CARRARO TRACTORS (2022)

La gamma Agricube Pro si eleva allo Stage V

Grazie alla proficua collaborazione con FPT Industrial, il prodotto di punta dello stabilimento di Rovigo è riuscito a rinnovarsi rispettando il severo requisito in tema di emissioni gassose inquinanti senza stravolgere l’architettura e gli ingombri delle macchine, ma anzi contenendo integralmente sottocofano i dispositivi necessari.

 

È del 1958 il primo trattore uscito sul mercato con il marchio dei “Tre cavallini”: ben 64 anni di esperienza  nel settore degli specializzati vorranno pur dire qualcosa! E proprio nel corrente 2022 (ma ancor di più nel 2023…) Carraro Tractors si spende in uno sforzo straordinario, di rinnovamento e di rilancio. Nell’evento organizzato nel mese di ottobre alle porte di Rovigo, gli uomini e le donne del marchio dei “Tre cavallini” con orgoglio hanno presentato queste importanti novità alla rete dei propri concessionari e alla stampa del settore.

Alcuni dati sono illuminanti: a partire dal 2010, primo anno di vendita in Portogallo di 21 trattori della gamma Agricube, l’ultimo bilancio consolidato del 2021 ha visto la commercializzazione di 427 macchine, con l’obiettivo per il prossimo anno di superare i 500 esemplari.

Tale previsione fa leva sui benefici derivanti dalla rivoluzione in atto, in termini di modernizzazione, nello stabilimento di Rovigo, in cui spicca la rivisitazione della linea di finitura e la completa revisione della gestione del materiale di partenza, con una particolare attenzione alla cosiddetta “logistic footprint”, ovvero la dimensione del supporto logistico di cui l’azienda necessita per consegnare il prodotto al cliente, che pertanto include tutte le attività intraprese per tale scopo a livello di persone, trasporti, carburante e attrezzature.

Altrettanto straordinario è lo sforzo a livello tecnico. Ben l’88% della produzione del prossimo anno verrà da nuovi prodotti, che fanno perno sulla nuova gamma Agricube Pro Stage V. Proprio l’adeguamento alle normative antinquinamento, croce (molta) e delizia (pochissima) degli ultimi 25 e più anni di tutti i costruttori di trattori specializzati, è stata la molla per mettere a punto un prodotto assolutamente al passo con i tempi, anche per aspetti di assoluta attualità.

Infatti, grazia anche alla fruttuosa partnership con FPT, l’upgrade dei propulsori dallo Stage III B allo Stage 5 ha fornito una formidabile occasione per migliorare il posizionamento nel mercato, dove la gamma Carraro Tractors non vuole in alcun modo mettersi in concorrenza con i noti marchi che ormai da molti anni vengono costruiti a Rovigo, ma piuttosto ribadire una filosofia di crescita “sostenibile”, sia in termini di numeri, ma anche e soprattutto di equilibrio tra il proprio brand e gli altri.

Naturalmente, per vendere a livello nazionale e nel mondo qualsiasi prodotto occorre una rete commerciale. Questo vale anche per Carraro Tractors, che può contare su una rete ben dislocata di 39 dealer in Italia (grazie anche alle 6 nuove acquisizioni del corrente anno) e a un’altrettanto interessante serie di venditori esteri, che permette di mantenere un sostanziale equilibrio 50/50 per ciò che concerne la destinazione domestica e straniera delle macchine prodotte.

 

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE

Progettata assieme a Bologna Business School e rivolta a tutti gli impiegati, la “Business School” del Gruppo Carraro, ha preso avvio due anni fa, incentrata sia su tematiche di tipo tecnico (dalla finanza al controllo di gestione, dal marketing alla logistica), sia di tipo gestionale (dalla leadership alla gestione delle persone, dalla negoziazione alla comunicazione) per un impegno di circa 100 ore di un gruppo di 30 persone.

Non solo, ma l’attenzione è stata rivolta anche al capitale umano incardinato più direttamente nella produzione: articolata su 25 ore di formazione, la “Academy for Professionals” è stata attivata a livello di stabilimento per lo sviluppo di competenze tecniche, di prodotto o di processo, anche con il prezioso obiettivo di trasferire la conoscenza tra diverse generazioni.

 

… MA FONDAMENTALE È PRODURRE: L’OFFERTA DI GAMMA

Per adattarsi al meglio alle diversissime esigenze delle coltivazioni specializzate italiane (e non solo), l’offerta della gamma Agricube Pro Stage V di Carraro Tractors si articola su modelli da vigneto e da frutteto  con versioni “standard”, “larghe” e “larghe basse”.

Il notevole sforzo di rinnovamento dell’offerta di modelli specializzati ha portato alla definizione di 3 punti cardine, ovvero il mantenimento della globalità dell’offerta mercato, la ricerca della massima compattezza delle macchine e l’aggiornamento al massimo livello dei requisiti antinquinamento, senza alcun compromesso in termini di prestazioni.

La produzione di Carraro Tractors si articola su 4 gamme, ovvero Agricube III A e III B, per i Paesi le cui legislazioni nazionali ne permettono tuttora la commercializzazione, Agricube Pro Stage V come prodotto di punta, oltre alla gamma Compact, anch’essa conforme al più restrittivo Stage V.

A livello di carro, l’offerta Agricube Pro Stage V si articola quindi su modelli da vigneto (V) e da frutteto (F), con versioni “standard”, “larghe” e “larghe basse”; per adattarsi al meglio alle diversissime esigenze delle coltivazioni specializzate italiane (e non solo), le serie si differenziano ovviamente per la larghezza fuori tutto e l’altezza massima, con le note soluzioni di roll-bar o cabine per ciò che concerne la dotazione del posto di guida.

 

IL MOTORE

Con uno scontato gioco di parole, l’aggiornamento alle norme antinquinamento del motore è stato il “motore” del profondo rinnovamento dell’intera gamma. In una logica di downsizing quantomai di attualità, la partnership con FPT ha portato al lancio del nuovo propulsore F28, un 4 cilindri common rail fino a 1800 bar, turbocompresso a 8 valvole, da 2810 cm³ di cilindrata, che è l’erede dei predecessori F36 e F34, rispettivamente da 3600 e 3400 cm³ circa. In pratica, il downsizing è stato ottenuto non con l’eliminazione di un cilindro (come successo in altri casi), ma con la riduzione della cilindrata unitaria, a tutto vantaggio della compattezza, specialmente per ciò che concerne l’altezza.

Tale modifica non è però andata  a discapito delle prestazioni, anzi… Il nuovo F28 è al momento proposto in 3 potenze, rispettivamente di 55, 67 e 75 kW circa, che corrispondono a 75, 92 e 103 CV. Si tratta di valori più che consoni per le caratteristiche della frutticoltura e della viticoltura moderne, sempre più “voraci” soprattutto per ciò che concerne la potenza da erogare sotto forma idraulica.

In ogni caso, sono notevoli anche le performance in termini di coppia motrice: i valori di coppia massima, erogati nell’intervallo di miglior efficienza del motore, sono di 358, 382 e 416 Nm, passando rispettivamente dalla versione di potenza minore a quella più alta.

Sulla gamma Agricube Pro di Carraro Tractors, il propulsore F28 di FPT Industrial nella versione da 75 kW esprime un’eccezionale efficienza con soli 210 g/kWh di consumo specifico minimo tra 1200 e 1400 giri/min, a piena mandata.

A proposito di efficienza del motore, in questo specifico caso compare lodevolmente sulle brochure ufficiali un dato che per molto tempo ha rappresentato una certa criticità di pubblicizzazione, ovvero il grafico dei consumi specifici: per la versione da 75 kW di potenza massima, il valore minimo (a piena mandata, al banco) è di 210 g/kWh circa nell’intervallo tra 1200 e 1400 giri/min. Vale a dire, un rendimento del 40% circa, un valore estremamente lusinghiero per un motore diesel ad uso agricolo della classe dei 100 CV.Fig. 2 –

Particolare considerazione va quindi a questo propulsore, per il quale gli ingegneri FPT hanno saputo coniugare al meglio economicità di esercizio e compattezza, nel rispetto delle più stringenti normative antinquinamento vigenti.

Per la conformità al severo Stage V in tema di norme antinquinamento, sul modello 8.5 (75 CV) e è installata la combinazione DPF + DOC (nella foto sopra), a cui si aggiunge l’SCR sui modelli 9.5 (92 CV) e 10.5 da 103 CV (nella foto sotto).

Questo obiettivo è stato raggiunto grazie all’evoluzione costruttiva dei dispositivi ormai ben noti in tema. Nel caso specifico, sulle versioni dell’F28 da 75 e 92 CV, oltre all’immancabile EGR (comunque esterno, raffreddato e modulabile elettronicamente), sono stati montati in combinazione un DPF (filtro antiparticolato) e un DOC, mentre per la versione più potente da 103 CV è stato aggiunto un SCR, con l’uso di AdBlue. In quest’ultimo caso, l’altezza del vano motore è aumentata di 50 mm, mentre per le versioni di potenza minore l’ingombro è rimasto invariato rispetto alle precedenti versioni Stage IIIB.

Tale risultato assume ancor maggior valenza tenendo conto che tutti i dispositivi antinquinamento (compresa la combinazione più completa) hanno trovato adeguata collocazione nel sottocofano, anche grazie al “guadagno” in termini di spazio ottenuto con la riduzione della cilindrata complessiva. In tal modo, a tutto vantaggio della visibilità dal posto di guida, ora all’esterno del vano motore rimane solamente il terminale del silenziatore di scarico verticale, posto sul lato sinistro della macchina, nelle versioni con cabina. In ogni caso, è sempre disponibile la soluzione con terminale di scarico dei fumi orizzontale, collocato sul lato sinistro del trattore, in basso appena davanti all’accesso al posto di guida.

Così come avviene da qualche tempo, anche per questo motore FPT Industrial ha applicato il concetto di modularità, ovvero la massima versatilità di impiego di un propulsore in settori operativi diversificati, quindi con varie soluzioni alternative di alimentazione. L’F28 è infatti già predisposto, ovviamente con opportune modifiche e integrazioni, a funzionare a metano, anche in versione ibrida.

 

I SERBATOI DEL GASOLIO (E DELL’ADBLUE)

L’ampia dotazione di serbatoi principali e addizionali del gasolio (e dell’AdBlue, quando ricorre il caso) montati sui vari modelli della gamma Agricube Pro di Carraro Tractors.

Benchè risparmioso, il nuovo F28 un po’ di gasolio lo consuma… La carenza di spazio sottocofano e, più in generale all’interno della sagoma dell’intera macchina, ha comportato da parte degli ingegneri di Carraro Tractors un’attenta progettazione della capienza e della collocazione dei serbatoi dei fluidi di servizio, considerando anche la differente distribuzione dei volumi delle versioni con roll-bar e con cabina.

Ovviamente, l’obiettivo principale è stato quello di poter garantire la miglior autonomia di esercizio senza la necessità di rabbocco, per cui il ricorso a combinazioni diverse e plurime è stata la soluzione preferita.

Nel dettaglio, sul modello da 75 CV il serbatoio del gasolio principale del gasolio da 72 l è posizionato nella parte anteriore del trattore, immediatamente dietro al supporto portazavorre: nel caso in cui però la macchina monti il sollevatore anteriore, la capacità si riduce a 52 l, per cui è aggiunto un serbatoio opzionale da 34 l, collocato in basso sul lato destro del mezzo, per un totale quindi di 86 l.

Sui modelli 9.5 da 92 CV e 10.5 da 103 CV, in posizione avanzata nel vano motore si trova il bocchettone (in azzurro) di rabbocco dell’AdBlue, mentre più dietro superiormente è collocato l’SCR.

Per i modelli da 95 e 103 CV cabinati, i serbatoi del gasolio sono sempre due, ma dislocati diversamente, ovvero rimane quello sul lato destro da 34 l ma quello principale è posteriore, e assume capienze differenti a seconda della versione, ovvero da 41 l per la macchine da vigneto e 59 l per quelle da frutteto. In tal modo, la capacità complessiva di combustibile è di 75 e 93 l rispettivamente. In più, sul modello più potente è installato un serbatoio da 10 l per l’AdBlue nel sottocofano. I due modelli più potenti con roll-bar evidenziano combinazioni ancora diverse, per una capacità complessiva di 75 l di gasolio, oltre ai 10 l dell’AdBlue quando ne ricorre la necessità.

 

TRASMISSIONE E PTO

La leva dell’inversore e quella delle gamme sono collocate immediatamente sotto al volante, sulla sinistra.

Il cambio è meccanico con ingranaggi a profilo elicoidale, strutturato su 4 marce e 3 gamme con inversore, per viaggiare tra 0,5 e 40 km/h al massimo regime motore. Si tratta quindi di una classica combinazione base di 12 rapporti avanti e altrettanti indietro, integrata però da un powershift semplice (il cosiddetto “Hi-Lo”), che a seconda delle versioni può essere meccanico o idraulico, e che può agire sul tutte le marce o solamente su quelle in avanti, a fornire  quindi combinazioni da 24+24 o 24+12.

Il comando dell’Hi-Lo, per cambiare rapporto sottocarico, è collocato sulla leva delle marce. La trasmissione evidenzia quindi senza dubbio un’elevata efficienza, a cui l’aggiunta del power shift semplice si rivela molto utile quando si tratta di affrontare una situazione temporanea di sovraccarico in trazione.

La pdp ha le classiche modalità standardizzate a 540 e 1000 giri/min, unitamente alla 540 ECO, che in viticoltura e frutticoltura è frequentemente utilizzata, tutte ad innesto meccanico o elettroidraulico, a seconda delle versioni. A richiesta c’è la pdp sincronizzata, provvidenziale per i trasporti in salita a pieno carico con rimorchi (e altre attrezzature trainate) dotate di asse motore.

ASSALI E FRENI

– La sospensione dell’assale anteriore è gestita idraulicamente con l’ausilio di accumulatori ad azoto (nella foto sotto).

Notevole la disponibilità dell’assale anteriore sospeso (per i modelli Vigneto, Vigneto largo e Frutteto), gestita idraulicamente con l’ausilio di ammortizzatori ad azoto. La sospensione viene attivata in automatico oltre i 2 km/h, ma è comunque possibile un suo blocco, utile in quelle fasi di lavoro che richiedono un’elevata precisione operativa, fino a 25 km/h, velocità oltre la quale si attiva automaticamente.

Rispetto alla posizione centrale, l’oscillazione della sospensione è di ± 40 mm, ma entro i 5 km/h è comunque possibile regolarne l’altezza manualmente, una funzione utile per un agevole accoppiamento con attrezzature montate anteriormente.

Quando è montata la frizione a disco a bagno d’olio, l’innesto della trazione anteriore è automatico, gestito con sensore angolare collocato sul semiasse. I freni sono multidisco a bagno d’olio, costituiti da pacchi di 10 dischi, con azionamento meccanico o idraulico, in funzione delle versioni.

 

IMPIANTO IDRAULICO E SOLLEVATORI

Notevoli le prestazioni dell’impianto idraulico, che si avvale di due o 3 pompe: nella combinazione più completa il flusso complessivo raggiunge ben 114 l/min, a 2300 giri/min motore. Nel dettaglio, la prima pompa da 60 l/min è dedicata in esclusiva alle applicazioni collegate ai distributori (in opzione gestiti anche elettronicamente), la seconda da 27 l/min provvede alle esigenze del sollevatore, mentre la terza, sempre da 27 l/min, alimenta lo sterzo e i circuiti ausiliari.

Ampia dotazione di prese idrauliche posteriori e laterali sulla gamma Agricube Pro Stage V, asservite da una prestazionale pompa da ben 60 l/min.

Si tratta di una scelta azzeccata, poiché la pompa maggiormente prestazionale fornisce olio in pressione a quel numeroso comparto di attrezzature azionate idraulicamente, di sempre più frequente uso (e parimenti sempre più energivore) nell’ambito delle colture specializzate.

Tutti i modelli della gamma Agricube Pro Stage V possono essere dotati in opzione del  sollevatore anteriore (integrato dalla pdp) da ben 2500 kg.

Il sollevatore posteriore meccanico (oppure elettronico in opzione nelle versioni con cabina), arriva a 2500 kg di capacità, implementabile sino a 3000 kg con cilindro maggiorato; a richiesta è possibile montare anche il sollevatore anteriore (integrato con la pdp) che arriva anch’esso a ben 2500 kg.

 

GANCI DI TRAINO

Ampia anche la dotazione delle strutture per il traino: oltre ai classici ganci agricoli CUNA di categoria C e D2, è disponibile anche un gancio UE a perno e la cosiddetta “barra di traino”, ovvero il gancio CUNA di categoria A. Per i modelli in cui il castello del gancio è regolabile verticalmente, oltre alle classiche piastre forate è disponibile anche l’attacco “slider”, ovvero a regolazione continua dell’altezza da terra del perno.

 

POSTO DI GUIDA

Cabina e roll-bar anteriore a due montanti abbattibile sono le alternative per ciò che concerne la dotazione ROPS. Per ciò che concerne l’abitacolo chiuso, le versioni sono due, da 1200 e 1000 mm circa di larghezza massina, da montare in funzione delle versioni del trattore.

La sospensione su silent-block e la disponibilità del sedile a sospensione pneumatica provvedono al comfort vibrazionale del conducente; i comandi sono collocati in modo razionale, soprattutto per ciò che concerne la comoda console posizionata sulla destra del sedile di guida. Con l’acceleratore elettronico è possibile memorizzare due regimi predefiniti di rotazione, richiamabili quando necessario (ad esempio a fine campo) tramite un pulsante dedicato. L’upgrade alla categoria 4, che rende pienamente idonea la cabina come DPI per i trattamenti fitosanitari, verrà acquisito molto presto.

 

© Domenico Pessina

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