HomeMacchineMerlo: l’innovazione radicata nella tradizione Merlo: l’innovazione radicata nella tradizione Macchine 31/10/2025 - meccagri L’innovazione radicata nella tradizione: può sembrare un ossimoro, ma è la formula che ha guidato Merlo SpA sin dalla sua nascita, nel 1964. L’azienda cuneese, leader mondiale nella produzione di sollevatori telescopici e mezzi da lavoro altamente specializzati, è la prova concreta di come una realtà industriale a conduzione familiare possa non solo sopravvivere, ma eccellere per decenni nel panorama globale dell’industria meccanica grazie alla visione, all’ingegno e alla continua spinta verso il futuro. NEGLI ANNI ’80 IL LANCIO DEL PRIMO SOLLEVATORE TELESCOPICO AL MONDO Fondata da Amilcare e Natalina Merlo, l’azienda è partita con la costruzione di macchine da cantiere. I primi anni sono stati segnati da una produzione artigianale già orientata all’innovazione. Ma già nel 1981 Merlo si distingueva per un’innovazione destinata a cambiare per sempre il settore della movimentazione: il primo sollevatore telescopico al mondo, l’SM30 (nella foto sopra), una macchina che univa compattezza, versatilità e capacità operativa in un unico veicolo. Quel progetto rappresentava molto più che un semplice prodotto: era l’inizio di una filosofia industriale basata sull’integrazione verticale, con il controllo completo della filiera produttiva e una forte identità progettuale interna. L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA E LA SVOLTA GREEN E DIGITALE Nel corso dei decenni, Merlo ha dimostrato una rara capacità di lettura del mercato, investendo costantemente in ricerca e sviluppo. Dalla trasmissione idrostatica ai sistemi di sicurezza dinamici, passando per il telaio modulare e la cabina sospesa, ogni innovazione è stata progettata internamente e protetta da brevetti, con oltre 90 titoli registrati a livello internazionale. Il legame tra tecnologia e funzionalità è sempre stato centrale. Lo dimostra l’introduzione del sistema ASCS – Adaptive Stability Control System (nella foto sopra), un brevetto Merlo che adatta dinamicamente la risposta della macchina in base alle condizioni di carico, stabilità e configurazione del veicolo, massimizzando sicurezza e produttività in ogni contesto operativo. LA PROIEZIONE NELLA NUOVA ERA DELLA MECCANICA INTELLIGENTE E SOSTENIBILE Oggi Merlo si sta proiettando con decisione nella nuova era della meccanica intelligente e sostenibile. In questo, una pietra miliare della nuova strategia è il lancio della gamma elettrica di cui l’e-WORKER (nella foto sopra), primo sollevatore telescopico full electric, è capostipite, segnando un grande punto di svolta per tutto il comparto: emissioni zero, compattezza, silenziosità e prestazioni elevate, pensate per i cantieri urbani, le aziende agricole e i contesti ambientali più sensibili. Ma la proiezione dell’azienda verso nuove tecnologie non si ferma qui. Sono diverse infatti le soluzioni ad alto contenuto digitale e volte all’automazione. Ne sono un esempio: MerloMobility (nella foto sopra), una nuova piattaforma digitale per la gestione da remoto del parco mezzi, connessa via cloud e capace di monitorare in tempo reale prestazioni, stato di manutenzione, parametri di sicurezza e geolocalizzazione. Un sistema che consente l’accesso al credito Industria 4.0 e a numerosi altri incentivi nazionali e per chi gestisce flotte complesse. O il Cingo a guida autonoma (nella foto sopra), un’evoluzione della storica gamma di trasportatori compatti Merlo che è in grado di operare in autonomia, grazie a sistemi di navigazione avanzati, sensoristica intelligente e algoritmi proprietari; o ancora, il Radiocomando, un’interfaccia wireless all’avanguardia che consentirà all’operatore di comandare la macchina a distanza in totale sicurezza. Ideale in ambienti pericolosi o per manovre ad alta precisione, rappresenta un ulteriore passo verso la robotizzazione controllata dei mezzi di sollevamento. Ti potrebbe interessare >>> Merlo: Cingo, i tuttofare che fanno la differenza, anche in vigna UN MODELLO PRODUTTIVO UNICO In un mercato sempre più competitivo e globalizzato, Merlo continua insomma a distinguersi per un modello produttivo unico: il controllo verticale della filiera, il know-how interno e un DNA familiare che oltre a guidare le scelte strategiche, si è sempre distinto proprio per la capacità di interpretare la domanda e convogliare gli investimenti verso il mercato del futuro. Oltre 1.700 dipendenti, operanti in Italia e nelle 7 filiali internazionali, con un campus industriale a San Defendente di Cervasca che rappresenta uno dei poli più avanzati della meccanica applicata a livello europeo. L’investimento nella formazione tecnica è infine un altro elemento distintivo, concretizzato nel Merlo Training and Research Center, dove ogni anno vengono formati operatori, tecnici e concessionari da tutto il mondo. Fonte: Merlo Merlo