Meccanica agricola in affanno: prezzi alle stelle per le materie prime

Mercati 20/04/2021 -

L’economia mondiale è in ripresa, ma l’impennata delle materie prime spinge i costi di produzione ai massimi storici, con pesanti conseguenze su un comparto, quello delle macchine agricole, che utilizza in gran parte materiali ferrosi e plastici. A lanciare l’allarme è FederUnacoma, la federazione dei costruttori italiani, che sottolinea come la domanda di merci corra più velocemente della capacità produttiva delle imprese, rallentate dalla carenza di materie prime e dal loro costo esorbitante.

Eppure i dati sull’economia mondiale diffusi da Prometeia-Confindustria prevedono un balzo del PIL dal -3,9 per cento del 2020 a +5,2 per cento nel 2021, e una robusta ripresa del commercio mondiale, che si prevede passerà dal -6,9 per cento dello scorso anno ad un consistente +8,6 per cento quest’anno.

 

RINCARI RECORD PER ACCIAI E PLASTICHE

«Il prezzo medio delle materie per l’industria risulta in crescita del 22 per cento a marzo rispetto al gennaio 2020, con quotazioni particolarmente alte per il settore della meccanica (+40%) – si legge nella nota stampa diffusa da FederUnacoma –. In Europa i prezzi degli acciai registrano a marzo il loro massimo storico, con rincari particolarmente elevati per i laminati (HRC e CRC) che crescono del 70-80 per cento rispetto ai livelli pre-Covid. Per quanto riguarda le plastiche, nel primo trimestre dell’anno l’Europa registra un incremento del costo pari al 45 per cento per l’etilene e al 121 per cento per il polietilene.

«Ai forti rincari delle materie prime – prosegue il comunicato – si aggiungono le difficoltà della logistica e dei trasporti (ancora legate all’emergenza pandemica), un’impennata dei costi dei container e ritardi consistenti nei trasporti navali. Tutto questo ha conseguenze pesanti sul settore della meccanica agricola, che utilizza in larga misura materiali ferrosi e plastiche e che privilegia il trasporto in nave per la spedizione all’estero dei macchinari prodotti».

 

NELLA FABBRICAZIONE DI UN TRATTORE LA COMPONENTE FERROSA ARRIVA AL 75 PER CENTO DEL TOTALE

Nella fabbricazione di un trattore – fa presente FederUnacoma,  – si contano in media 1.700 componenti, che sono per il 75 per cento derivati dal ferro (ghisa, acciaio, tubi metallici), a cui si aggiunge un ulteriore 5 per cento di altri metalli come il rame. La componente metallica copre dunque circa un 80  per cento del totale dei materiali utilizzati per fabbricare un trattore. Della parte restante oltre il 10 per cento è coperto da materiali plastici (rivestimenti cabina, protezioni, coperchi, tappi) e circa un 5 per cento da polimeri gommosi (tubi, anelli di tenuta, guarnizioni).  L’emergenza riguarda, evidentemente, anche le altre tipologie di macchine, e le attrezzature in molti casi composte di soli materiali ferrosi.

«L’industria italiana della meccanica agricola – conclude  FederUnacoma – sta vivendo una fase dinamica, dovuta alla crescita della domanda e alle forme d’incentivazione all’acquisto di mezzi di nuova generazione, ed è molto preoccupante che proprio in questo momento le case costruttrici vedano a rischio la propria capacità produttiva».

 

 
Fonte: FederUnacoma
Fonte immagini: Argo Tractors (apertura), MSC Cargo Facebook.
 
 

 

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