Mercato trattori: boom di immatricolazioni (+25%) in tutta Europa nel primo semestre

Primo piano 07/10/2021 -

Bilancio più che positivo per il mercato europeo dei trattori nel primo semestre dell’anno, caratterizzato da un exploit delle immatricolazioni – che sono cresciute del 25 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2020 fortemente colpiti dalla pandemia – a testimonianza della ripresa in atto, anche se la catena di approvvigionamento sta mettendo sempre più in luce la sua vulnerabilità.

È quanto emerge dal report del Cema, l’associazione europea dei costruttori di macchine agricole, che porta la data del 30  settembre e contiene una disamina delle immatricolazioni di trattori nei diversi Paesi relativa sia al 2020 sia al primo semestre 2021.

Immatricolazioni di trattori in Europa nel primo semestre 2021 per Paesi e variazioni % rispetto al primo semestre 2020

Nel periodo gennaio-giugno 2021, stando alle cifre fornite dalle  sono stati immatricolati complessivamente in Europa circa 115.146 .105 trattori, di cui  32.353 nel segmento fino a 50 cavalli (37 kW) e 82.793 da 51 cavalli in su. Cema fa però presente che  solo 89.060 di questi sono da considerare trattori agricoli veri e propri, mentre la cifra restante è costituita da quad, sollevatori telescopici e altre tipologie di veicoli.

 

LA RIPRESA IN ATTO DEVE VEDERSELA CON LE SFIDE POSTE DALLA CATENA DI APPROVVIGIONAMENTO

Trend delle immatricolazioni di trattori in Europa (2015-2021)

«Questi numeri – si legge nel Report del Cema – confermano gli alti livelli della domanda poiché agricoltori, contoterzisti e tutti gli altri attori della filiera agroalimentare hanno compiuto grandi sforzi per garantire alla popolazione l’accesso a cibo sicuro e nutriente in tempi di pandemia prolungata».

«Per quanto riguarda i costruttori, viene evidenziato, i vincoli imposti alla produzione e alla distribuzione dal Covid-19 si sono gradualmente allentati nel 2021 ma non si è verificato un pieno ritorno alla normalità a causa del permanere di significative sfide poste dalla catena di approvvigionamento, con nuove problematiche che andavano ad aggiungersi a quelle in corso mentre il mondo si stava riprendendo ed entrava in competizione per la scarsa offerta».

In questo scenario la decisione dell’Unione Europea di posticipare le scadenze fissate per l’entrata in vigore del regolamento Stage V relativamente alle macchine macchine non stradali (NRMM) e ai trattori dotati di motori di transizione nella fascia da 75 cavalli (56 kW) a 175 cavalli (129 kW) si è rivelata essenziale per aiutare l’industria a gestire la difficile situazione.

 

BAROMETRO DEL CEMA: RAGGIUNTO IL PICCO È INIZIATA LA DISCESA MA IL CLIMA RESTA POSITIVO

Per quanto riguarda le previsioni per il futuro, il barometro del Cema, vale a dire l’indice generale del clima economico per l’industria delle macchine agricole in Europa, sembra aver raggiunto il suo picco nei mesi di maggio e giugno quando ha toccato i livelli più alti dal 2008. A settembre (nel grafico sopra) l’indice è sceso leggermente per il terzo mese consecutivo mantenendosi però un livello elevato (a 63 punti su una scala da -100 a +100). Il calo questa volta è il risultato di alcune aziende che valutano in modo leggermente meno favorevole il loro business attuale.

Permane l’incertezza sulla misura in cui gli ordini possono essere evasi in un contesto di aumenti dei prezzi estremi e carenze da parte dei fornitori. Nel frattempo, il 40 per cento  delle aziende interpellate prevede un arresto della produzione nel prossimo mese a causa della mancanza di alcune parti.

D’altro canto, la domanda dei clienti finali in Europa sembra rimanere robusta. Il settore prevede ancora una forte esigenza di investimenti per quasi tutta l’Europa, specialmente da parte degli agricoltori dell’Europa centrale e orientale. Di conseguenza, la ripartizione per Paesi mostra per ogni singolo mercato europeo una maggioranza di partecipanti al sondaggio che prevede aumenti di fatturato nei prossimi sei mesi, con i Paesi della CSI che sono saliti di più nella classifica di mercato.

In questo contesto, i rappresentanti dell’industria europea restano fiduciosi di chiudere l’anno con ottimi risultati. Per quanto riguarda l’intero anno 2021, i partecipanti al sondaggio si aspettano per la loro azienda un aumento del fatturato del +13% (media aritmetica) o del +10% (valore mediano).

 

IMMATRICOLAZIONI IN CALO DI CIRCA IL 3 PER CENTO NEL 2020

Il Report del Cema contiene anche, come anticipato, un’approfondita analisi dell’andamento del mercato europeo dei trattori nel 2020, anno in cui sono stati immatricolati nel Vecchio Continente circa 189.242 “trattori”, di cui 49.338 fino a 37 kW (50 CV) e 139.904 da 38 kW in su.

Immatricolazioni di trattori in Europa per Paesi nel 2020 e nel 2019 e variazioni %

Da segnalare anche in questo caso che i trattori agricoli veri e propri si limitano a 149.667 (i restanti sono da quad, sollevatori telescopici o altre tipologie di veicoli). Cema fa anche notare a tal proposito che le correzioni sono significative (relative a più della metà delle immatricolazioni) in Paesi come Slovacchia, Finlandia, Islanda, Svezia, Lussemburgo, Estonia e Croazia.

Al confronto con i dati del 2019 le immatricolazioni di trattori agricoli nel 2020 sono diminuite di circa il 3 per cento: un risultato che nel complesso indicherebbe una relativa stabilità rispetto agli anni precedenti. La pandemia di Covid-19 ha avuto però un impatto molto significativo determinando un calo delle immatricolazioni di quasi il 20 per cento nel secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, in un tradizionale momento di punta dell’anno.

Le lavorazioni agricole stagionali tuttavia non potevano aspettare e l’industria ha dimostrato la sua resilienza nel terzo (+7,5% rispetto al 2019) e nel quarto trimestre (+4% rispetto al 2019) per far fronte alla domanda.

Queste performance, viene fatto presente nel Report del Cema, nonostante la presenza dei vincoli di produzione e distribuzione imposti dal Covid-19 e delle enormi sfide della catena di approvvigionamento, sono state rese possibili in particolare dalla decisione dell’Unione europea di posticipare le scadenze per le macchine che utilizzano motori di transizione inferiori a 56 kW e superiori a 129 kW.

 

I TREND PER CLASSI DI POTENZA

Tutte le classi di potenza hanno risentito pesantemente delle conseguenze del Covid-19 nel secondo trimestre del 2020, e alcune di esse sono arrivate a subire un drammatico calo del 30 per cento rispetto al 2019.

Non tutte peraltro sono state in grado di recuperare la flessione nel corso dell’anno, come evidenziato dal grafico 2 (qui sopra) che mette a confronto le immatricolazioni del 2019 e del 2020 nel loro complesso suddivise per classi di potenza.

Quando si filtrano tutti gli “altri” veicoli dalle immatricolazioni 2020 e si prendono in esame soltanto i trattori agricoli (vedi grafico 3, qui sopra), la fascia di potenza compresa tra 56 e 129 kW – che rappresenta fino al 60 per cento delle immatricolazioni di trattori agricoli in tutta Europa – evidenzia ancora a fine 2020 un calo delle immatricolazioni dell’8  per cento rispetto al 2019.

 

DIFFERENZE SIGNIFICATIVE TRA I SINGOLI PAESI NEL 2020

Francia e Germania si confermano nel 2020 i due maggiori mercati europei di trattori agricoli rappresentando insieme quasi 4 trattori agricoli su 10 immatricolati in Europa.

Aggiungendo l’Italia, un trattore agricolo su due viene immatricolato in questi tre Paesi. Se poi prendiamo in considerazione anche Regno Unito, Spagna e Polonia, vediamo che oltre due terzi di tutti i trattori agricoli in Europa sono immatricolati in soli sei Paesi.

Di questi sei mercati chiave, solo Germania e Polonia hanno fatto registrare un aumento delle immatricolazioni di trattori agricoli nel 2020 rispetto al 2019, mentre in Francia, Italia, Regno Unito e Spagna le immatricolazioni sono diminuite.

 

Fonte: Cema
Fonte immagini: Case IH (apertura) e Valtra.
 

 

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