Motori Stage V: l’UE concede la moratoria di dodici mesi

News 16/07/2020 -

Alla fine l’auspicata e invocata proroga delle scadenze per i motori Stage V è arrivata.

Lo scorso 10 luglio il Parlamento europeo ha adottato un testo che estende di 12 mesi l’applicazione delle scadenze 2020 e 2021 elencate nei Regolamenti 2016/1628/UE sulle emissioni di gas di scarico provenienti dalle macchine mobili non stradali (NRMM) e 2018/985/UE specifico per i veicoli agricoli. Scadenze che erano così fissate: 30 giugno 2020 per potenze inferiori o uguali a 56 kW (76 cavalli) e uguali o superiori a 130 kW (circa 177 cavalli) e 31 dicembre 2021 per potenze comprese tra 56 e 130 kW.

 

IL PRESSING ESERCITATO DALLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE HA DATO I SUOI FRUTTI

Come prevedibile, il voto del Parlamento europeo ­ – che spiana la strada per l’adozione e la pubblicazione finale nella Gazzetta ufficiale della versione modificata del regolamento europeo 2016/1628 ­ – è stato accolto con grande soddisfazione dalle associazioni industriali europee che rappresentano il settore NRMM – in particolare CECE (Commitee for European Construction Equipment), CEMA (European Agricultural Machinery Association), EGMF (European Garden Machinery Federation), EUnited Municipal Equipment & Cleaning, Europgen (European Association of the Generating Set Industry) e FEM (European Materials Handling Federation) – autrici nei mesi passati di un’azione di pressing sulla Commissione europea per la concessione di una moratoria temporanea, ritenuta necessaria per effetto delle perturbazioni causate dall’emergenza Coronavirus.

 

UNA MISURA RESA NECESSARIA DALLA PANDEMIA DI COVID-19

«Il voto del Parlamento è stato fondamentale per prevenire ulteriori danni economici causati dalla pandemia di Covid-19 alle nostre industrie manifatturiere e proteggere migliaia di posti di lavoro qualificati che da esse dipendono», ha dichiarato il segretario generale del CEMA Jérôme Bandry.

«Questa misura, priva peraltro di ripercussioni negative dal punto di vista ambientale – ha proseguito Bandry – senza pregiudicare il rigore della legislazione europea in materia di emissioni darà al nostro settore il tempo necessario per installare nelle macchine i motori di transizione, già prodotti o acquistati, immetterli sul mercato ed essere conformi con i sempre più stringenti requisiti richiesti. L’assenza di di una moratoria avrebbe comportato invece inutili sprechi di materie prime e risorse, in aggiunta ai costi finanziari».

 

PROVVEDIMENTO CON APPLICAZIONE RETROATTIVA

Il settore NRMM, ­ riferisce il documento congiunto redatto dalle associazioni di settore, ha espresso particolare soddisfazione per l’applicazione retroattiva di questo emendamento legislativo che fornisce ai costruttori la necessaria certezza giuridica. Una esigenza dettata dai rinvii intervenuti nella presentazione della proposta legale da parte della Commissione e da un leggero ritardo nella fase di adozione.

Il settore invita infine la Commissione a continuare a monitorare l’effetto di Covid-19 sull’industria e a condurre una valutazione tempestiva di tale impatto, presentando una nuova relazione al Parlamento e intraprendendo nuove azioni legislative, se del caso.

 

 
Fonte: CEMA
Fonte immagini: Meccagri (rielaborazione apertura), Deutz AG.

 

vedi anche:

Covid-19: l’industria chiede all’Ue di posticipare le scadenze per i “motori di transizione” allo Stage V

 

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