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Mietitrebbie 2019: con vendite ancora in calo in Italia, chi guadagna e chi perde

By at Marzo 17, 2020 | 18:22 | Print

Mietitrebbie 2019: con vendite ancora in calo in Italia, chi guadagna e chi perde

Nel 2019 sono state immatricolate in Italia 310 mietitrebbie, in calo del 4,9 per cento rispetto all’anno precedente (vedi link), che, con 326 unite immesse sul mercato, aveva già fatto segnare una flessione del 6,9 per cento nel confronto con le 350 del 2017.

Queste cifre rappresentano i dati ufficiali, elaborati da FederUnacoma sulla base delle immatricolazioni registrate presso il Ministero dei Trasporti e non coincidono esattamente con le unità vendute dal momento che, com’è noto, il passaggio di una macchina dal costruttore al cliente finale prevede differenti step e quindi possiamo avere mezzi venduti ma che permangono sui piazzali dei dealer in attesa della consegna, mezzi ancora privi della carta di circolazione e via dicendo. Senza trascurare i macchinari in transito verso altre nazioni.

Si giustifica così la disparità numerica – ma anche temporale, visto che la stagione commerciale viene fatta terminare solitamente a fine agosto anziché a fine anno – tra quelle che sono le cifre ufficiali dell’immatricolato 2019 e le stime delle vendite rese note dai media di settore sulla base delle dichiarazioni degli addetti ai lavori.

 

UN MERCATO IN FORTE SOFFERENZA

Di certo c’è il fatto che il mercato italiano delle mietitrebbie da diversi anni è in grossa sofferenza e siamo ben lontani – il che vale del resto per l’intero comparto della meccanizzazione agricola – non solo dalle cifre degli anni Sessanta, autentici anni d’oro (basti dire che nel 1969 con poco meno 3.000 immatricolazioni il mercato valeva grossomodo dieci volte quello attuale) ma anche, guardando al trend delle immatricolazioni dal 200 a oggi, sia dal brillante dato del 2004, consistente in circa 800 immatricolazioni, sia dal picco, dopo i tonfi del 2005 e 2006, del 2008, anno in cui sono state raggiunte le 631 immatricolazioni.

E proprio paragonando la situazione attuale con quella del 2008 si può notare nell’arco degli ultimi dieci anni le vendite di mietitrebbie in Italia si siano praticamente dimezzate (-50,8%): una vera e propria emorragia che sembra non volersi arrestare.

Da segnalare, peraltro, i forti decrementi, tra il 20 e il 30 per cento, registrati in alcune regioni quali Marche, Puglia e Sicilia, complici i ritardi nei PSR ma anche le basse quotazioni dei cereali stagnanti e l’andamento deludente del mercato del riso.

 

IL NETTO RECUPERO DELLE NON CONVENZIONALI

Nella ripartizione del mercato per tipologie, dopo la crescita della passata stagione, perdono leggermente terreno nel 2019 le autolivellanti, che rappresentano ora poco più del 30% delle vendite totali.

Un calo molto più marcato ha riguardato le mietitrebbie convenzionali a scuotipaglia che si posizionano ora grossomodo al 32% del totale Italia.

Protagoniste invece di una netta ripresa le non convenzionali o rotative (assiali e ibride) che non solo recuperano la flessione subita nel 2018 ma guadagnano ulteriori punti percentuali arrivando a detenere una quota pari all’incirca al 38 per cento del mercato nazionale.

 

CLAAS IN TESTA ALLE VENDITE

Il duello tra i brand in lizza sul mercato italiano ha visto ancora una volta la contesa per il piazzamento sul gradino più alto del podio ristretta a Claas e New Holland.

Anche nella stagione 2018-2019, basandosi sulle stime delle vendite al cliente finale, ha avuto la meglio il marchio tedesco che si è aggiudicato una quota di mercato intorno al 36 per cento, in sostanziale stabilità rispetto alla stagione precedente.

Salda, in seconda posizione, New Holland, il cui market share oscilla tra il 33 e il 34 per cento, in crescita di un paio di punti percentuali.

Mietitrebbie: quote di mercato Italia (2019)

 

Alle loro spalle troviamo John Deere, con una quota che sfiora l’11 per cento, in lieve flessione dopo il balzo dello scorso anno, e Laverda, in forte calo ( è scesa dal 11,5 all’8,5%). Seguono, nell’ordine, Fendt, al 5 per cento, Case IH, al 4 per cento circa, e Deutz-Fahr che ha guadagnato qualche unità.

 

 
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