’automatizzazione e dell’interconnessione tipico dell’autentica “Industria 4.0”.

Ha infatti felicemente tagliato il traguardo il progetto di ampliamento dello stabilimento attualmente esistente in quel di Caldiero che ha dato alla luce il nuovo polo logistico esteso su 9.300 metri quadri di superficie coperta, costruito in tempi record ed entrato nella piena operatività a fine agosto.

Obiettivo: ottenere nell’arco dei prossimi due anni non soltanto una produzione maggiorata del 50 per cento rispetto ai livelli attuali, ma anche un miglioramento qualitativo del prodotto e tempi di consegna più brevi.

 

AUTOMAZIONE IN PRIMO PIANO

 

Un nuovo sito produttivo con tutte le carte in regola per portare l’attività nel quartier generale di Caldiero ad altissimi livelli di innovazione. Vedi, innanzitutto, il magazzino automatizzato che sarà in grado di agevolare la preparazione dei componenti utili al processo di produzione, come pure l’impianto di verniciatura robotizzato e la movimentazione e stoccaggio delle macchine ultimate affidata alla gestione automatica di un muletto capace di selezionare e trasportare ogni singola attrezzatura.

Tutti i processi della fabbrica Berti, dalla produzione al magazzino, dall’amministrazione alla logistica, saranno interconnessi, collegati quindi tra di loro attraverso un sistema automatizzato che consentirà di modernizzare e controllare costantemente ogni fase, in vista di un superiore valore aggiunto per l’azienda e per i clienti in termini di velocità, produttività e qualità.

Grazie ai nuovi sistemi informatici che verranno adottati, inoltre, per ogni cliente sarà possibile, tramite un codice identificativo, controllare e visualizzare direttamente sul suo terminale lo stato di avanzamento della macchina in ordine.

 

L’ESPANSIONE NON SI FERMA

 

Ma non finisce qui: entro la fine dell’anno verrà portato a termine anche l’ammodernamento della vecchia sede produttiva, mentre entro l’estate 2019 nascerà una nuova struttura per ulteriori 2.000 metri quadri coperti che Berti potrà destinare allo sviluppo di nuove linee di prodotto, diverse da quelle attuali ma sempre riferite all’ambito agricolo.

 

INNOVAZIONE COSTANTE

La vivacità e l’evoluzione costante della Berti Macchine Agricole trovano espressione anche nella sua fervida attività di ricerca e sviluppo di prodotti innovativi, tanto da essere in grado ogni anno di proporre sul mercato, oltre ad un profondo restyling dell’intera gamma, nuovi modelli che rendono ancor più completa l’offerta aziendale.

Soluzioni interessanti, competitive e tecnologicamente avanzate, sistematicamente presentate sotto i riflettori dei maggiori eventi fieristici di settore italiani e internazionali e sulle più autorevoli riviste specializzate (comunicazione efficace e cura dell’immagine sono aspetti prioritari per il moderno marketing di casa Berti).

 

LE NUOVE ATTREZZATURE PER LA SILVICOLTURA

Tra le più recenti novità lanciate dall’azienda scaligera, e gratificate dal particolare interesse del mercato, si segnalano innanzitutto quelle dedicate alla silvicoltura, come la Forest Pro, produttiva e robusta trinciatrice forestale realizzata in acciai speciali ad alta resistenza ed equipaggiata di doppia trasmissione e di rotore ad utensili fissi, adatta alla triturazione di vegetazione incolta, ramaglie e tronchi dal diametro che può arrivare a 50 centimetri con una richiesta di potenza variabile da 180 a 300 cavalli.

Gli acciai speciali Strenx e Hardox – in grado di garantire caratteristiche strutturali decisamente più elevate – conferiscono notevole robustezza anche alla nuova gamma di trinciatrici forestali. I resistenti acciai di tipo Hardox e Strenx rappresentano ancora una volta gli elementi con i quali sono realizzate anche tutte le decespugliatrici forestali per il movimento terra.

 

LE TRINCIATRICI PER FRUTTETO, ULIVETO E VIGNETO

Ad integrare l’offerta firmata Berti nell’ambito delle trinciatrici specializzate per frutteto, uliveto e vigneto è invece destinata la nuova BF/S, progettata per la trinciatura di erba, sarmenti e ramaglie con diametro fino a 4-5 centimetri e applicabile a trattori con potenze comprese tra 40 e 80 cavalli.

Un nuovo modello che, per merito del suo profilo ribassato, tale da permettere di lavorare sotto chioma ad un’altezza massima di 45 centimetri da terra e grazie alla trasmissione laterale orizzontale, risulta particolarmente indicato per operare su vegetazione bassa con ottimi risultati.

Alla compattezza, poi, vengono abbinati notevoli requisiti di agilità non disgiunti da robustezza, garantiti dal telaio realizzato in Strenx per ottenere un peso contenuto della trinciatrice e consentire al contempo la permanenza della corretta stabilità dell’insieme trincia-macchina operatrice.

 

SOLUZIONI PER IL DISERBO

E una menzione speciale spetta alle innovative soluzioni dedicate dal marchio veronese al diserbo ecosostenibile nei vigneti e nei frutteti.

Vedi la nuova diserbatrice a regolazione idraulica Eco-Row, concepita da Berti per la lavorazione meccanica del terreno sottofila: una attrezzatura in grado di garantire velocità di esecuzione e pieno rispetto dell’ambiente, costituita da un telaio portante doppio a larghezza variabile dotato di due dischi a forma di stella (uno in acciaio e l’altro in gomma), montati alle estremità e deputati, il primo, alla rimozione delle infestanti a ridosso delle piante e, il secondo, all’eliminazione di quelle presenti tra una pianta e l’altra.

Altra validissima alternativa all’impiego di prodotti chimici per la pulizia del sottopianta dalle erbe infestanti in vigna e nel frutteto, poi, è rappresentata dalla diserbatrice meccanica interfilare a doppia testata Ecosprint/D, caratterizzata da una versatilità che ne consente l’utilizzo su ogni tipo di cultivar.

Ma la prerogativa singolare ed esclusiva di questo modello sta nel suo rotore (brevettato), disposto parallelamente al terreno e formato da fili di nylon che, durante la fase di lavoro e per effetto della forza centrifuga, riescono ad eliminare le erbe infestanti senza arrecare danni al fusto delle piante.

 

IL PORTA ATTREZZI E-TRAIL

Negli ultimi tempi, infine, la casa costruttrice veronese ha deciso di cimentarsi in vista di sempre più ambiziosi traguardi tecnologici, come dimostra il multifunzionale porta attrezzi semovente radiocomandato E-Trail, studiato soprattutto per far fronte alle attività di taglio di erba e sterpaglie in tutte le condizioni e gli ambienti di lavoro, anche quelli estremi, e frutto di una progettazione mirata ad attribuirgli tutte le caratteristiche essenziali per operare sempre e comunque con grande efficienza e in piena sicurezza.

Mosso da un propulsore Yanmar a tre cilindri da 40 cavalli, l’E-Trail vanta dimensioni (una lunghezza di 1.580 millimetri e una larghezza di 1.300 millimetri, per una massa di 11 quintali) che, associate al baricentro basso e alla cingolatura gommata con profilo rialzato e chiodi in acciaio movibili, consentono di lavorare per lunghi intervalli di tempo in aree fortemente sconnesse, come pure su pendenze accentuate, mantenendo la massima aderenza.

E, grazie al radiocomando – che comunica con il ricevitore fissato sul mezzo semovente tramite sistemi con frequenze da 434 megahertz – può essere manovrato a distanza (raggio d’azione: 150 metri): due joystick di grandi dimensioni forniscono un controllo efficace e preciso di ogni movimento e della direzionalità della macchina.

 

© Barbara Mengozzi

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