HomeMercatiMacchine agricole: il mercato USA in profonda recessione vede la ripresa ancora lontana Macchine agricole: il mercato USA in profonda recessione vede la ripresa ancora lontana Mercati 04/12/2025 - meccagri Non sembra per ora destinata a finire la recessione che ha colpito l’industria statunitense delle macchine agricole, alle prese con un calo persistente delle vendite nei segmenti sia di bassa sia di alta potenza. Stando ai dati diffusi dell’AEM (Association of Equipment Manufacturers), l’associazione che raggruppa i costruttori nordamericani di macchinario agricolo, nel periodo gennaio-ottobre 2025 sono stati immatricolati negli USA 171.680 trattori, contro i 189.104 dello stesso periodo del 2024 (-9,2%). Per quanto riguarda le diverse fasce di potenza, il segmento che ha subito le maggiori perdite in riferimento al periodo considerato è stato quello sopra i 100 CV, in calo del 23,8%, seguito da quello sotto i 40 CV (la fascia di potenza più acquistata negli Usa) che ha perso il 7,8%. In rosso meno accentuato le vendite di trattori compresi nel range 40-100 CV che hanno subito un calo del 3,8%. Sono invece crollati i trattori 4WD, scesi da 3.832 a 2.216 unità (-42,2%). Le mietitrebbie, a loro volta, sono passate dalle 4.970 unità dei primi dieci mesi del 2024 a 3.063 unità facendo registrare un calo del 38,4%. Con riferimento al solo mese di ottobre, le vendite complessive di trattori sono diminuite del 19,6% (17.758 unità contro le 21.457 unità di ottobre 2024) e quelle di mietitrebbie del 26,8%. Tutti dati che confermano la scarsa propensione degli agricoltori statunitensi agli acquisti, motivata dagli elevati tassi di interesse, dai minori rendimenti delle commodity e dai margini più stretti in vista del 2026. DIVENTA SEMPRE PIÙ COMPETITIVO IL MERCATO DELL’USATO, TRAINATO DAL DECLINO DEI REDDITI AGRICOLI La contrazione in corso – si legge nel report recentemente diffuso da Agrievolution Association dal titolo “U.S. Agricultural Machinery Market 2025: Deepening Downturn and 2026 Outlook” – è il risultato di una combinazione di pressioni strutturali ed economiche. I prezzi delle attrezzature sono aumentati del 30-40% dal 2018, superando l’inflazione generale, mentre i costi di indebitamento (tassi di interesse) rimangono elevati. Il reddito netto agricolo – evidenzia il report – è diminuito per due anni consecutivi (2023–2024), indebolendo la capacità d’acquisto dei produttori USA. Una flotta di macchinari relativamente giovane e un mercato competitivo delle attrezzature usate, supportato dai consistenti stock accumulati nel 2023 e 2024, continuano a frenare la domanda di sostituzione con nuovi prodotti. Inoltre, i bassi prezzi delle materie prime, la pressione continua sui margini delle colture e l’orientamento della Cina verso l’approvvigionamento di soia dal Brasile (sebbene quest’ultima problematica sembrerebbe per il momento superata dopo la firma di almeno dieci grandi contratti successiva al vertice tra Trump e Xi, permangono comunque dubbi sul fatto che l’aumento delle vendite di soia e grano sarà sufficiente a far uscire l’economia agricola statunitense da una crisi che dura da anni e, anche se Trump ha invitato gli agricoltori ad acquistare trattori dopo l’annuncio dell’accordo commerciale tra USA e Cina, potrebbe volerci più tempo prima che tali vendite si concretizzino, ndr) stanno aggiungendo ulteriore incertezza per gli agricoltori statunitensi e pesano sugli acquisti di nuove attrezzature. Sul fronte dell’offerta, gli OEM hanno reagito alla contrazione adeguando la propria capacità produttiva, con tagli alle unità prodotte, alla spesa in conto capitale e al livelli di forza lavoro durante il 2024 e il 2025. L’ECCEZIONE DEL SETTORE ZOOTECNICO E LE PROSPETTIVE PER IL 2026 Guardando al 2026, le previsioni indicano che i margini per le colture continueranno ad essere “stretti”, anche a fronte di volumi di produzione elevati. Un trend che non interesserà però il settore zootecnico i cui margini appaiono destinati a rimanere storicamente forti, sostenuti dai prezzi elevati della carne bovina e da una domanda robusta. L’approvazione dell’One Big Beautiful Bill, la riforma fiscale di Trump caratterizzata da una drastica riduzione delle imposte sul reddito d’impresa – conclude il report – potrebbe aiutare a sostenere la domanda, in particolare per i macchinari di alto valore, una volta che le condizioni di reddito agricolo miglioreranno. Previsioni, aggiungiamo, pienamente in linea con quelle ampiamente deludenti recentemente formulate da Deere & Co. per il 2026 che suggeriscono una recessione agricola più grave e prolungata di quanto inizialmente previsto. «La nostra organizzazione è abituata a gestire la ciclicità, ma quest’anno abbiamo dovuto affrontare un ulteriore ostacolo, rappresentato dall’elevata incertezza in un contesto economico in rapida evoluzione», ha dichiarato l’amministratore delegato John May nella conference call con gli investitori in occasione della presentazione dei risultati dell’anno fiscale 2025. L’unica nota positiva, se così vogliamo definirla consiste nel fatto che, come fatto presente da May, Deere & Co. ritiene che il 2026 «segnerà il punto più basso del grande ciclo agricolo». Ti potrebbe interessare >>> Deere & Co.: vendite in aumento ma redditività ancora in calo nel quarto trimestre 2025 Fonti: AEM, Agrievolution Association, Deere & Co. Fonti immagini: rielab. Gemini IA (apertura), AEM (tabella), Farm Progress Show 2025 Facebook. macchine agricole | USA