HomeAttrezzatureProvitis: legatrice PA5000, la meccanizzazione della palizzatura verde Provitis: legatrice PA5000, la meccanizzazione della palizzatura verde Attrezzature 27/07/2026 - meccagri La gestione estiva della chioma rappresenta una delle fasi a maggiore intensità di manodopera nel ciclo colturale del vigneto. Tra queste operazioni, la palizzatura verde – ovvero il contenimento e l’indirizzamento verticale dei germogli – risulta determinante per ottimizzare l’intercettazione della radiazione solare, migliorare l’aerazione del grappolo e incrementare l’efficacia delle bagnature dei trattamenti fitosanitari. Al fine di razionalizzare i costi di gestione e sopperire alla carenza di manodopera qualificata, lo sviluppo di attrezzature specifiche ha subìto una forte accelerazione, portando sul mercato soluzioni scavallanti come la legatrice Provitis PA5000. ARCHITETTURA E CINEMATICA DEL SOLLEVAMENTO L’attrezzatura, concepita per il montaggio frontale su telai porta-attrezzi compatibili (come l’SMP 30 S/P), opera attraverso un’azione combinata di elementi meccanici e idraulici. Il recupero dei tralci ricadenti è affidato a due ampi nastri trasportatori a superficie ruvida. La conformazione di queste cinghie e le ampie possibilità di regolazione geometrica – che includono la convergenza, l’incidenza angolare e lo sbandamento rispetto alla fila – permettono di accompagnare la vegetazione verso l’alto in modo progressivo, minimizzando lo stress meccanico e i rischi di rottura dei germogli fertili. Ciascun nastro è azionato da motori idraulici a velocità regolabile ed è supportato da sistemi di sicurezza indipendenti ad avanzamento ed arretramento, progettati per preservare l’integrità strutturale dell’organo lavorante in caso di impatti accidentali con il terreno o con la palizzatura fissa. IL SISTEMA DI LEGATURA E CONTENIMENTO DELLA PARETE Subito a valle dei nastri convogliatori, il dispositivo provvede allo svolgimento simultaneo di due fili di contenimento ai lati della parete vegetale. La stabilità temporanea della “gabbia” così formata viene assicurata da un gruppo graffatore posteriore. A differenza dei sistemi tradizionali a incudine, il modulo della PA5000 utilizza una tecnologia a doppia griffa per modellare e applicare i punti di giunzione; questa scelta ingegneristica elimina gli urti ripetuti e previene i fenomeni di intasamento del caricatore causati da polvere o residui vegetali. Dal punto di vista dell’autonomia operativa, la sezione di stoccaggio è dimensionata per ospitare quattro bobine di filo e un quantitativo compreso tra le 1.000 e le 5.000 graffe preformate, riducendo sensibilmente i tempi morti per il rifornimento in campo. L’intero ciclo di legatura e la tensione dei fili vengono gestiti direttamente dalla cabina del trattore tramite un’interfaccia elettronica intuitiva. PARAMETRI OPERATIVI E REQUISITI IDRAULICI Sotto il profilo prestazionale, la Provitis PA5000 esprime la massima efficienza con velocità di avanzamento che si attestano normalmente fino a 5 km/h, in funzione della densità vegetativa della varietà e della tipologia di impianto. La macchina presenta un peso a vuoto della sola testata lavorante compreso tra i 180 e i 200 chilogrammi, configurandosi come un’attrezzatura relativamente leggera e bilanciata, che non altera l’equilibrio del trattore nei passaggi in pendenza. I requisiti energetici per l’azionamento dei motori idraulici e dei martinetti di regolazione sono contenuti: la portata d’olio richiesta all’impianto della trattrice è infatti di soli 17 litri al minuto, un valore ampiamente compatibile con le specifiche tecniche della quasi totalità dei trattori da vigneto e specializzati oggi in commercio. CONSIDERAZIONI AGRONOMICHE SUL TEMPISMO D’INTERVENTO Ai fini del corretto risultato agronomico, l’efficacia del cantiere di lavoro meccanizzato resta strettamente legata all’epoca di intervento. I rilievi di campo indicano che la finestra ottimale per il passaggio della legatrice si colloca nel momento in cui l’apice dei germogli supera di circa 15-20 centimetri l’ultimo filo fisso della spalliera. Un intervento precoce non consentirebbe un corretto intercettamento della massa fogliare, mentre un ritardo eccessivo esporrebbe i tralci ormai lignificati o troppo lunghi a stroncature durante la fase di convogliamento forzato all’interno dei nastri. © Meccagri – riproduzione riservata. Fonte immagini: Provitis. Attrezzature per il vigneto | PA5000 | Provitis