Lovol Arbos Group: progetti a lungo termine per diventare “global player”

News 29/11/2015 -
Lovol Arbos Group: progetti a lungo termine per diventare “global player”

Programmare con estrema cura ogni singolo step e compierlo nella maniera più appropriata, senza alcuna fretta. È la strategia di ispirazione orientale adottata da Lovol Arbos Group, la holding con sede in Italia emanazione del colosso cinese Foton Lovol, e, a giudicare dai risultati fin qui raggiunti, possiamo senz’altro definirla una strategia vincente.

 

2011: L’ESORDIO IN ITALIA CON LOVOL EUROPE ENGINEERING

Solo cinque anni fa, quando sono state gettate le basi dell’ambizioso progetto a lungo termine di crescita internazionale di Foton Lovol, il costruttore cinese di trattori, macchine agricole e macchine movimento terra con sede a Weifang nella Provincia dello Shandong, pur godendo di grande fama in patria, era pressoché sconosciuto non solo in Italia ma anche in Europa.

Un esordio, dunque, piuttosto in sordina quello avvenuto nel 2011 con la creazione di un centro di Ricerca e Sviluppo sorto a Calderara di Reno, in provincia di Bologna, nel cuore della “Motor Valley” dell’Emilia Romagna, dove tecnici di valore uniti ad una rete di fornitori di componentistica “high tech” hanno dato vita ad un piano di sviluppo articolato nel campo dei trattori agricoli e delle macchine da raccolta.

 

SETTEMBRE 2015: PRESENTAZIONE UFFICIALE DI LOVOL ARBOS GROUP

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Poi, negli anni successivi, a conquistare progressivamente l’attenzione dei media, sono arrivati tre importanti annunci in corrispondenza del raggiungimento di tre obiettivi di grande rilievo: l’acquisizione della societa produttrice di seminatrici “high-tech” MaterMacc, con sede in Friuli Venezia Giulia, il recupero dello storico marchio italiano Arbos e del suo know how industriale, con l’obiettivo di dar vita ad una moderna linea di mietitrebbie, e la nascita e presentazione ufficiale di Lovol Arbos Group (nella foto sopra).

 

IL DEBUTTO ALL’AGRITECHNICA DEI TRATTORI A MARCHIO ARBOS

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Si è arrivati così, in un crescendo di clamore mediatico e di curiosità, a Agritechnica 2015 dove il lancio in anteprima mondiale dei primi trattori targati Arbos ha costituito uno degli eventi di maggiore interesse della rassegna.

A fare da cornice alla affollata conferenza stampa organizzata dal costruttore cinese al Salone tedesco un gigantesco poster che, partendo da Venezia per arrivare a Beijing, rappresentava il grande disegno lanciato dalla leadership cinese della “Nuova via della Seta: One Belt, One Road”: vale a dire grandi investimenti in infrastrutture, comunicazione e conoscenza per avvicinare l’Oriente all’Occidente in uno spirito di mutua crescita lungo una rotta ancora oggi attuale e strategica.

 

LA PROFICUA COOPERAZIONE ITALIA-CINA

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Da sinistra, Gianni Del Gobbo (R&D Manager), Andrea Bedosti, Massimo Zubelli e Umberto Roccatello (Value Analysis Engineer).

Italia e Cina, come è stato sottolineato, sono i luoghi di nascita principali delle civiltà d’Occidente e d’Oriente e al tempo stesso costituiscono anche la fine e l’inizio della storica Via della Seta. L’ormai sperimentata cooperazione tra Italia e Cina è stata stabilita su questa strada di scambi commerciali e di reciproco vantaggio, che collega Europa e Asia.

Una collaborazione che caratterizza anche i nuovi trattori della serie P5000, da 100 a 130 cavalli: macchine pensate e progettate in Italia e costruite nel paese della Grande Muraglia, ma di caratura internazionale, con vari attori che hanno svolto un importante ruolo, attentamente studiate per soddisfare i fabbisogni di Europa e Cina, a cominciare dall’originale design, espressione delle sinergie tra lo stile italiano e quello orientale.

 

IN CANTIERE ALTRE DUE SERIE, FINO A 260 CAVALLI

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Accanto a questi 4 modelli, dei quali forniamo a parte una descrizione dettagliata (vedi link) e che saranno sul mercato a partire dal prossimo anno, Lovol Arbos ha esposto al salone di Hannover anche due prototipi rappresentativi delle prossime due piattaforme di trattori, la P6000 (nella foto sopra), da 140 a 200 cavalli, e la P7000 (nella foto sotto), da 200 a 260 cavalli, che vedranno la luce tra il 2016 e il 2017.

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NUOVE MIETITREBBIE ARBOS, L’ALTRA SFIDA

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Stando a quanto dichiarato da Andrea Bedosti, vice presidente di Foton Lovol Ltd e consigliere delegato di Lovol Arbos Group spa, l’evoluzione del portafoglio prodotti di Lovol Arbos, da qui al 2018, prevede anche due gamme di trattori sotto i 90 cavalli, le serie 3000 e 4000, la cui commercializzazione dovrebbe prendere avvio nel 2017, e tre serie di mietitrebbie: la C4000, a 4 scuotipaglia e con una produttività fino a 10 chili al secondo, la C5000, a 5 scuotipaglia e con rese fino a 12 chili al secondo, e la C6000, a 6 scuotipaglia e con una produttività fino a 15 chili al secondo, sul mercato a partire dal 2018 le prime due, e dal 2019 la terza.

 

MACCHINE DA RACCOLTA DI ALTA TECNOLOGIA

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E proprio in riferimento alle mietitrebbie – prodotto per il quale Foton Lovol vanta la leadership in Cina (vedi foto sopra), forte di una produzione annua di oltre 50mila unità con potenze medie di 120-130 cavalli rispondenti alle attuali esigenze del mercato locale – Bedosti ha evidenziato come l’acquisizione da parte di Lovol Arbos degli archivi contenenti il know how delle mietitrebbie Arbos (i disegni tecnici e la documentazione industriale di tutti i prodotti dal 1948 in poi, fondamentali per la riprogettazione delle nuove macchine) ha consentito al gruppo cino-italiano non solo di disporre di una tecnologia capace di garantire performance comparabili, se non addirittura superiori, a quelle di alcune mietitrebbie attualmente in produzione, ma anche di ridurre drasticamente il time-to-market.

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PASSO DOPO PASSO VERSO LA FULL-LINE

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Ma, come di evince dall’acquisizione di MaterMacc, i progetti di Lovol Arbos non si esauriscono con trattori e mietitrebbie, viste le ambizioni del gruppo di arrivare a disporre di una vera e propria full-line.

Traguardo da conseguire attraverso un approccio strutturato che dovrebbe portare all’introduzione degli sprayer, accanto alle seminatrici (negli ultimi sei mesi sono stati depositati da Lovol Arbos ben sei brevetti relativi a questa tipologia di macchine) e agli aratri – prodotti entrambi caratterizzati da un’offerta sempre più ampia grazie all’introduzione di nuovi modelli come la seminatrice pneumatica a righe MSD 2.0 che ha debuttato all’Agritechnica.

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Le nuove attrezzature, a quanto è dato sapere, saranno colorate di giallo e rosso e brandizzate MaterMacc.

 

PRODUTTIVITÀ E SALVAGUARDIA DEL SUOLO

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Da segnalare anche l’attenzione sempre più forte rivolta alla geolocalizzazione, alla tecnologia Isobus e via dicendo. Esiste infatti da parte di Lovol Arbos Group la volontà di calare la funzione della macchina nel processo agronomico trasmettendo importanti concetti quali ecostenibilità e sicurezza alimentare che in Cina godono di una diffusione ancora lontana da quella che si registra in Europa e in America.

 

L’ESPANSIONE POGGIA SU QUATTRO PILASTRI

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I pilastri sui quali poggia la strategia espansionistica di Lovol-Arbos sono quattro: accanto allo sviluppo della gamma dei prodotti e all’allargamento degli implements a marchio MaterMacc (semina, lavorazione del terreno, trattamenti) figurano le fusioni ed acquisizioni di aziende del settore e le attività di marketing e vendite.

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L’ACQUISIZIONE DI GOLDONI SPA

Quanto alle fusioni ed acquisizioni proprio qualche giorno fa i rumours che già circolavano all’Agritechnica messi a tacere dal managementi di Lovol Arbos Group con un laconico “no comment” sono stati confermati da una comunicato stampa della Fiom-Cgil di Modena che in data 20 novembre ha annunciato il raggiungimento di un accordo, dopo alcune settimane di trattative, tra la famiglia Goldoni, la stessa Fiom-Cgil di Modena e Lovol Arbos Group spa che nelle more del concordato acquisirà la proprietà della Goldoni.

Foton Lovol ha aggiunto così un altro importante tassello al proprio percorso evolutivo finalizzato all’ingresso tra i big della meccanizzazione agricola su scala mondiale. Attraverso Lovol Arbos Group il gruppo potrà infatti disporre di uno stabilimento produttivo per i trattori specializzati ubicato in Europa.

 

2020-2025: OBIETTIVO “GLOBAL PLAYER”

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Da qui al 2020-2025 l’obiettivo dichiarato di Lovol Arbos è quello di arrivare a proporsi come un global player a tutti gli effetti, in grado di produrre e vendere su scala globale.

Con questa finalità per i prossimi 2-3 anni sono previste ulteriori acquisizioni riguardanti, a quanto pare, società italiane, sia nell’area implements sia in aree limitrofe e complementari.

«I nostri principali valori sono la persistenza e la determinazione – ha dichiarato durante la conferenza stampa organizzata all’Agritechnica Massimo Zubelli, direttore marketing e vendite di Lovol Arbos Group –. Ecco perché non vogliamo bruciare le tappe ma muoverci passo dopo passo, con calma e nel modo giusto».

 

L’INGRESSO SUI MERCATI PARTE DA EST

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Attentamente pianificata da Lovol Arbos anche la conquista dei mercati che avverrà in maniera graduale partendo da est, e quindi da Europa orientale, Russia, Turchia e Iran, considerate aree strategiche dove le possibilità di penetrazione del brand sono maggiori, per arrivare poi ai mercati “maturi” e più sofisticati dell’Europa occidentale, del Nord America e dell’Australia.

A supporto di questa strategia espansionistica la creazione di un’adeguata struttura commerciale, marketing e postvendita (assistenza e ricambi) alla quale stanno già lavorando e che per l’Europa dell’Est dovrà essere pronta sul finire del 2016 quando inizierà la commercializzazione delle prime macchine marcate Arbos.

 

IDENTIKIT DI FOTON LOVOL

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Foton Lovol Ltd, la cui nascita risale al 1998, ha realizzato nel 2014 un fatturato di 21,9 miliardi di renminbi, equivalenti ad oltre 3,1 miliardi di euro, più della metà del quale proviene dal settore macchine ed attrezzature per l’agricoltura.

Le altre divisioni sono macchine per le costruzioni, veicoli a tre ruote ed elettrici e motori.

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Sempre lo scorso anno l’azienda ha prodotto più di 100mila trattori per i quali detiene una quote di mercato di circa il 33 per cento.

 

© Barbara Mengozzi

 

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