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Mother Regulation, tra perplessità e chiarimenti

By at Marzo 7, 2019 | 17:00 | Print

Mother Regulation, tra perplessità e chiarimenti

Nonostante le novità siano state introdotte da oramai più di un anno, in tema di Mother Regulation sembra regnare ancora sovrana la confusione.

Lo si è evinto anche durante l’ultima edizione di Eima nell’ambito dell’incontro “Mother Regulation: nuova omologazione europea dei veicoli agricoli”, durante il quale Domenico Papaleo e Lorenzo Iuliano, entrambi del Servizio Tecnico di FederUnacoma, hanno cercato di fare chiarezza sul nuovo Regolamento e hanno provato a sfatare quelle che hanno definito delle “fake-news”. In sala (tanti) burocrati, costruttori, omologatori, contoterzisti, agricoltori e, soprattutto, tantissimi dubbi.

 

IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Per fare luce sull’ostica questione, innanzitutto si deve partire dal quadro normativo di riferimento. In pratica, con l’entrata in vigore del Regolamento 167/2013 – noto appunto come Mother Regulation – dal primo gennaio 2018 si possono vendere o acquistare solo veicoli conformi ai dettami in esso riportati.

Dettami che, di fatto, cambiano le regole del gioco in tema di requisiti costruttivi dei veicoli agricoli, ossia in termini di massa, velocità, dispositivi di frenatura e dispositivi di aggancio.

Va però detto, prima di proseguire, che il Regolamento, in Italia, non può prescindere dal Codice della Strada e dalle circolari del Ministero dei Trasporti, con i quali si “incrocia”, naturalmente in considerazione della gerarchia degli strumenti normativi.

Il che significa che il Regolamento Europeo 167 – del resto come tutti i Regolamenti Europei – è sovrano, per lo meno per gli aspetti costruttivi. Tanto che, a differenza delle Direttive, si applica tout court, senza dover essere recepito con un decreto legislativo dello Stato membro.

Detto questo, però, c’è una importante considerazione da fare: come si è appena detto, il Regolamento Mother Regulation tiene conto degli aspetti costruttivi – quindi dell’omologazione del veicolo – ma non tiene conto degli aspetti comportamentali. Per questi ultimi detta e continua a dettare norma il Codice della Strada.

Chiarito questo importante aspetto, un’ultima precisazione prima di entrare nel merito: la Direttiva 2003/37 concernente l’omologazione dei trattori agricoli o forestali è definitivamente abrogata, dunque tutto quanto in essa riportato non fa più testo.

 

 

LA QUESTIONE “TRENO”, ANCORA DA RISOLVERE

Definito il quadro di riferimento normativo, il primo nodo da sciogliere è la questione “treno”. In pratica, quando si parla di Mother Regulation, occorre considerare le implicazioni a livello di treno, ossia del complesso trattrice + rimorchio.

La sovrapposizione Regolamento 167/Codice della Strada genera la seguente ambiguità: il Codice della Strada, a differenza di quanto stabilisce per i veicoli industriali (camion, o meglio motrice + rimorchio, per intendersi) per i quali impone un limite di 44 tonnellate, non detta limiti per i veicoli agricoli.

E pertanto, considerando 18 tonnellate per la trattrice e 40 tonnellate per il rimorchio, potenzialmente si potrebbe circolare con una massa complessiva pari a 58 tonnellate, il che significa che si entra nell’ambito dei trasporti eccezionali.

Naturalmente la questione non è di poco conto – si pensi anche alle numerose autorizzazioni necessarie solo per attraversare un viadotto – e pertanto, per risolvere il busillis, si è in attesa (da tempo!) di una circolare chiarificatrice da parte del Ministero dei Trasporti, circolare che dovrebbe verosimilmente allineare i veicoli agricoli con quelli industriali.

 

IL CAMPO DI APPLICAZIONE E LE (NUOVE) VELOCITÀ

Secondo il Regolamento Mother Regulation, sono soggetti a omologazione (europea) i trattori a ruote (T), i trattori a cingoli (C), i rimorchi (R) e le attrezzature trainate (S). Restano pertanto escluse le attrezzature portate e semiportate – aspetto da precisare visto che in merito sono circolate molte fake-news – e le macchine operatrici semoventi.

Fatta eccezione per i cingoli, tutte le altre categorie vengono distinte in due sottogruppi, a e b. Con “a” si intendono i veicoli la cui velocità di progetto è inferiore al limite di 40 km/h, con “b” i veicoli la cui velocità di progetto supera i 40 km/h.

In altre parole, al contrario di quanto imposto dal Codice della Strada (art. 47) – per il quale le macchine agricole semoventi a ruote non possono superare i 40 km orari e quelle cingolate i 15 – il Regolamento 167 (all’art. 5) stabilisce che le macchine agricole nuove possono avere velocità di progetto maggiore di 40 km/h. Una novità non scontata.

 

DIMENSIONI, IL PROBLEMA È LA LARGHEZZA

Il principale tema in fatto di dimensioni è la nuova larghezza introdotta, ossia 3 metri.

Per il Codice della Strada, però, una larghezza maggiore di 2,55 metri implica (nuovamente) che si entri nel campo dell’eccezionalità e pertanto per circolare occorre una documentazione ben precisa (si veda articolo 104 del CdS).

Non cambia nulla, invece, per le altre dimensioni, che restano coerenti con il Codice della Strada: per i trattori, i cingolati, i rimorchi e le attrezzature trainate, la lunghezza massima è pari a 12 metri, l’altezza (massima) a 4 metri.

 

LE NOVITÀ IN TERMINI DI MASSA MASSIMA A PIENO CARICO

Per quanto riguarda la massa per i trattori a ruote, rispetto a quanto dettato dal Codice della Strada, non cambia nulla: la massa massima tecnicamente ammissibile era e resta 18 tonnellate.

Cambia invece (e di molto) per i cingolati: dalle 16 tonnellate previste dall’omologazione nazionale alle 32 tonnellate del Regolamento 167.

Novità anche per rimorchi e attrezzature: la massa massima dei rimorchi e delle attrezzature monoasse passa dalle 6 tonnellate dell’omologazione nazionale, la quale include il carico statico verticale Fv, alle 10 o 11,5 tonnellate (rispettivamente, per l’asse non motorizzato e per l’asse motorizzato) della Mother Regulation, la quale non considera il carico statico.

Inoltre, la Mother Regulation fa dei distinguo in termini di massa ammissibile a seconda della distanza tra gli assi: 11-16-18-20 tonnellate nel caso di rimorchi a due assi a timone rigido (contro le 14 tonnellate del Codice della strada); 11-16-18 tonnellate per rimorchi a due assi se il timone non è rigido (11-14 tonnellate secondo il Codice della strada); 21-24 tonnellate nel caso di rimorchi a tre assi a timone rigido e (20 tonnellate per il Cds); 21-24 tonnellate per rimorchi a tre assi se il timone non è rigido (20 tonnellate secondo il Cds); 32 tonnellate (o 40, come richiesto dai costruttori) nel caso di rimorchi a quattro assi.

Massa massima ammissibile dei rimorchi a due assi a timone rigido

 

Quanto alla massa massima ammissibile del treno, come si diceva, si è in attesa di precisazioni da parte del Ministero, ma occorre tenere presente che possono circolare su strada solo trattori e veicoli rimorchiati omologati e combinati in complessi con le masse previste dal Regolamento 167, altrimenti vale quanto riportato nel Codice della Strada.

Per maggiore chiarezza, basti ricordare che per verificare la fattibilità del treno è il veicolo vecchio a condizionare quello nuovo.

In altri termini, valgono le seguenti combinazioni: se il trattore e il rimorchio sono entrambi omologati secondo il Regolamento Mother Regulation, allora la massa massima del rimorchio (o della attrezzatura) può arrivare a 32 tonnellate.

Se, invece, il rimorchio è nuovo (quindi omologato secondo il 167), ma il trattore è vecchio, la massa massima trainabile è 20 tonnellate (non 32!).

Sempre 20 tonnellate se ad essere vecchio è il rimorchio, non importa che il trattore sia omologato Mother Regulaton e dunque potenzialmente adatto a trainare 32 tonnellate.

 

FRENATURA, LE NUOVE CASISTICHE

Novità anche in termini di frenatura: scompare la frenatura idraulica a una linea e per il rimorchio omologato Mother Regulation vi sono 4 possibilità: nessun freno per i rimorchi inferiori a 1,5 tonnellate  (3,5 tonnellate per le attrezzature), freni ad inerzia per i rimorchi tra 1,5 e 3,5 tonnellate  (tra le 3,5 e le 8 tonnellate per le attrezzature) – escono quindi di scena i freni meccanici previsti dal Codice della Strada – freni idraulici a 2 linee o pneumatici per i rimorchi superiori a 3,5 tonnellate.

Se, però, i trattori superano la velocità di 60 chilometri orari (il che ora è possibile) in quel caso è obbligatorio l’ABS.

Venendo al treno, la situazione che viene crearsi è la seguente. Se trattore e rimorchio sono entrambi nuovi (dunque conformi al 167), il trattore deve essere dotato di freni idraulici, pneumatici, idraulici + pneumatici. Il rimorchio può montare freni a inerzia, idraulici o pneumatici.

Per complessi formati da rimorchio vecchio e trattore nuovo, rimorchi e attrezzature trainate possono essere dotati di freni ad inerzia, freni meccanici, idraulici o pneumatici.

Emerge quindi un problema di compatibilità: trattore vecchio e rimorchio nuovo sono compatibili, ma il trattore nuovo con rimorchio vecchio a 1 linea no.

Esiste però una sorta di permesso del Ministero dei Trasporti (valido fino alla fine del 2020), che permette di continuare a usare i (numerosi) rimorchi vecchi in circolazione in abbinamento con i trattori nuovi. In pratica, è prevista l’omologazione di trattrici con impianto idraulico a una linea per la frenatura di veicoli trainati con idraulica a una linea.

 

L’ACCOPPIAMENTO SI COMPLICA

Ai sensi del Regolamento 167, sui trattori possono essere montanti diversi tipi di ganci: a perno, a uncino, piton, a sfera e le barre di traino Iso 6489-5, Iso 6489-3. Ne consegue che i rimorchi e le attrezzature possano essere dotati di occhioni girevoli, fissi, torici per ganci a uncino e piton, per barre di traino e per veicoli commerciali, nonché con calotte per ganci a sfera.

Diventa pertanto imprescindibile, al momento dell’acquisto, la verifica della compatibilità tra gancio dei trattori e occhione dei rimorchi. In caso di incompatibilità, l’accoppiamento trattore-rimorchio non è fattibile.

La Mother Regulation introduce anche i due bracci inferiori dell’attacco a tre punti tra i collegamenti meccanici per il traino dei rimorchi fino a 3.5 tonnellate. Ma tale collegamento ha dei limiti: il rimorchio deve infatti avere uno snodo che gli consente una rotazione intorno a un asse verticale, il che potrebbe generare confusione con i rimorchi semi-portati.

 

… E LA REVISIONE?

Per le macchine agricole nuove rientranti nella cosiddetta categoria Tb, dunque quelli con velocità maggiore di 40 km/h, si impone la prima revisione quattro anni dopo la data di immatricolazione e poi ogni due anni (esattamente come si fa con autovetture).

Poiché il decreto che ha recepito le direttive comunitarie 2014/45/CE e 2014/47/CE è applicabile dal 20 maggio scorso, i trattori Tb verranno quindi revisionati a partire dal 20 maggio 2022.

Per i trattori Ta, invece, ossia i cosiddetti trattori lenti (o vecchi) non si sa ancora se dovranno essere revisionati: come è noto l’iter per giungere al decreto attuativo che ne deve stabilire le regole è in alto mare.

 

LE ALTRE NOVITÀ

Tra le novità introdotte dal Regolamento 167, ci sono lo stacca batterie obbligatorio, il tachimetro (obbligatorio per velocità superiori s 30 km/h), i due specchietti retrovisori (uno per lato).

È inoltre obbligatoria la colorazione dei comandi: l’arancione per tutto ciò che riguarda movimentazione e stazionamento, quindi acceleratore e freno a mano, il giallo è relativo ai comandi della PTO. A proposito di PTO, per ragioni di sicurezza, se questa è in funzione e il trattore (in movimento) viene abbandonato improvvisamente, si deve disinserire entro 7 secondi da quando l’operatore abbandona il sedile.

Sempre in tema di discesa dal trattore, in caso di abbandono insicuro (dunque la velocità di marcia è maggiore a zero), devono intervenire degli avvisatori acustici e visivi.

Quanto alla fase di avviamento, questo è da ritenersi sicuro solo se l’operatore è al posto di guida durante la fase di avviamento, la PTO è disinserita, il pedale della frizione innestato e la leva del cambio disinserita. Altrimenti il motore non si accende.

Altre novità riguardano i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento, i ROPS. In pratica, questi non sono obbligatori per i trattori T2 con massa a vuoto inferiore a 400 kg.

Per finire, sui rimorchi diventano obbligatori la barra para incastro, le luci posteriori, le luci bianche anteriori.

 

© Emanuela Stìfano

 

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