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Macchine per il gardening: competitività a rischio per gli effetti del Decreto Dignità

By at agosto 28, 2018 | 15:44 | Print

Macchine per il gardening: competitività a rischio per gli effetti del Decreto Dignità

L’industria italiana delle macchine e attrezzature per il giardinaggio e la cura del verde rappresenta un comparto vincente della meccanica italiana, ma rischia di perdere la propria capacità competitiva.

 

LA DENUNCIA DI COMAGARDEN

La concorrenza sleale da parte di Paesi emergenti e la rigidità delle nuove norme sui contratti di lavoro – denuncia Comagarden, l’associazione che in seno a FederUnacoma (Confindustria) rappresenta le imprese del settore – minacciano oggi questo segmento produttivo, che realizza una vasta gamma di prodotti, dai rasaerba alle motoseghe, dai decespugliatori ai trattorini, fino ai soffiatori, agli spazzaneve e ai piccoli attrezzi da giardino.

 

LE CIFRE DEL COMPARTO

Un comparto che conta in Italia circa cento imprese specializzate, con un fatturato annuo prossimo al miliardo di euro e una quota di export pari al 70 per cento della produzione.

 

LA CONCORRENZA SLEALE DEI PAESI EMERGENTI

Mai come in questo momento – spiega Comagarden/FederUnacoma – l’industria del gardening deve fronteggiare l’invasione di mezzi meccanici a basso costo, prodotti soprattutto nei Paesi asiatici spesso copiando i brevetti delle aziende italiane senza peraltro offrire garanzie in termini di affidabilità del prodotto e di sicurezza per l’operatore.

 

L’AUMENTO DEL COSTO DEL LAVORO

Nello stesso tempo, i nuovi orientamenti del governo italiano in materia di contratti, contenuti nel Decreto Dignità, rischiano di aumentare sensibilmente il costo del lavoro e indebolire il sistema produttivo, introducendo elementi di rigidità in un settore che per le sue particolari caratteristiche richiede invece un alto grado di flessibilità.

 

LA FORTE STAGIONALITÀ DELLA DOMANDA

La produzione di mezzi per il gardening è infatti strettamente legata alle lavorazioni stagionali. La domanda di rasaerba e decespugliatori – spiega Comagarden/FederUnacoma – si sviluppa in funzione delle manutenzioni primaverili, mentre la domanda di spazzaneve è evidentemente concentrata nei mesi invernali.

Altre tipologie di macchine – vedi ad esempio le motoseghe per le potature e le manutenzioni forestali, o i soffiatori/aspiratori per la pulizia delle strade da fogliame e residui – sono richieste nei mesi autunnali e invernali quando si riduce l’attività vegetativa delle piante.

Le imprese italiane di questo settore possono dunque resistere sul mercato a condizione che sia mantenuta quella flessibilità nelle assunzioni che consente di fronteggiare i picchi di produzione quando si prospetta la domanda, e di ridurre i ritmi di lavoro nelle fasi statiche imposte dalla stagionalità delle manutenzioni.

 

IL “CASO” STIGA

L’allarme per la “duplice minaccia” si diffonde tra le imprese, e proprio in questi giorni un’azienda primaria del settore, la Stiga di Castelfranco Veneto (Treviso), ha annunciato di aver sospeso l’investimento per il potenziamento dei propri impianti produttivi in Italia, trovandosi costretta a valutare anche la possibilità di delocalizzare all’estero la produzione.

Comagarden e FederUnacoma esprimono ancora una volta preoccupazione per quei contenuti del Decreto Dignità che non tenendo conto delle specificità di alcuni comparti produttivi rischiano di danneggiarli in modo irreversibile.

 

 
Fonte: FederUnacoma
 

 

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