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Nardi: l’89 per cento delle azioni ceduto ad una società straniera

By at gennaio 8, 2018 | 12:45 | Print

Nardi: l’89 per cento delle azioni ceduto ad una società straniera

La Nardi spa di Selci-Lama (Perugia), azienda con un illustre passato alle spalle nella produzione di attrezzature per la lavorazione del terreno e la semina, parlerà d’ora in poi inglese, visto che l’89,3 per cento del pacchetto azionario è stato acquistato dalla società Xete Investiment di Londra.

La notizia, che ha avuto larga eco sulla stampa e sulle reti televisive locali, è stata ufficializzata lo scorso dicembre, qualche giorno prima di Natale, dalle forze sindacali di Fim, Fiom e Uilm, dopo l’incontro con i vertici dell’azienda.

 

SI PROFILA UNA PESANTE RISTRUTTURAZIONE 

La Xete Investiment, che subentra alla famiglia Nardi, ha già dato l’incarico alla società svizzera Ancorage di gestire la ristrutturazione aziendale. Una ristrutturazione, sia organizzativa sia a livello di organico che, a detta dei sindacati, si annuncia particolarmente pesante per i 104 dipendenti dell’azienda umbra, ma per avere qualche elemento in più bisognerà attendere l’imminente nuovo incontro dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali con la nuova proprietà.

Si è inoltre appreso che alla guida della storica realtà altotiberina si è già insediato il nuovo consiglio di amministrazione composto da Paolo Carloni, consulente di Città di Castello, Marco Labbadini e Carlo Milani per la società svizzera.

 

UN’AZIENDA DALLA STORIA ULTRACENTENARIA

Alla Nardi va il merito di aver fatto da volano allo sviluppo economico e sociale dell’alta valle del Tevere. Correva l’anno 1895 quando Francesco Nardi, di ritorno dall’Argentina sviluppò una di quelle intuizioni che hanno cambiato la vita degli agricoltori alleggerendone la fatica: l’ideazione di un nuovo aratro a trazione animale, il voltorecchio, progenitore del moderno aratro reversibile.

Da piccola officina, dove le macchine per il lavoro dei campi venivano fabbricate su ordinazione e cedute ai committenti in cambio di derrate agricole, la Nardi era arrivata a raggiungere negli anni Sessanta un fatturato di 150 miliardi di lire ottenuto con una manodopera formata da un migliaio di addetti.

Agli inizi degli anni Duemila risale l’operazione di riassetto organizzativo che ha riunito in un’unica società le aziende della holding familiare (Nardi Francesco & Figli, Sogema, Marzia Seminatrici) condotte in precedenza in maniera indipendente.

Tra i “pezzi forti” della Nardi merita una citazione l’aratro Delfino (nella foto sopra), progettato in collaborazione con l’agronomo italiano Venanzio Vallerani, insignito di numerosi riconoscimenti e inserito tra le 14 “best practice” mondiali per la gestione sostenibile del suolo in aree desertiche.

 

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