Rapporto distretti: le macchine agricole guadagnano il podio

Mercati 01/07/2022 -

Nonostante la grande incertezza e le difficoltà che caratterizzano lo scenario macroeconomico, i distretti industriali – quelli delle macchine agricole in primis – mettono a segno brillanti performance facendo da volano alla crescita del Paese. È quanto emerge dalla quattordicesima edizione del Rapporto annuale sull’economia e finanza dei distretti industriali realizzato da Intesa Sanpaolo che descrive gli impatti della crisi del 2020 e il forte rimbalzo del 2021, si concentra sulle reazioni delle imprese distrettuali alla crisi pandemica e si sofferma sulle priorità da affrontare, anche alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina.

 

CRESCITA A DOPPIA CIFRA DELL’EXPORT

Secondo gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo l’alta competitività dei distretti evidenziatasi nel 2021 ha trovato conferma nel primo trimestre di quest’anno durante il quale l’export delle imprese manifatturiere distrettuali è cresciuto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 19,3 per cento, con punte superiori al 20% in molte regioni, tra le quali la Lombardia (+25,5%), l’Umbria (+25,2%) e il Friuli-Venezia Giulia (+24,5%).

Nell’intero 2021, invece, il fatturato ha registrato un rimbalzo del 25,2 per cento, un dato superiore al 14,5% perso tra il 2019 e il 2020, con le esportazioni che hanno sfiorato i 133 miliardi di euro  toccando un nuovo record storico.

Non mancano però i fattori di preoccupazione. In particolare, con lo scoppio  della guerra in Ucraina le imprese devono fronteggiare un’ulteriore crescita dei prezzi delle commodity, che può mettere in pericolo i loro equilibri economico-finanziari, senza trascurare il venir meno, almeno momentaneamente, di un mercato, quello russo e ucraino, che per i distretti nel 2021 valeva 3,2 miliardi di euro, il 2,4 del totale.

 

UNA FORTE INTERNAZIONALIZZAZIONE

La capacità di presidiare i mercati esteri è senz’altro un punto di forza dei distretti che storicamente presentano una maggiore internazionalizzazione, misurata dal numero di partecipate estere (29 ogni 100 imprese vs le 19 delle aree non distrettuali) e dalla quota di imprese che esportano (62,1% vs 52,2%).

I Distretti sono ben posizionati anche in termini di capacità brevettuale, con 70,7 brevetti ogni 100 imprese; le aree non distrettuali si fermano a 51,5.

Un ulteriore fattore competitivo va individuato nelle filiere di prossimità: i fornitori infatti sono molto più vicini ai committenti di quanto avviene altrove (mediamente 116 chilometri, 24 in meno rispetto alle aree non distrettuali). Da segnalare altresì il più elevato il numero medio di fornitori per azienda (29 vs 25).

 

L’ADOZIONE DI TECNOLOGIE INDUSTRY 4.0 E LE NUOVE ENERGIE TRA LE AREE DI MIGLIORAMENTO

Il Rapporto di Intesa Sanpaolo evidenzia inoltre l’accelerazione riscontrata nell’adozione di tecnologie Industria 4.0, a partire dal 2017, grazie anche alla spinta delle iniziative di policy. Tuttavia, i dati mostrano come il fenomeno abbia sinora riguardato in larga parte aziende medio-grandi (tre su quattro hanno adottato tecnologie 4.0 vs poco più di una su cinque tra le micro).

Fra le aree di miglioramento l’attenzione – seppure in crescita – alla transizione ecologica.

 

LE MACCHINE AGRICOLE DI PADOVA E VICENZA AL PRIMO POSTO, QUELLE DI REGGIO EMILIA E MODENA AL TERZO POSTO NELLA CLASSIFICA DEI MIGLIORI DISTRETTI ITALIANI

Per finire, nella classifica dei distretti migliori per performance di crescita, redditività e patrimonializzazione (da 0 a 100) stilata dagli analisti di Intesa Sanpaolo le macchine agricole si affermano come grandi protagoniste: quelle di Padova e Vicenza si collocano addirittura al vertice, seguite al terzo posto da quelle di Reggio Emilia e Modena.

 

 
Fonte testo e tabella: Intesa Sanpaolo
Fonte immagini: Antonio Carraro (apertura) e Argo Tractors.
 

 

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