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Nuovo calendario fieristico della meccanizzazione agricola? L’asse franco-tedesco non la spunta

By at Marzo 1, 2019 | 00:30 | Print

Nuovo calendario fieristico della meccanizzazione agricola?  L’asse franco-tedesco non la spunta

A quanto pare il calendario internazionale degli eventi fieristici dedicati alla meccanizzazione agricola non subirà, almeno per ora, sconvolgimenti, visto che il Sima conserva l’attuale collocazione e l’appuntamento con la prossima edizione è fissato a febbraio 2021.

A dare la notizia è stato il presidente del Sima e di Axema, l’associazione che raggruppa i costruttori francesi, Frédéric Martin (nella foto sopra), nel corso della serata Aftershow di Sima alla presenza di una nutrita rappresentanza di espositori, giornalisti ed ospiti internazionali.

 

SIMA IN CERCA DI MAGGIORE VISIBILITÀ

Frédéric Martin (a sinistra),  presidente del Sima e di Axema, con Didier Guillaume, ministro dell’Agricoltura e dell’alimentazione francese, alla cerimonia inaugurale del Sima 2019.

 

Martin ha però precisato che la decisione di mantenere invariato il periodo di svolgimento del Salone parigino è arrivata dopo una lunga discussione che ha coinvolto organizzatori e costruttori alla ricerca di un riposizionamento della manifestazione che, aggiungiamo noi, tornasse a conferire al Sima la visibilità che nel corso delle ultime edizioni è apparsa un po’ offuscata e sicuramente al di sotto delle velleità della “grandeur” dei cugini transalpini.

Sta di fatto che con la sua dichiarazione Martin ha confermato l’esistenza di un dibattito all’interno della stessa Axema dando così piena autorevolezza alle voci che circolavano con insistenza sin dall’apertura della rassegna francese e che davano il Sima già dalla prossima edizione riposizionato nel mese di novembre degli anni pari in piena concorrenza con l’Eima alla quale addirittura sarebbe andato a sovrapporsi nei due giorni iniziali della manifestazione.

Da qui la ferma presa di posizione di FederUnacoma che ha scelto di giocare in attacco chiamando a raccolta i propri associati presenti a Parigi e dedicando a questa spinosa questione una parte dell’incontro con la stampa originariamente destinato alla presentazione di Agrilevante e di Eima Agrimach.

 

UN RIPOSIZIONAMENTO FONTE DI PESANTI DISTORSIONI

Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma (a destra nella foto), e Massimo Goldoni, amministratore delegato di FederUnacoma surl, alla conferenza stampa organizzata nel corso del Sima.

 

«Nel sistema fieristico della meccanizzazione agricola esiste da diverso tempo un equilibrio consolidato – ha spiegato  il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – e modificandolo si andrebbero a creare delle distorsioni anche pesanti».

Nella fattispecie con lo spostamento del Sima negli anni pari lo sbilanciamento sarebbe stato nettissimo con ben quattro rassegne (Fieragricola, Fima, Sima ed Eima) impegnate a farsi concorrenza mentre negli anni dispari Agritechnica avrebbe avuto la strada completamente spianata trattandosi dell’unico evento di un certo calibro in calendario.

 

I PICCOLI COSTRUTTORI I PIÙ PENALIZZATI

Ma al di là della guerra tra fiere, l’aspetto da tener presente, come ha tenuto ad evidenziare Malavolti, è la duplice penalizzazione dell’agricoltore e del costruttore. In particolare, con riferimento a quest’ultima categoria, se le grandi industrie potranno limitarsi a suddividere l’investimento previsto tra più manifestazioni, i piccoli costruttori saranno costretti a fare delle scelte disertando alcune manifestazioni a favore di altre.

Malavolti ha anche ricordato la proposta che era stata fatta in seno al Cema, il comitato europeo delle associazioni dei costruttori di macchine agricole, di prevedere una cadenza triennale per Sima, Eima ed Agritechnica, un’ipotesi respinta, oltre che dai tedeschi, dagli italiani perché, ha rimarcato Malavolti, «noi rappresentiamo le piccole e medie aziende per le quali la fiera costituisce un momento commerciale molto importante e passare dalla cadenza biennale a quella triennale significherebbe togliere loro delle possibilità concrete di business».

 

L’EIMA DI OGGI HA LE SPALLE LARGHE

Quel che è certo è l’Eima di oggi ha una valenza ben diversa da quella di una decina di anni fa e, conseguentemente, anche FederUnacoma  ha visto crescere la sua capacità contrattuale.

«Il successo di Eima, che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario – ha ricordato il presidente dei costruttori italiani – è il frutto di scelte ben precise che abbiamo fatto a suo tempo, a cominciare dalla cadenza biennale, e anche dei forti investimenti nell’internazionalizzazione. D’altra parte non è certo cambiando le date che si porta al successo una manifestazione».

«L’industria italiana di macchine agricole – ha aggiunto – si colloca ai vertici mondiali, accanto a quella tedesca, ed è quindi più che normale che gli eventi fieristici di maggiore importanza in ambito europeo si svolgano in queste due nazioni».

 

NUOVI COMPETITOR SI AFFACCIANO ALL’ORIZZONTE

Rientrata l’offensiva franco-tedesca, l’equilibrio torna dunque a regnare nel panoramico fieristico internazionale ma il pericolo resta dietro l’angolo e in futuro, come ha evidenziato Malavolti, non saranno tanto gli eventi europei quelli dai quali ci dobbiamo guardare quanto le rassegne fuori dal Vecchio Continente che stanno crescendo considerevolmente»

 

© Barbara Mengozzi

 

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