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Nobili: l’innovazione continua

By at Gennaio 31, 2017 | 16:48 | Print

Nobili: l’innovazione continua

Da oltre mezzo secolo in auge come affermata specialista della produzione di trince, irroratrici ed elevatori, la Nobili spa deve la sua fisionomia di azienda di successo mondiale ed in continua evoluzione soprattutto alla scelta di investire massicciamente in ricerca e sviluppo.

Mettendo dunque innovazione e tecnologia al centro di un dinamismo progettuale, associato ad alta professionalità e a collaborazioni con prestigiosi istituti universitari, che si traduce nelle sempre più efficienti e progredite, e al tempo stesso affidabili e funzionali, macchine agricole offerte dalla vivace ditta di Molinella (Bologna), ormai indiscusso punto di riferimento nei settori dell’irrorazione e della trinciatura.

 

ADAPTIVE, NOVITÀ TECNICA A EIMA 2016

Due settori nei quali la carica innovativa dell’impresa emiliana ha trovato particolare riscontro nell’ambito di Eima International 2016, dove ben due riconoscimenti di Novità Tecnica sono andati ad arricchire il medagliere di casa Nobili: uno se lo è aggiudicato l’irroratrice Adaptive (nella foto sopra e in quella di apertura) (insignita anche del Premio Blu per il ridotto impatto ambientale) – sviluppata in collaborazione con il Dipartimento di gestione dei sistemi agrari, alimentari e forestali (Gesaaf) dell’Università di Firenze – mentre l’altro è andato alla polivalente trincia SLS.

 

CANOPY READING SYSTEM, UN NUOVO CONCETTO DI IRRORAZIONE

Sul fronte della difesa delle colture, ad una distribuzione di fitofarmaci efficace e mirata, nell’ottica di ridurre al minimo gli effetti di deriva e le perdite di prodotto, guarda la pluripremiata irroratrice trainata a convogliamento d’aria Adaptive dotata dell’esclusivo Canopy Reading System: un sistema a rateo e flussi d’aria variabili in grado di garantire, unitamente a semplicità di impiego, una lettura in tempo reale delle condizioni della vegetazione.

 

PORTATA D’ARIA E DI MISCELA REGOLATE IN MODO CONTINUO

Interruzione dell’erogazione e orientamento dei moduli esterni.

 

Nei canali di convogliamento di flusso verso il bersaglio, infatti, i diversi parametri – non soltanto la portata di miscela di fitofarmaco distribuita ma anche intensità, direzione e chiusura del flusso d’aria – vengono regolati in modo continuo ed automatico in base alle rilevazioni relative alla presenza e alla densità di vegetazione eseguite da sensori ad ultrasuoni, installati sulla macchina, che eliminano la necessità di operazioni di mappatura preliminari (spesso costose e non sempre aggiornate allo stato reale del campo) semplificando in un unico passaggio analisi del vigore vegetativo e corretta distribuzione dei prodotti.

 

EFFETTI DERIVA E PERDITE RIDOTTI AL MINIMO

Decisamente positivi, va sottolineato, i risultati registrati durante le prove di distribuzione in campo con Adaptive-Canopy Reading System: i test su varie colture arboree hanno evidenziato una riduzione della deposizione fuori bersaglio pari al 77 per cento, abbinata ad un consumo di miscela per ettaro inferiore del 68 per cento.

 

TRINCIATRICE LATERALE SLS

Alto tasso di innovazione e spiccata flessibilità operativa contraddistinguono anche la trinciatrice laterale SLS (nella foto sopra), concepita per la gestione di bordi e scarpate stradali, che è disponibile nelle larghezze di lavoro di 160 e 190 centimetri e può essere accoppiata al trattore sia anteriormente sia posteriormente.

 

AGGANCIABILI ANTERIORMENTE O POSTERIORMENTE AL TRATTORE

Prerogativa che rende unica questa trincia sul mercato – fa notare Nobili – è la sua capacità di associare tutti i movimenti idraulici della testata presenti sulla macchina (funzionanti tramite cinque martinetti abbinati ad altrettanti cinematismi) alla possibilità di essere distaccata dall’attacco anteriore del trattore e ricollegata all’attacco posteriore a tre punti (o viceversa) direttamente in campo, senza richiedere l’ausilio né di utensili per la riconfigurazione della macchina né di attrezzi per il sollevamento.

 

TUTTO CON UN PERNO

Tutto questo grazie all’elemento cardine della progettazione della SLS, vale a dire un perno verticale – fulcro di un brevetto depositato dall’azienda bolognese a livello europeo – che, oltre a consentire il semplice e rapido spostamento, garantisce il funzionamento del sistema antishock.

 

MASSIMA POLIVALENZA

Assolutamente degni di nota, poi, i limitati tempi richiesti dalle procedure per lo sgancio della trincia SLS e per il suo riaggancio in posizione diversa: un minuto e mezzo o due al massimo con un solo operatore e circa trenta secondi con due operatori.

 

TRINCE LATERALI TBE E TBE-S SERIE 10

Accanto a questa novità di punta, Nobili ha presentato all’ultima edizione dell’Eima altre significative nuove proposte nell’ambito della trinciatura. A partire dalle trince laterali con braccio a parallelogramma TBE e TBE-S serie 10, ideali per la manutenzione del paesaggio, di argini e di aree verdi, offerte con larghezze di lavoro di 160, 190 e 220 centimetri e adatte a trattori con potenze comprese tra 60 e 110 cavalli.

Robuste come le sorelle maggiori TBE e TBE-S della serie 102, le nuove trince ne mutuano le caratteristiche di spicco, quali il telaio in acciaio ad alta resistenza, la doppia cofanatura, il doppio controcoltello, le slitte in Hardox e il cinematismo della testata con ampio range di inclinazioni (da meno 65 gradi a più 90 gradi).

Dotate di serie di sistema antishock a biella contro gli urti in lavori, inoltre, consentono, grazie allo spostamento laterale – maggiore sul modello TBE-S dove il gruppo rinvio risulta esterno al telaio – una trinciatura in posizione laterale più omogenea.

 

TRINCE BC SERIE 1000

Si segnalano poi per la loro duttilità a tutti gli impieghi agricoli le trince BC serie 1000 (nella foto sopra), espressamente pensate da Nobili come valida soluzione per le esigenze della gestione dei residui di colture a campo aperto, che pretendono sempre più non soltanto una trinciatura fine per contrastare vari problemi agronomici (vedi, ad esempio, la piralide del mais) ma anche produttività elevate e ridotti costi di manutenzione.

Disponibili nelle larghezze di lavoro da 240 a 450 centimetri nella versione posteriore, e da 280 a 320 centimetri nella versione reversibile, accoppiabile sia frontalmente sia posteriormente al trattore, le efficienti e affidabili trince BC serie 1000 richiedono potenze che vanno dai 90 ai 350 cavalli e annoverano, tra i punti di forza, il telaio a cassone alto in acciaio ad elevata resistenza e la lamiera di consumo, nonché il doppio controcoltello e la possibilità di poggiare, durante il lavoro, sia su ruote sia su rullo.

 

NEBULIZZATORE VENTIS, SEMPRE PIÙ ACCESSORIATO

In tema di irrorazione, invece, alla rassegna bolognese era esposta la più aggiornata versione del nebulizzatore pneumatico Ventis (nella foto sopra), ora dotato da Nobili di una incrementata gamma di accessori che consentono di personalizzare la macchina in base alle diverse colture e condizioni di lavoro.

 

NUOVA TURBINA AD ASPIRAZIONE ANTERIORE, PER GLI IMPIANTI A TENDONE

Nuovo, dunque, il sistema di taratura – grazie al quale è possibile variare, oltre alla quantità di prodotto distribuito, la dimensione media delle goccioline erogate – e nuova la turbina ad aspirazione anteriore, particolarmente indicata per gli impianti a tendone, abbinata ai nuovi erogatori a ventaglio con sezioni indipendenti (brevetto dell’impresa emiliana).

 

LE SOLUZIONI PER IL FRUTTETO

Numerose sul Ventis anche le soluzioni studiate per il frutteto, con facoltà di scelta tra testate a doppia o singola girante, al fine di garantire il miglior compromesso tra assorbimento di potenza e volume di aria erogato (le turbine sono infatti in grado di sviluppare velocità dell’aria superiori a 120 metri/secondo, in variante a semplice aspirazione, e a 185 metri/secondo in variante a doppia aspirazione).

Per ottimizzare la penetrazione del prodotto nella parete vegetativa del frutteto, poi, queste ventole sono associate alle nuove mani a tre dita che riescono a proiettare le finissime gocce anche nelle chiome più dense.

L’upgrade del Ventis ha previsto anche una nuova calotta in polietilene che ridistribuisce l’aria allo scopo di ottimizzare i flussi e le velocità.

Da rimarcare, in sintesi, il fatto che il sistema di testate modulari, adattabile ad ogni tipo di impianto, permette di fatto di lavorare nel tendone come nella spalliera, fino all’impiego del Ventis con scavallanti capaci di irrorare da quattro a sei facciate in un singolo passaggio.

 

BARRE IRRORATRICI OKTOPUS BOOM

Debutto ad Eima 2016, infine, per il più recente modello di irroratrice con sistema Oktopus Nobili, che – in vista di una omogenea e precisa distribuzione della miscela antiparassitaria sull’intero volume vegetale e soprattutto nelle zone più interne e nella pagina inferiore delle foglie – abbina un getto d’aria ad alta velocità al sistema di polverizzazione a ugelli: si tratta dell’Oktopus Boom, disponibile con cisterne da 600, 800, 1.000 e 1.200 litri, in cui il flusso d’aria viene generato da un ventilatore centrifugo ad elevate prestazioni, in grado di sviluppare velocità in uscita molto superiori a quelle di un sistema a manica d’aria tradizionale.

Appositamente messo a punto per questa applicazione, inoltre, il convogliatore garantisce velocità costanti per l’intera larghezza di lavoro – pari a 10 metri – del nuovo Oktopus Boom.

Questa barra irroratrice oscillante può essere equipaggiata con otto o dieci bocchette – dotate di un doppio getto chiudibile fuori flusso, con sistema antigoccia e getti antideriva – che sono indipendenti e regolabili, così da permettere di orientare il flusso di prodotto nebulizzato soltanto verso le zone in cui è presente la vegetazione.

Si ottiene, pertanto, una notevole efficienza nell’erogazione di trattamenti mirati sulle colture di pieno campo che richiedono una penetrazione ottimale nella massa vegetativa (pomodori, patate, cipolle, meloni, legumi, per dirne alcune) e su vivai (barbatelle e ornamentali).

 

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