Nuova Zelanda: alla fiera “National Agricultural Fieldays” per la prima volta una collettiva italiana

Mercati 12/01/2023 -
Nuova Zelanda: alla fiera “National Agricultural Fieldays” per la prima volta una collettiva italiana

Agenzia ICE, nell’ambito dell’attività promozionale dedicata al settore della meccanizzazione agricola, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Wellington e con l’associazione di categoria FederUnacoma, sta organizzando per la prima volta una partecipazione collettiva italiana alla fiera “New Zealand National Agricultural Fieldays” che si terrà ad Hamilton, in Nuova Zelanda – Isola del Nord, dal 14 al 17 giugno 2023, con l’obiettivo di sostenere la presenza italiana sul mercato neozeolandese, oltre che australiano (trattandosi dell’evento di settore di riferimento per entrambi i Paesi).

Organizzata dalla New Zealand National Fieldays Society, associazione che promuove la crescita e lo sviluppo di agricoltura, agribusiness ed agritech, la manifestazione ha cadenza annuale ed è considerata la principale fiera di macchinari, tecnologie e servizi per l’agricoltura dell’emisfero meridionale, rivolta sia alla distribuzione sia all’utilizzatore finale. Vi prendono parte mediamente 1.400 espositori e circa 150 mila visitatori.

All’evento partecipano da diversi anni il Regno Unito e l’Irlanda come sistema Paese – e di recente anche la Corea del Sud – nonché le principali aziende e multinazionali del settore, tra cui: Fiat FCA New Holland, Case IH, Iveco Trucks, Antonio Carraro (attraverso la sede di Sydney).

 

CRESCITA A DUE CIFRE DELLE VENDITE DI TRATTORI NEL 2021 E 2022

Il report “New Zealand Tractors Market – Industry Analysis & Forecast 2022-2028” di ResearchAndMarkets prevede che il mercato trattoristico neozelandese crescerà a un CAGR del 3,14%  nel periodo 2022-2028. Previsioni che si fondano, oltre che sull’esigenza di nutrire una popolazione di oltre 5,1 milioni di persone incrementando la produttività, sui buoni redditi degli agricoltori locali legati ai forti prezzi delle materie prime che hanno accresciuto negli ultimi due anni la disponibilità ad effettuare investimenti per l’acquisto di macchine e attrezzature, per le quali beneficiano oltre tutto di prestiti agevolati.

Nel 2021, stando ai dati diffusi dalla New Zealand Tractor & Machinery Association (TAMA) che rappresenta importatori, produttori e rivenditori di macchinari agricoli, sono stati venduti complessivamente nella nazione 4.192 trattori (il secondo dato più alto dell’ultimo decennio), in crescita del  24 per cento rispetto all’anno precedente.

Un trend favorevole che è proseguito nel 2022, con vendite da gennaio a luglio (ultimi dati disponibili) a quota 2.076 trattori e incrementi particolarmente consistenti nella fascia di potenza da 100 a 180 cavalli (+29% rispetto al corrispondente periodo del 2021) e in quella oltre i 180 cavalli (+20%) da attribuire a grandi aziende e contoterzisti.

Come ha illustrato il presidente di TAMA Kyle Baxter nel corso della tradizionale conferenza annuale dell’Associazione svoltasi lo scorso settembre, le vendite medie annue di trattori sono passate da 3.200 unità negli anni 2008-2012 a 4.200  nel periodo 2019-2023: una crescita che rappresenta per il settore molte opportunità, ma anche grandi sfide. Con riferimento al 2022 si stima che i trattori rappresentino il 21,5% dei ricavi totali del settore, per l’esattezza 752,5 milioni di dollari neozelandesi, parti a circa 443 milioni di euro (vedi tabella qui sopra).

In deciso aumento (+30%) lo scorso anno anche le vendite di presse e attrezzature per la fienagione, mentre un autentico exploit hanno fatto registrare le vendite di carri per insilati e alimentatori per balle (+500%) e quelle di attrezzature per la raccolta (+150%).

 

I MACCHINARI D’IMPORTAZIONE, CON GERMANIA E USA IN TESTA, DOMINANO IL MERCATO

In considerazione della scarsa rilevanza dell’industria nazionale produttrice di macchinari agricoli –il cui apporto nel 2022 veniva stimato in 839,5 milioni di dollari neozelandesi pari a circa 497 milioni di euro – incapace peraltro di raggiungere le stesse economie di scala di produttori stranieri quali Germania e USA e pertanto destinata ad occupare sempre più mercati di nicchia, il mercato locale è costituito per larghissima parte da macchine di importazione.

Come riferisce il report “Settore Macchinari Agricoli in Nuova Zelanda” a cura di ICE Sidney datato Febbraio 2022, il 22% del mercato delle importazioni di macchinari agricoli in Nuova Zelanda è composto dalle merci provenienti dalla Germania, al primo posto nel periodo agosto 2020-luglio 2021 con 94 milioni di euro, seguita dagli Stati Uniti con 81 milioni di euro.

Un terzo delle importazioni di macchinari agricoli in Nuova Zelanda è costituito da trattori, in particolare da quelli con potenza motore compresa fra 75 e 130 kW (100,8 milioni di euro), in crescita, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, del 52% rispetto al corrispondente periodo degli anni precedenti.

 

LE OPPORTUNITÀ PER I COSTRUTTORI ITALIANI

Sempre prendendo come fonte il citato report curato da ICE Sidney, l’Italia con 30 milioni di euro si trova in sesta posizione nella classifica dei Paesi importatori di macchinari agricoli in Nuova Zelanda, dietro a Francia, Cina e Inghilterra.

Quasi il 50% delle importazioni di macchinari agricoli italiani in Nuova Zelanda si riferisce ai trattori: quelli con potenza motore compresa fra 37 e 75 kW nel periodo in esame sono valsi 8,4 milioni di euro, mentre il valore di quelli con potenza motore fra 75 e 130 kW è stato di 5,4 milioni di euro. In forte crescita rispetto al periodo precedente, +90% circa, sia gli atomizzatori per agricoltura o orticoltura sia le parti di macchine agricole, orticole, forestali e per l’apicoltura.

Per concludere, ci sono diversi aspetti che potrebbero condizionare anche in maniera pesante il mercato delle macchine agricole negli anni a venire, a cominciare dall’impegno assunto dal Governo neozelandese di ridurre drasticamente le emissioni totali di gas serra (GHC)  fino a rendere il Paese “carbon neutral”. Un obiettivo che si è cercato di raggiungere con la tanto discussa proposta di tassare le emissioni di gas serra provenienti negli allevamenti intensivi e introdurre nel 2025 il primo mercato del carbonio al mondo per metano e ossido di azoto prodotti nelle stalle, contro la quale gli allevatori sono scesi in strada alla guida dei loro trattori (nella foto sotto) obbligando il Governo a correggere, seppure parzialmente, il tiro.

Si tratta ora di vedere come evolverà il confronto nei prossimi mesi fino alla messa a punto dell’esatto meccanismo che verrà applicato ma, senza entrare troppo nei dettagli, sta di fatto che anche l’adozione di trattori e macchine agricole ad alta efficienza energetica alimentati con carburanti alternativi come gas naturale liquefatto, gas naturale compresso ecc. rappresenta ormai per molti versi un percorso obbligato.

 

 
© riproduzione riservata
Fonte tabelle: “Settore Macchinari Agricoli in Nuova Zelanda” a cura di ICE Sidney, Febbraio 2022.
Fonti immagini: Antonio Carraro – New Zealand Pagina Facebook; Fieldays NZ Pagina Facebook; New Holland Agriculture New Zealand Pagina Facebook;  New Zealand Tractor & Machinery Association – TAMA Pagina Facebook. 
Photo credit prima foto dall’alto: Stephen Barker / Barker Photography. ©NZNFS Inc.

 

L'azienda del mese
Sotto i riflettori