Life Atena Final Event: strada spianata per l’elettrificazione del vigneto

Macchine , Trattori 29/07/2025 -
Life Atena Final Event: strada spianata per l’elettrificazione del vigneto

Lo scorso 3 luglio presso il Campus dell’Università di Padova ospiti del Cirve (Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia) di Conegliano (TV) abbiamo assistito alla presentazione dei risultati finali del progetto Life Atena (Advanced Tractors with ElecTric implemeNts for Agricolture green revolution).

 

LA SOSTENIBILITÀ ELEMENTO CARDINE DELL’EVOLUZIONE DELLA MECCANIZZAZIONE PER LA VITICOLTURA
Life Atena Final Event

Foto di gruppo degli intervenuti al Life Atena Final Project Event dello scorso 3 luglio

Un’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE 2021-2027 e coordinata dall’azienda leader nella produzione di trattori specializzati Antonio Carraro, nata con l’obiettivo di dimostrare la possibilità di ridurre le emissioni inquinanti, sia atmosferiche sia acustiche, attraverso lo sviluppo e l’introduzione nella meccanizzazione viticola di trattori e macchine operatrici elettrici e ibridi.


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Al fianco di Antonio Carraro Spa, l’azienda tedesca Ero GmbH, specializzata nella costruzione di macchine operatrici per la viticoltura, Ecothea Srl, start-up del Politecnico di Torino che si è occupata dello sviluppo della tecnologia per l’elettrificazione dei trattori, e il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, che ha coordinato i test in campo.

Il progetto, conclusosi a luglio 2025, ha visto i tecnici e i ricercatori delle quattro aziende impegnati per ben tre anni nella realizzazione di una piattaforma modulare per trattori specializzati elettrici ed ibridi e nella realizzazione di cinque macchine operatrici elettrificate accoppiabili a questi prototipi.

Life Atena Final Event

Nella prima parte della giornata, dopo i saluti del direttore del Cirve Andrea Curioni e del sindaco di Conegliano Veneto Fabio Chies, sono intervenuti i rappresentanti delle quattro aziende partner. Il primo a prendere parola è stato Diego Tommasi (al microfono nella foto sopra), direttore del consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, che ha ripercorso l’evoluzione della meccanizzazione nelle colline del Conegliano Valdobbiadene, dagli strumenti più semplici del passato alle moderne soluzioni tecnologiche. Un iter che ha accompagnato la crescita della viticoltura nella Denominazione e che oggi porta a considerare l’innovazione come una leva fondamentale per affrontare le sfide future della viticoltura.

 

IL PROGETTO HA PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DI DUE PROTOTIPI DI TRATTORI SPECIALIZZATI  (SRHE E SRE) E DI CINQUE ATTREZZATURE ELETTRIFICATE 
Prototipo di trattore elettrico SRe

Prototipo di trattore isodiametrico 100% elettrico SRe di Antonio Carraro con doppia cimatrice elettrica

A seguire Damiano De Checchi, Head Research di Antonio Carraro, ha illustrato gli obiettivi e  i risultati finali del progetto, descrivendo il processo che ha portato alla realizzazione della piattaforma modulare sulla quale, come anticipato, sono stati costruiti i due prototipi (il full electric SRe, che era stato presentato in anteprima a EIMA 2024,  e il full hybryd SRhe).

Life Atena Final Event - Prototipo di trattore ibrido SRhe

Prototipo di trattore isodiametrico ibrido SRhe di Antonio Carraro con defogliatrice elettrica

Il suo intervento è stato poi completato da Aurelio Somà, professore ordinario del Dipartimento di ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino e fondatore di Ecothea Srl., che ha approfondito il tema dell’elettrificazione dei trattori, soffermandosi su prestazioni e potenzialità dei trattori elettrici ed ibridi nonché sui grandi vantaggi in termini di risparmi e tutela ambientale che derivano dall’utilizzo accoppiato di macchine operatrici anch’esse elettriche.

Life Atena Final Event - attrezzature elettrificate

Dall’alto a sinistra in senso orario: prepotatrice, atomizzatore e coltivatore elettrificati

Ultimo a parlare è stato Ignatz Wendling, capo dell’R&D di Ero GmbH, il quale ha presentato i vantaggi derivanti dall’utilizzo di macchine operatrici elettriche accoppiate ai trattori; nel dettaglio sono state presentate cinque  tipologie di macchine operatrici differenti impiegabili lungo il ciclo culturale della vite (una defogliatrice, una cimatrice, una pre-potatrice, un atomizzatore portato  e un coltivatore interfilare) accomunate dal fatto di funzionare tutte e cinque  al 100% ad energia elettrica.

Particolari delle prese di corrente dei macchinari elettrici

Più nello specifico, alcuni motori e attuatori ad azionamento idraulico (pistoni) sono stati sostituiti con i corrispondenti elettrici con conseguente significativa riduzione delle perdite d’olio, intorno al 67%, senza peraltro trascurare la significativa diminuzione del numero di tubi e di componenti sottoposti ad usura negli attrezzi.

 

SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DEI CONSUMI DI CARBURANTE, RISPARMIO DI OLIO E MINORE RUMOROSITÀ DEI DUE PROTOTIPI RISPETTO ALL’OMOLOGO CONVENZIONALE

Life Atena Final Event - Prototipo di trattore ibrido SRhe

Anticipando le conclusioni, i due prototipi, che sono stati ampiamente testati in campo e su strada in abbinamento alle diverse attrezzature elettriche, hanno evidenziato  un risparmio carburante annuale pari al 31% per il trattore ibrido rispetto al convenzionale, una riduzione delle perdite di olio del 42% e del 38% rispettivamente per il trattore elettrico e per quello ibrido nei confronti del convenzionale, e, infine, una netta riduzione della rumorosità associata all’utilizzo delle macchine agricole, del 9% per il trattore elettrico e del 3% per quello ibrido, sempre nei confronti dell’omologo tradizionale.

Particolare dei motori elettrici sulle lame della prepotatrice elettrificata Ero

Da non trascurare poi  la  riduzione del consumo di carburante e delle relative emissioni ottenuta grazie all’utilizzo delle attrezzature elettriche. In dettaglio, per ogni attrezzo elettrificato, il risparmio di CO2 è stato così quantificato: 8 tonnellate di CO2/anno per la defogliatrice, 2,5 tonnellate di CO2/anno per la cimatrice, 2 tonnellate di CO2/anno per la prepotatrice, 6 tonnellate di CO2/anno per l’atomizzatore e 1 tonnellata di CO2/anno per il coltivatore. Risultati ai quali vanno aggiunti, sempre in riferimento alle attrezzature elettriche.quelli sopra riportati relativi alla riduzione delle perdite di olio.

 

2030, L’ANNO TARGET, IN CUI IL MERCATO DEL TRATTORE ELETTRICO SARÀ PRONTO

Prototipo di trattore elettrico SRe

Minori consumi, maggiore efficienza nel trasferimento di potenza e maggiore tutela dell’ambiente sono tutti aspetti che garantiranno una vera rivoluzione verde in viticoltura e che parteciperanno in maniera molto attiva all’adattamento ai cambiamenti del clima che ci troviamo ad osservare negli ultimi anni.

Questo aspetto è emerso con ancora più forza nella seconda parte della mattinata dove, durante la tavola rotonda, l’assessore della regione Veneto all’agricoltura Federico Camer, il presidente di Antonio Carraro Spa Maurizio Maschio, il vicedirettore del  Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Ivo Nardi e il già citato  Aurelio Somà, hanno potuto rispondere in maniera aperta e libera alle domande del giornalista, moderatore del convegno, Marco Pigozzo.

Prototipo di trattore elettrico SRe

Impianto elettrico e idraulico del prototipo SRe

Dalle parole di questi attori, infatti, è emerso con forza come il futuro della meccanizzazione agricola in viticoltura sia ben definito con un obiettivo anche temporale identificato con il 2030. Questa data è l’anno target di inizio della creazione di una fetta di mercato dedicata ai trattori elettrici, anno che inoltre coincide, secondo le parole del presidente Maurizio Maschio, anche con la stima di arrivo sul mercato dei due modelli SRe e SRhe, rispettivamente l’elettrico e l’ibrido che abbiamo potuto osservare in azione a fine giornata.

Da tener presente, come premessa,  che in entrambi i casi si tratta  due prototipi molto interessanti sulla carta che però non hanno ancora ricevuto un vero giudizio e una vera valutazione dal più severo tra i giudici: il mercato.

 

UN’ARCHITTETTURA COMUNE AI DUE PROTOTIPI

La base utilizzata per la creazione dei due prototipi è un SRX 8900 di Antonio Carraro, un trattore isodiametrico articolato con cabina climatizzata di Categoria 4 e telaio integrale oscillante brevettato Actio che garantisce una manovrabilità ottimizzata negli spazi più ristretti.

Entrambi i prototipi sono equipaggiati con due motori elettrici, uno da 50 kW (68 CV), che agisce direttamente sulla trasmissione, e il secondo da 35 kW (48  CV), che gestisce la presa di forza e tutte le utenze della macchina. I motori sono alimentati da un pacco batterie da 38 kWh con una tensione a 400 V, ricaricabile dalla rete elettrica civile o da colonnina con connessione di categoria 2.

Presa di ricarica

Assali (anteriore e posteriore), carter, corpetto centrale sono gli stessi per i due prototipi, l’unica specifica che cambia è che l’ibrido monta, accanto a un pacco batterie ridotto, un motore diesel da 48 kW (65 CV), che  non richiede sistemi di post trattamento dei gas di scarico rimanendo sotto il limite dei 55 kW.

L’autonomia media testata per il full-electric risulta essere di circa quattro ore, con una variabilità molto elevata a seconda delle operazioni che si devono svolgere, e una possibilità di ricarica veloce dal 20% all’80% in circa 1 ora.

 

PRESA ELETTRICA POSTERIORE A 48 V

Inoltre, l’accoppiamento con le macchine operatrici tradizionali è comunque reso possibile dalla presenza di prese idrauliche posteriori, mentre quello con le macchine operatrici elettriche avviene solo tramite una presa elettrica posteriore a 48V, con sistema di sicurezza Interlock, e con tutte le regolazioni e gli spostamenti dell’attrezzo gestibili da un touch screen dedicato interno alla cabina.

Interno cabina del prototipo SRhe. Da notare la presenza del secondo display per il controllo della defogliatrice

L’attenzione posta in fase di progettazione e realizzazione alle sensazioni di chi si trova dietro al volante, infine, rende l’esperienza di guida molto simile a quella di un equivalente trattore con motore endotermico e questo, si spera, possa favorire maggiormente la transizione in futuro.

 

LA RIVOLUZIONE VERDE SI FA STRADA NEI VIGNETI

In conclusione, si può senz’altro affermare, cifre alla mano, che la sostituzione degli attuali trattori con macchinari non alimentati da fonti fossili potrà portare a una riduzione del 45% del consumo di carburante e una conseguente diminuzione degli inquinanti, tra cui CO2, NOx (ossidi di azoto), HC (idrocarburi) e PM (particolato).  Inoltre, consentirà di ridurre di oltre il 30% l’olio lubrificante presente nei macchinari e la dispersione di questo nell’ambiente durante l’attività agricola.

Al termine di giornate come quella fin qui descritta su può pertanto affermare che, grazie alla partecipazione e al lavoro di professionisti qualificati, la viticoltura si sta avviando verso una svolta reale e concreta sul tema della sostenibilità ambientale nella gestione dei vigneti: il tutto attraverso l’utilizzo e l’implementazione di tecniche e tecnologie innovative, finalizzate a ridurre le emissioni di CO2, diminuire la dispersione di lubrificanti e olio nel suolo e alla mitigazione dell’inquinamento acustico.

 

© Tommaso Foglia

DISAA – Università di Milano

 

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