Macchine agricole: volge al sereno il Barometro del Cema

Mercati 01/09/2020 -

Dopo la tempesta volge finalmente al sereno il Barometro del Cema, con il quale l’associazione che rappresenta i costruttori europei di macchine agricole misura il trend del business di settore.

Negli ultimi tre mesi l’indice generale del clima aziendale per l’industria delle macchine agricole in Europa ha fatto registrare un progressivo miglioramento ed è tornato ora al livello pre Covid-19. Stando infatti al Business Barometer del Cema che porta la data dell’11 agosto su una scala che va da -100 a +100,  si posiziona a -6 (si tenga presente che nel mese di aprile era precipitato a -66).

 

OTTIMISMO PER IL FUTURO E VALUTAZIONE POSITIVA DEL PRESENTE

Mentre il miglioramento registrato nel mese di giugno, evidenzia il Cema, era dovuto essenzialmente alle aspettative future meno negative, a partire da luglio ha anche la valutazione dell’attività in corso è  notevolmente migliorata.

Il Climate Index dell’attività corrente è addirittura tornato nella zona positiva (per la prima volta dall’autunno 2019) e per i prossimi sei mesi oltrepassa le aspettative.

La discrepanza tra l’attività corrente e le aspettative future, fa presente il Cema, risulta più pronunciata nei settori della raccolta, dell’allevamento e del trasporto, ma va tenuto presente che i livelli sono molto diversi e se le aspettative risultano stazionarie per l’allevamento sono ancora piuttosto negative per i macchinari per la raccolta.

 

L’EUROPA VOLANO DELLA RIPRESA

La percentuale di rappresentanti del mondo industriale che prevede un aumento delle vendite di macchine agricole nel corso dei prossimi sei mesi è salita dal 13 per cento dell’indagine di luglio al 17 per cento. Contestualmente è diminuito il numero di coloro che si aspettano una flessione (dal 38 al 31 per cento).

 

Tutto considerato, l’indagine rafforza l’impressione che i driver del trend complessivamente positivo si trovano sul mercato europeo. Nel mese di luglio sia il fatturato sia gli ordini provenienti dal mercato UE sono tornati ai livelli dell’anno precedente, mentre quelli dai Paesi extra UE risultavano ancora inferiori.

Sul fronte dell’occupazione i piani di riduzione dei dipendenti fissi interessano il 9 per cento degli intervistati, a fronte del 20 per cento di aprile. In forte diminuzione anche quelli riguardanti i dipendenti con contratto a tempo determinato, scesi al 24 per cento rispetto al 44 per cento di luglio.

 

Ulteriore impulso sembra arrivare di nuovo da Germania, Italia, Polonia e Scandinavia. Di conseguenza, il volume degli ordini dell’industria in Europa equivale ad un periodo di produzione di 2,7 mesi (inferiore ai valori degli anni 2018-2019 ma ancora un valore medio).

 

 
Fonte: Cema

 

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