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Macchine agricole: i costruttori americani dicono no ai dazi di Trump sull’acciaio

By at marzo 22, 2018 | 18:45 | Print

Macchine agricole: i costruttori americani dicono no ai dazi di Trump sull’acciaio

Uno spot televisivo della durata di trenta secondi per dire no ai pesanti dazi doganali sulle importazioni di acciaio e alluminio (del 25 per cento per il primo e del 10 per cento per il secondo) recentemente introdotti dal presidente americano Trump, con il dichiarato obiettivo di difendere il settore siderurgico nazionale, e convincerlo a fare retromarcia.

È l’ultima offensiva lanciata dalla Aem (Association of Equipment Manufacturers), l’associazione che raggruppa i costruttori americani di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, forte di una rappresentanza di oltre 950 aziende.

Nello spot alcuni lavoratori (uomini e donne) dell’industria manifatturiera rivolgono un appello diretto al presidente Trump affinché dica no ai dazi sull’acciaio.

 

UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PER CONVINCERE IL PRESIDENTE AMERICANO A FARE MARCIA INDIETRO

«Non è troppo tardi perché il presidente Trump inverta la rotta in merito ai dazi sull’acciaio – ha dichiarato il presidente dell’Aem Dennis Slater –. Ecco perché il nostro Consiglio di Amministrazione ha deciso di fare un investimento consistente in questa campagna pubblicitaria rivolta ad esercitare pressioni sul presidente affinché rinunci ad un provvedimento che danneggerà i produttori americani di attrezzature e farà perdere il lavoro a dei nostri connazionali».

 

EXPORT STATUNITENSE A RISCHIO

«I dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio aumenteranno i costi a carico dei produttori americani di attrezzature e mineranno la competitività globale della nostra industria – aveva fatto presente in precedenza Slater –. Circa il 30 per cento delle attrezzature prodotte negli Stati Uniti ha come sbocco finale l’export. I dazi o i contingentamenti delle importazioni di acciaio e alluminio obbligheranno i produttori statunitensi a sostenere costi più elevati, mentre i nostri concorrenti in Cina, India e Messico otterranno un lasciapassare per usare le materie prime più economiche reperibili sul mercato».

«Se il presidente Trump vuole incrementare la produzione interna di acciaio – aveva concluso Slater – il modo migliore sarebbe quello di investire nel nostro sistema di infrastrutture e concentrarsi su un’ulteriore semplificazione delle normative».

 

IL TIMORE DI RITORSIONI COMMERCIALI

Slater aveva anche espresso i suoi timori circa un’eventuale messa in atto di ritorsioni “occhio per occhio” contro le esportazioni agricole statunitensi, che avrebbero finito con l’esacerbare i problemi dei produttori di macchine agricole, alle prese da quattro anni a questa parte con una debole domanda interna.

Aem – si legge nel sito dell’associazione dei costruttori americani – è in prima fila nelle iniziative del settore finalizzate a scoraggiare il presidente Trump dall’imporre dazi sulle importazioni dell’acciaio. L’acciaio ha un peso preponderante nei costi diretti sostenuti dai produttori di attrezzature e i prezzi dell’acciaio sono già aumentati a fine 2017 a causa di speculazioni. I dazi sulle importazioni di acciaio rischiano anche di annullare i consistenti benefici legati ai tagli fiscali introdotti dal presidente Trump e di provocare un aumento dei costi di ricostruzione delle infrastrutture statunitensi.

«I dazi sull’acciaio saranno devastanti per gli 1,3 milioni di uomini e donne dell’industria manifatturiera – ha commentato a sua volta Kip Eideberg, vice presidente Aem per gli affari pubblici e la promozione –. Questi ultimi non sono disposti a veder morire il loro lavoro senza combattere e si stanno rivolgendo direttamente al Presidente attraverso i notiziari via cavo che Trump è solito guardare».

 

VERSO UNA PERDITA DI COMPETITIVITÀ

Nella vicenda prima che Trump firmasse la legge sui dazi aveva fatto sentire sua voce anche Caterpilar. «Più della metà delle nostre macchine sono vendute al di fuori degli Stati Uniti – aveva dichiarato Amy Campbell, direttrice Relazioni con gli investitori di Caterpillar – .

I dazi aumenterebbero i prezzi non solo dell’acciaio importato, ma anche di quello prodotto internamente, ponendo la nostra compagnia in una posizione di svantaggio rispetto ai suoi concorrenti non statunitensi».

Per finire, stando agli analisti di JP Morgan, i dazi sull’acciaio potrebbero far diminuire nell’anno fiscale 2019 gli utili netti per azione (EPS) di Caterpillar e di John Deere rispettivamente del 6 e del 9 per cento.

 

© Barbara Mengozzi

 

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