Merlo: eWorker, il telescopico full-electric capostipite della Generazione Zero


L’orientamento verso la più spinta innovazione fa parte del Dna del gruppo Merlo, da sempre animato da una visione che dei consistenti investimenti in ricerca e sviluppo ha fatto il pilastro di una filosofia costruttiva costantemente tesa all’individuazione di nuove e avanzate soluzioni specifiche, conquistandosi a pieno titolo una leadership sul fronte tecnologico nel settore dei sollevatori telescopici, accreditata a livello internazionale.

 

“INNOVATORI PER TRADIZIONE”: LA SCELTA DI PERCORRERE UNA STRADA NUOVA E INESPLORATA

Oggi il costante percorso di evoluzione tecnologica del gruppo cuneese fa registrare un ulteriore importante passo in avanti con l’arrivo della nuova generazione di macchine denominata, in casa Merlo, Generazione 0, un’autentica svolta, grazie a un concetto ingegneristico totalmente inedito, nel modo di pensare e di lavorare nel mondo del sollevamento e della movimentazione industriale e agricola, all’insegna della maggiore sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, oltre che di una  superiore redditività.

«Raccogliendo anni di esperienza e innovazione ora chiudiamo il cerchio scegliendo di produrre, percorrendo una strada finora inesplorata, una nuova generazione di macchine in grado non soltanto di offrire prestazioni di altissimo livello, con dimensioni ultracompatte e una maneggevolezza assolutamente mai riscontrabile prima su un sollevatore telescopico, ma anche di abbattere rumorosità ed emissioni», spiega Paolo Merlo (nella foto sopra), direttore generale del gruppo piemontese.

 

ZERO EMISSIONI, ZERO RUMOROSITÀ E ZERO CONSUMI DI COMBUSTIBILE

Nell’ambito del processo avviato negli ultimi anni da Merlo in vista di una “rivoluzione” nel settore del sollevamento, la Generazione 0 esprime per il costruttore di San Defendente, innanzitutto, un mezzo di nuova concezione, sempre incentrato, naturalmente, sui quattro capisaldi comuni a tutti i telescopici aziendali: prestazioni, in termini di capacità di carico, velocità di trasferimento e movimento del braccio, comfort e sicurezza, sia attiva che passiva, dell’operatore, ed efficienza, con un occhio particolare alla riduzione dei tempi di lavoro e dei costi di esercizio.

Ma a questi è stata aggiunta ex novo, e di qui l’appellativo di Generazione 0, la perfetta idoneità a operare a zero emissioni, zero rumorosità e zero utilizzo di combustibili fossili.

Questo spirito progettuale si è incarnato nel primo esemplare della nuova generazione di macchine concepita in seno al gruppo Merlo, l’esclusivo sollevatore telescopico con alimentazione al 100 per cento elettrica eWorker: un telescopico dalle caratteristiche decisamente rivoluzionarie, che adotta un sistema marcatamente innovativo, presentato per la prima volta in versione prototipale ad Agritechnica 2019 e già premiato con numerosi riconoscimenti internazionali, a partire dalle medaglie d’oro ricevute a Verona per il “Samoter Innovation Award” e a Parigi al “Grand Prix Matériel” assegnato da Chantiers de France e dal DLR.

 

CAPOSTIPITE DI UNA GENERAZIONE DESTINATA A DIVENTARE UN’INTERA FAMIGLIA DI PRODOTTI

È stata lo scorso 6 ottobre una location d’eccezione come la Reggia di Venaria, una delle più belle residenze reali europee alle porte di Torino, a ospitare il lancio ufficiale online dell’eWorker, apripista, appunto, della Generazione 0 di casa Merlo, destinata — annuncia il costruttore — a crescere, ribadendo la carica innovativa del gruppo, fino a diventare una famiglia di prodotti green sempre più performanti e tecnologici.

Il primo telescopico full-electric di Merlo, studiato attentamente per soddisfare le esigenze del mercato, è il frutto di anni spesi dalla società cuneese nella ricerca di una soluzione alternativa ai mezzi equipaggiati con motori termici. A partire dal primo telescopico ibrido al mondo, che Merlo ha progettato, realizzato e presentato nel 2013 e che ha permesso all’azienda di fare esperienza in un settore nuovo.

 

GAMMA COMPOSTA DA DUE MODELLI: A DUE E QUATTRO RUOTE MOTRICI, DA 60 E 90 CAVALLI RISPETTIVAMENTE

Per arrivare, dunque, alla messa a punto della soluzione a gestione integralmente elettrica divenuta realtà con la gamma eWorker, formata da due modelli: l’EW25.5-60 (nella foto sopra), due ruote motrici e 60 cavalli per un uso su terreni compatti con un ingombro massimo in fase di sterzo di appena 2.850 millimetri e un angolo di sterzo che raggiunge gli 85 gradi, e l’EW25.5-90 (nella foto sotto), quattro ruote motrici e 90 cavalli, in grado di garantire un’ottima tenuta su ogni superficie, anche in off-road; entrambi connotati da una portata massima di 2.500 chilogrammi e da un’altezza massima di sollevamento pari a 4,8 metri.

«Questa nuova generazione di macchine ha portato a un importante sviluppo industriale che ha richiesto ingenti investimenti – specifica Paolo Merlo –. Dal punto di vista produttivo, come vale per il resto della nostra gamma, anche l’eWorker viene costruito internamente su nuovi sistemi di saldatura robotizzata, su isole di lavorazione meccanica e su linee di assemblaggio, tutti integrati in una nuova piattaforma digitalizzata, creata su misura in un’ottica fortemente tecnologica».

 

COMPATTI, AGILI, MANEGGEVOLI E CON SPICCATE DOTI DI TRAZIONE, ADATTI A OPERARE IN AMBIENTI CHIUSI E IN CONDIZIONI OFF-ROAD

Studiato, come detto, su misura per le esigenze degli utilizzatori, il nuovo eWorker si propone quale strumento di lavoro ideale per affiancarli nelle loro attività quotidiane.

Assicura un’elevata trazione e la possibilità di viaggiare su strada pubblica nonché, all’occorrenza. di trainare rimorchi e migliora gli standard di manovrabilità e agilità, tipici dei sollevatori telescopici, in ogni situazione, compresi gli spazi ristretti, per merito dell’eccezionale angolo di sterzo dell’assale posteriore e delle contenute dimensioni. Si avvale, inoltre, di nuove soluzioni e nuove attrezzature in vista dell’incremento della versatilità della macchina.

Il tutto abbinato alla drastica riduzione dei costi di esercizio e, soprattutto, dei tempi di ammortamento. Senza dimenticare, ovviamente, le ulteriori caratteristiche vincenti della gamma di telescopici elettrici firmati Merlo, vale a dire l’azzeramento dei livelli di rumorosità e di emissioni inquinanti.

Fatto sta che, grazie a questo insieme di prerogative, i nuovi eWorker trovano proficuo impiego in ambienti chiusi – senza le limitazioni e i problemi posti dai motori termici – e in aree che richiedono un limitato impatto ambientale, garantendo inoltre ottima operatività anche nelle condizioni off-road.

 

PROGETTAZIONE EX NOVO IN CHIAVE ELETTRICA DI TUTTI I COMPONENTI, PRENDENDO IL MEGLIO DEI SOLLEVATORI TELESCOPICI E  DEI CARRELLI ELEVATORI

Per raggiungere questi traguardi la progettazione del telescopico della nuova Generazione 0 da parte degli ingegneri Merlo è partita solamente da un foglio bianco e con un’impostazione già elettrica al 100 per cento.

Non si è trattato dunque, viene rimarcato, dell’elettrificazione di un sollevatore telescopico convenzionale, dal momento che con l’eWorker si è al cospetto di un prodotto realmente innovativo nell’ambito della movimentazione, derivato dalla riprogettazione mirata di tutti i componenti – dal braccio al telaio, dagli assali al sistema idraulico – che trova il suo tratto peculiare, in primo luogo, nella capacità di associare alle prestazioni di un sollevatore telescopico tradizionale i consumi e le dimensioni ridotte di un carrello elevatore industriale.

«L’idea iniziale è stata quella di realizzare una macchina che fosse full-electric, ma con l’autonomia di un’intera giornata lavorativa, compatta, con dimensioni simili a quelle di un carrello industriale, dotata di braccio telescopico per definire un nuovo standard lavorativo nel settore dei carrelli – riassume il direttore tecnico del gruppo Merlo, Felice Contessini –. E, aspetto della massima importanza, equipaggiata nel modello di punta di quattro ruote isodiametriche, tutte motrici, di dimensioni adeguate a lavorare oltre che in luoghi chiusi anche su terreni fuoristrada nei settori delle costruzioni e dell’agricoltura».

 

INNOVATIVA TRASMISSIONE INTEGRALE ELETTRICA E GESTIONE ELETTRONICA DELLA TRAZIONE

Nella progettazione dell’eWorker quindi, come già anticipato, sono stati ripensati tutti i componenti e il loro posizionamento. A partire dallo schema della trasmissione integrale elettrica, premiata con la “Segnalazione Novità Tecnica Eima International 20/21”.

L’innovativa trasmissione prevede due motori elettrici anteriori, uno per ruota, sui modelli a due ruote motrici, e l’aggiunta di un terzo motore elettrico posteriore, posizionato verticalmente e flangiato sull’assale posteriore, sui modelli a quattro ruote motrici, introducendo un software che controlla sia la coppia sia la rotazione dei singoli motori posti sulle ruote, al fine di garantire la corretta velocità di ogni singola ruota in tutte le possibili condizioni operative del sollevatore.

«Questa soluzione brevettata Merlo offre molteplici vantaggi, innanzitutto in termini di lay-out nel posizionamento della batteria a centro veicolo che ha permesso di abbassare il baricentro e incrementare la stabilità della macchina, ma anche in termini di manovrabilità, grazie all’elevato angolo di sterzatura delle ruote posteriori motrici», chiarisce Contessini.

Significativi vantaggi poi, aggiunge, «derivano dalla gestione elettronica della trazione, che garantisce la corretta velocità di ogni singola ruota in tutte le possibili condizioni operative del sollevatore senza slittamenti, l’inserimento automatico del blocco del differenziale elettronico e la frenata rigenerativa».

 

EVOLUTO SOFTWARE DI CONTROLLO DELLO STATUS DELLE BATTERIE E DEI PARAMETRI DI LAVORO

E tutto questo si traduce, oltre che in un incremento della trazione fuoristrada, in una riduzione dei consumi energetici. A tale proposito va segnalato il fatto che, allo scopo di sfruttare tutta la potenzialità delle unità elettriche, ma al contempo di limitare i consumi nelle operazioni continuative, la macchina è dotata di un sistema di controllo che ne monitora il consumo energetico istantaneo e medio.

L’evoluto software di cui dispone l’eWorker consente, inoltre, di monitorare lo status delle batterie, le informazioni sulla carica residua, la velocità di trasferimento e tutti i parametri di lavoro, proiettati in tempo reale sul computer di bordo presente in cabina.

 

QUARTO MOTORE ELETTRICO GESTITO DA UNA CENTRALINA DEPUTATO A CONSENTIRE I MOVIMENTI DEL BRACCIO TELESCOPICO

Un quarto motore elettrico, collegato a una pompa idraulica Load-Sensing, permette tutti i movimenti del braccio telescopico. Anche in questo caso, viene spiegato, al fine di ottimizzare l’efficienza energetica, una centralina elettronica dedicata gestisce i giri del motore elettrico e la portata d’olio del distributore idraulico.

Al fine di ridurre i consumi della batteria, inoltre, la discesa del braccio telescopico avviene per gravità tramite una valvola controllata dalla stessa centralina.

 

PIENA COMPATIBILITÀ CON UNA VASTA GAMMA DI ATTREZZATURE DI CASA MERLO E AMPIA POSSIBILITÀ DI PERSONALIZZAZIONE

Essendo stato concepito per poter essere utilizzato in diversi ambienti lavorativi, l’eWorker consente l’impiego di una vasta gamma di attrezzature: tra queste, forche flottanti e con traslatore, molteplici tipologie di pale per il settore agricolo o industriale, attrezzature per carichi sospesi, come il gancio di sollevamento oppure i falconi con gancio o verricello, e attrezzature per altre applicazioni speciali quali benne miscelatrici e spazzatrici.

Un’ulteriore importante applicazione, poi, è costituita dalla piattaforma di lavoro aereo con semovenza in quota, predisposizione idonea a permettere agli operatori una guida direttamente dalla navicella, con conseguente possibilità di ridurre drasticamente i tempi delle manutenzioni in quota.

Entrambi i modelli di eWorker, ampiamente personalizzabili in base alle necessità degli utilizzatori, vengono proposti con cabina aperta o chiusa e con diversi optional, vedi l’impianto di riscaldamento o la sospensione sul braccio, possono inoltre essere omologati per la circolazione stradale in versione macchina operatrice o trattrice agricola. Per applicazioni in particolari ambienti lavorativi (come ad esempio celle frigorifere) sono infine disponibili il parabrezza e il sedile riscaldati.

 

© Stefania Capponi

 

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