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Marocco: mercato trattori ai minimi storici nel 2019, ma non vengono meno le prospettive di crescita

By at 19 Dicembre, 2019 | 23:40 | Print

Marocco: mercato trattori ai minimi storici nel 2019, ma non vengono meno le prospettive di crescita

Nonostante la politica di sovvenzioni all’acquisto di macchinario per l’agricoltura avviata dal Governo nel 2008 con il Piano  Marocco Verde – una strategia che aspira a fare dell’agricoltura marocchina il principale motore di crescita dell’economia nazionale – il mercato dei trattori nel Paese nordafricano ha subito un autentico crollo che preoccupa fortemente Amima, l’associazione marocchina degli importatori di macchine agricole.

 

MAI COSÌ IN BASSO DAL 2006 A OGGI

Stando ai dati forniti dall’Associazione, nei primi nove mesi dell’anno le vendite, ferme a 1.218 unità, risultavano  in calo del 32 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2018 e, visto che la tendenza ribassista non ha subito inversioni nell’ultima parte dell’anno, è previsto un bilancio 2019 di circa 1.700 trattori venduti, il risultato peggiore ottenuto negli ultimi 13 anni.

A detta di Amima le cause di questa débâcle  sono molteplici: dal deficit pluviometrico della campagna agricola 2018-2019 registrato a fine febbraio 2019 alle difficoltà di accesso degli agricoltori ai finanziamenti per l’acquisto di materiale agricolo malgrado le convenzioni siglate nel 2013 e nel 2019 da CAM (Credito Agricolo del Marocco) e Amima.

 

OCCORRE MIGLIORARE L’ACCESSO AI FINANZIAMENTI

«La convenzione è stata rinnovata quest’anno ma la procedura richiede tempo e nell’elaborazione dei dossier si accumulano forti ritardi», ha fatto presente Imad Zouhair, presidente di Amima.

L’Associazione segnala anche i forti ritardi nella messa a punto della guida di riferimento per i prezzi dei trattori e delle relative attrezzature, discussa con il ministero dell’Agricoltura, che ha l’obiettivo di velocizzare le procedure e limitare le pratiche errate.

Accanto alla lentezza con la quale vengono concesse le sovvenzioni agli acquisti di macchinario agricolo dalla fine del 2017 viene altresì evidenziata  l’inadeguatezza degli importi assegnati al settore delle macchine agricole, che penalizza gravemente la liquidità degli importatori e delle loro reti di vendita.

«Il problema sorge principalmente per quanto riguarda l’erogazione dei fondi ha evidenziato  Imad Zouhair –. Dal momento che i membri di Amima  finanziano la sovvenzione tramite la cessione di credito, hanno difficoltà a recuperare la somma entro scadenze ragionevoli, e questi ritardi penalizzano la professione».

A detta del presidente di Amima, oltre a migliorare l’accesso degli agricoltori ai finanziamenti, occorre anche accelerare il processo di riqualificazione dei terreni agricoli.

Il tutto anche per evitare che cresca il ricorso da parte degli agricoltori a macchine usate (nel 2018 queste ultime rappresentavano il 2 per cento del mercato), contravvenendo agli obiettivi del Piano Verde finalizzato alla modernizzazione del parco macchine agricole del Paese.

A tal proposito lo studio “Le marché du matériel agricole au Maroc” a cura di Business France,  redatto nel 2018, sottolinea come il parco marocchino di macchine agricole sia costituito in larga parte da materiale di occasione proveniente dalla Spagna e dall’Italia , con conseguente formazione in loco di un relativo mercato di pezzi di ricambio.

Lo studio in questione evidenzia anche la scarsa diversificazione della domanda marocchina costituita per il 56 per cento da trattori, proveniente soprattutto dalle grandi aziende agricole e supportata dalle sovvenzioni.

 

NOVE ANNI DI TENDENZA RIBASSISTA

Fonte: AMIMA

 

Un’analisi accurata del trend del mercato marocchino dei trattori dal 2010 ad oggi evidenzia come la tendenza ribassista abbia preso il via proprio nel 2010, anno in cui i tassi, i massimali e le modalità di erogazione delle sovvenzioni hanno subito dei cambiamenti.

Nel 2018 le vendite di trattori sono diminuite del 63 per cento rispetto al 2009 (l’ultimo anno prima dell’introduzione di questi cambiamenti) che aveva fatto registrare un mercato di 6.841 unità.

Eppure la campagna agricola 2017-2018 è stata particolarmente favorevole grazie anche ad una raccolta cereali di 103 milioni di quintali, con rese record, ma l’impatto sul mercato dei trattori è stato debole e si è tradotto soltanto  in un leggero aumento delle vendite (+8% circa) rispetto all’anno precedente (2.529  unità contro le 2.350 del 2017).

Dati alla mano, va notato anche che nel 2018 le vendite si sono attestate  allo stesso livello della media degli ultimi 5 anni, che è di circa 2.553 trattori. Rispetto alle vendite medie dal 2009 al 2013, corrispondenti a circa 4.561 unità, le vendite nel 2018 sono diminuite drasticamente (-45%).

 

TASSO DI MECCANIZZAZIONE QUASI RADDOPPIATO

A dispetto però delle motivate lamentele espresse dagli importatori di macchine agricole aderenti ad Amima, che nel lanciare l’allarme, fanno presente come,  con il perdurare della situazione in atto, potrebbero non essere più in grado di garantire l’approvvigionamento proprio e degli agricoltori di trattori e attrezzature, sta di fatto che dal lancio del Piano Marocco Verde il tasso di meccanizzazione del Paese ha fatto registrare un forte incremento.

Si è passati infatti dai 5 trattori per mille ettari del 2008 ai 9 trattori per 1.000 ettari del 2018: un incremento che viene attribuito alla politica di incentivi da parte dello Stato.

Secondo il Ministero dell’Agricoltura, i tassi di sovvenzione concessi per l’acquisto di attrezzature agricole vanno dal 30 al 60 per cento con un tasso agevolato aggiuntivo del 10 per cento  per gli agricoltori che aderiscono a progetti di aggregazione.

Dal lancio del Piano Marocco Verde sono stati erogati con questa finalità per il periodo  2008-2018 oltre 4,5 miliardi di dirham marocchini (equivalenti a oltre 400 milioni di euro)  che corrispondono a quasi il 16 per cento  dell’aiuto cumulativo concesso agli agricoltori nell’ambito dell’FDA (Fondo per lo sviluppo agricolo) durante questo stesso periodo.

Parallelamente, sono stati firmati accordi di partenariato tra Crédit Agricole du Maroc e Amima dal 2013 al 2019, con l’obiettivo di facilitare le procedure per la concessione di crediti agli agricoltori.

 

UN’AGRICOLTURA IN CRESCITA PER VALORE AGGIUNTO E SUPERFICI COLTIVATE

Misure d’importanza basilare in un Paese dove, va tenuto presente, l’agricoltura rappresenta tra il 10 e il 15 per cento del PIL (nel 2018 il valore aggiunto della produzione agricola ha toccato i 14 miliardi di dollari) ed impiega il 40 per cento della popolazione attiva totale.

La superficie agricola utilizzata è cresciuta nel decennio 2006-2016, superando i 30,5 milioni di ettari (dei quali 21 milioni sono destinati a prati permanenti e pascoli, 8,1 milioni a seminativi e 1,5 a colture permanenti); un milione di ettari è occupato dagli oliveti, mentre la frutticoltura si estende su una superficie di 634.000 ettari e i vigneti occupano 46.000 ettari.

Anche la zootecnia rappresenta un comparto rilevante nel settore primario marocchino, producendo oltre un quarto del valore generato.

 

PERMANGONO OPPORTUNITÀ PER I COSTRUTTORI ITALIANI

Nel 2018 l’Italia ha esportato in Marocco prodotti per un valore pari a circa 2.027 milioni di euro, in crescita del 7,6 per cento rispetto all’anno precedente, collocandosi al quinto posto nella classifica dei fornitori del Paese nordafricano.

Un trend che ha trovato conferma nei primi sei mesi di quest’anno durante i quali l’export italiano verso il Regno è aumentato a 1.036 milioni  di euro.

Con specifico riferimento alle macchine agricole  nel 2018 il Marocco ha importato macchine agricole per un valore complessivo di 117,6 milioni di euro e l’Italia si è collocata al secondo posto alle spalle dei Paesi Bassi e prima di Germania e Francia. Le previsioni sono di crescita fino al 2021.

Nel Paese non sono presenti costruttori di macchinario agricole fatta eccezione per 4 imprese che si limitano però alla fabbricazione di attrezzature a basso contenuto tecnologico: Comicom, che distribuisce anche importanti brand di macchine agricole, Conforama, Les Ateliers Marocains e Sotemag.

Da segnalare infine che negli ultimi dieci anni i tradizionali fornitori europei di macchine agricole hanno perso quote di mercato a favore dei produttori di India e Cina (3,9% di quota di mercato rispettivamente) avvantaggiati dai prezzi particolarmente competitivi.

L’Italia ha continuato però a detenere una rilevante quota di mercato (52,1% nel 2018) nelle fasce di prodotto alta e medio-alta.

Il nostro Paese ha dunque l’Italia ha ampi margini di crescita, potendo contare sull’immagine di affidabilità acquisita dalle marche presenti nel mercato marocchino e grazie a servizi post vendita di alto profilo.

 

LA PARTNERSHIP DI FIERAGRICOLA CON IL MAROCCO

Si basa anche su queste valutazioni l’interesse che Fieragricola rivolge già da diversi anni all’Africa e in particolare al Marocco.

Un’attenzione confermata dall’ormai imminente edizione (la 114esima) di Fieragricola (29 gennaio-1° febbraio 2020) che, nell’ambito di un processo di internazionalizzazione finalizzato tanto a promuovere il business quanto ad alimentare soluzioni di sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore primario, costruisce un ponte verso l’Africa, incrementando l’incoming di delegazioni e buyer, in collaborazione con l’Agenzia ICE e le ambasciate.

Fra i paesi africani con le maggiori potenzialità di sviluppo – si legge nel portale della rassegna scaligera –  si inserisce nell’area del Maghreb il Marocco, dove Fieragricola ha rapporti ormai consolidati e organizza, fra l’altro, il Padiglione Italia al Siam, il Salone internazionale dell’agricoltura di Meknès.

E le prospettive di crescita per gli operatori italiani vengono giudicate concrete anche per l’intera area a cavallo del Sahara, essendo il Regno del Marocco un hub strategico dal punto di vista economico, culturale, sociale.

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonti testo: AMIMA, BPER Estero, Business France, FederUnacoma, Italian Trace Agency (ITA), Veronafiere.
Fonte immagini: Comicom, Dimateq, Fieragricola, New Holland, SIAM Facebook.
 
 

 

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