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L’impatto di Covid-19 sull’agromeccanica mondiale: l’indagine di Agrievolution

By at Maggio 28, 2020 | 21:31 | Print

L’impatto di Covid-19 sull’agromeccanica mondiale: l’indagine di Agrievolution

Qual è stato l’impatto di Covid-19 sull’industria della meccanizzazione agricola su scala mondiale? A questa domanda ha cercato di rispondere  Agrievolution Alliance – l’organizzazione internazionale nata per promuovere i benefici della meccanizzazione in un’agricoltura globale sostenibile e che riunisce 15 associazioni di produttori di macchine agricole, in rappresentanza di oltre seimila costruttori mondiali del settore – attraverso un’indagine svolta nella maggior parte dei Paesi aderenti (mancano all’appello l’Iran e alcuni Paesi europei facenti parti del Cema) .

 

LA PANDEMIA ACCELERA IN BRASILE, NON SI ATTENUA IN RUSSIA, REGREDISCE IN EUROPA

Legenda: SOI = Still on the increase/Ancora in crescita, LO = Levelling off/Situazione stazionaria, STD = Starting to decrease/Inizia a diminuire

clicca sulle tabelle per ingrandirle

 

I risultati pubblicati in data 18 maggio fanno riferimento temporalmente ad un periodo di sei settimane, dallo scatenarsi dell’emergenza sanitaria fino al 15 maggio, e mostrano un quadro piuttosto diversificato sostanzialmente riconducibile ai differenti tempi e livelli di diffusione del virus.

Per quanto riguarda ad esempio i contagi, mentre in Inghilterra e Giappone, ripercorrendo un trend già in corso in Italia e Spagna, il numero di persone infette appare in progressiva diminuzione e in Russia risulta stazionario,  Brasile, India, Turchia e Stati Uniti continuano a mostrare un aumento del numero di casi di Covid-19 segnalati.

Alla data del 15 maggio il traffico internazionale di persone risultava autorizzato soltanto in Giappone, Russia e Regno Unito, parziali restrizioni erano in vigore negli altri Paesi, mentre India, Italia, Spagna, Turchia mantenevano il blocco assoluto.

 

CLIMA DEGLI AFFARI NEGATIVO OVUNQUE MA CON QUALCHE SEGNALE DI MIGLIORAMENTO

Tutti i Paesi partecipanti all’indagine continuano a fornire valutazioni negative del clima economico. Stabilito in 100 il “rating standard”, Brasile, Regno Unito e Stati Uniti danno una valutazione inferiore a 50; India, Corea del Sud, Spagna e Turchia manifestano nell’ultima settimana un leggero miglioramento  (compreso tra +5 della Turchia e +25 dell’India). Da segnalare che il Regno Unito denuncia il maggior calo dall’inizio della pandemia con un punteggio sceso da 65 a 25.

 

DAL 41 AL 60 PER CENTO DELLE FABBRICHE ANCORA CHIUSE IN BRASILE E GIAPPONE, RIPARTENZA QUASI COMPLETATA IN ITALIA

Per quanto riguarda la ripresa delle attività produttive,  Spagna e Russia dichiarano aperti tutti gli stabilimenti, in Brasile e Giappone invece  la percentuale delle fabbriche ancora chiuse viene quantificata tra il 41 e il 60 per cento.

A metà strada per la percentuale di impianti produttivi che ancora devono riaprire (21-40%) si collocano India, Corea del Sud Regno Unito e Stati Uniti, mentre in Italia e Turchia le chiusure sono nell’ordine dell’1-20 per cento.

Legenda: ND = No disruption/Nessuna interruzione, SD = Some disruption/Qualche interruzione, NA = Many suppliers not able to fill orders/Molti fornitori non in grado di soddisfare gli ordini, SH = No supply orders being filled as factories are shut down/Stabilimenti chiusi.

 

In tutti i Paesi oggetto dell’indagine, fatta eccezione per il Regno Unito,  vengono denunciate interruzioni della catena di fornitura relative all’approvvigionamento di  pezzi di ricambio e componenti e la situazione appare particolarmente grave in Brasile e Giappone.

 

CALANO GLI ORDINE OVUNQUE MA CON FLESSIONI DIFFERENZIATE

Legenda: L = Level with original projections prior to the onset of Covid 19 in our country/In linea con le proiezioni precedenti allo scoppio della pandemia nella nazione.

 

Anche il calo dei nuovi ordini di macchine e attrezzature appare generalizzato. Cambiano però le percentuali di flessione: tra il 51 e il 75 per cento per Brasile e Giappone, tra il 26 e il 50 per cento per  India, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti, mentre per Corea del Sud e Regno Unito il calo è compreso tra l’1 e il 25 per cento.

 

RITORNO ALLA NORMALITÀ DEI TRASPORTI PER GLI APPROVVIGIONAMENTI MA CON DELLE ECCEZIONI

Un cambiamento significativo è intervenuto nelle ultime due settimane in merito alle problematiche avvertite nel trasporto di prezzi di ricambio e componenti per la ridotta disponibilità di camion e/o navi. Nessun problema per Corea del Sud, Spagna, Turchia e Regno Unito a differenza di Brasile, India, Giappone e Stati Uniti che ancora lamentano difficoltà nei trasporti, riconducibili anche alla chiusura delle frontiere.

«Nelle prossime due settimane, per effetto di un progressivo allentamento delle restrizioni è attesa in un  numero sempre maggiore di Paesi una graduale riapertura degli stabilimenti produttivi e il numero di casi relativi alla diffusione di Covid-19 determinerà la sostenibilità di questo approccio», ha fatto presente Charlie O´Brien, Segretario generale di Agrievolution.

Il rischio ovviamente è quello che in quei Paesi dove si sta assistendo ad una graduale ripartenza la situazione possa tornare critica qualora un eventuale  nuovo picco di contagi costringa alla reintroduzione del lockdown, come sta accadendo in questi giorni nella Corea del Sud.

 

 
Fonte: Agrievolution
Fonte immagini: CNH Industrial (apertura), JCB.

 

per scaricare il Report di Agrievolution “Covid-19 Impact survey #6 Reporting period May 1 – May 15” clicca qui

 

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