Quale meccanizzazione agricola per le isole minori?

Eventi 30/06/2022 -

L’attività agricola nelle isole minori può essere remunerativa, ma richiede tecnologie di nuova generazione.

 

AGRICOLTURA “TIPICA” E DI ALTA QUALITÀ, PRATICATA IN CONDIZIONI SPESSO DIFFICILI

Il Governo italiano ha individuato 55 isole (sulle circa 800 presenti nelle nostre acque territoriali) che hanno popolazione residente e terreni coltivabili sufficienti per realizzare un’agricoltura competitiva, capace di offrire prodotti tipici e di alta qualità che si integrano con l’economia isolana e che sono un richiamo anche turistico.

Dalle Egadi alle Eolie, dall’Elba a Pantelleria fino a Capraia, le isole minori si caratterizzano per i particolari vigneti, per gli orti panteschi, per le varietà di frutta e per le erbe aromatiche, coltivazioni che tuttavia si realizzano su terreni scoscesi, con scarsità d’acqua e poca manodopera disponibile.

 

OCCORRONO MACCHINE E ATTREZZATURE DI DIMENSIONI COMPATTE, PESO CONTENUTO E CON DOTAZIONI PARTICOLARI

Mezzi meccanici leggeri, trattrici cingolate per affrontare le pendenze, motori elettrici, sistemi irrigui di precisione, strumentazioni elettroniche sono le tecnologie che l’industria italiana può oggi mettere in campo per rendere coltivabili e produttivi i terreni isolani.

Di questo si è parlato lo scorso 17 giugno a Capraia, in occasione del convegno di illustrazione di Capraia Smart Island, un ampio progetto di economia circolare che valorizza le risorse del territorio e punta a rendere l’isola completamente autonoma sul piano energetico, agricolo e dello smaltimento rifiuti.

Il progetto – in continuo sviluppo e giunto alla quinta annualità – è ideato e coordinato dall’Associazione Chimica Verde bionet con l’ausilio di importanti partner scientifici: l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale per le ricerche (CNr-IIA), il Kyoto Club e Itabia Italian Biomass Association. Anche  FederUnacoma, la federazione italiana dei costruttori di macchine agricole,   supporta il progetto con la  ricerca di mezzi innovativi per le coltivazioni locali.

«L’isola di Capraia rappresenta un laboratorio molto interessante – ha fatto presente il direttore generale di FederUnacoma Simona Rapastella (nella foto sotto) nel corso del convegno  – utile per sviluppare modelli di meccanizzazione applicabili anche in altre realtà del Mediterraneo.

«Nel novembre prossimo daremo vita ad un Forum sulla meccanizzazione per le isole minori, nell’ambito della rassegna internazionale dell’Eima a Bologna ­– ha spiegato Rapastella – e in quell’occasione passeremo in rassegna tutte le tecnologie più innovative e i principali progetti di ricerca per nuove tipologie di mezzi, specificamente destinati all’agricoltura isolana».

 

IN PRIMO PIANO MOTORI ELETTRICI E SISTEMI DIGITALI

Come è stato illustrato, l’impiego di motori ad alimentazione elettrica in sostituzione di quelli tradizionali endotermici, oltre a diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti di carburanti, garantisce un minore impatto delle lavorazioni sugli ambienti insulari.

La digitalizzazione applicata alle macchine agricole, dal canto suo, permette al tempo stesso di abbattere i consumi energetici attraverso la razionalizzazione dei percorsi (anche facendo riocorso all’intelligenza artificiale), di contenere l’impiego di fertilizzanti e pesticidi e di ridurre i consumi di acqua per l’irrigazione.

 

ROBOT E DRONI SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI

Un importante contributo all’evoluzione dell’agricoltura delle isole minori può senz’altro arrivare dalla robotica. In particolare robot a guida autonoma, compatti e ad alimentazione elettrica, in grado di lavorare anche “in sciami” di macchine potranno trovare impiego nella preparazione del terreno e nella semina. Analogamente, alle operazioni di raccolta potranno essere destinati robot in grado di valutare lo stato di maturazione dei prodotti agricoli e di effettuarne la raccolta senza richiedere la presenza dell’operatore, con evidenti vantaggi in termini economici e di sicurezza.

Negli interventi di fertilizzazione, irrigazione e protezione delle colture effettuati secondo i dettami della precision faming, invece, è previsto un ricorso sempre maggiore ai droni, in grado di raggiungere agevolmente le colture e monitorarle da remoto.

«Sotto il profilo tecnologico – ha concluso Rapastella – due elementi saranno decisivi nel prossimo futuro: l’impiego di motori a batteria elettrica, caricabile mediante impianti fotovoltaici, e l’applicazione di tecnologie digitali avanzate, capaci di gestire in modo scientifico i fattori produttivi e di guidare flotte di robot agricoli in grado di intervenire sulle coltivazioni e di sostituire, dove necessario, il lavoro degli agricoltori».

 

 
Fonte: FederUnacoma
 

 

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