HomePrimo pianoRegno Unito: 8.791 trattori immatricolati nel 2025, mai così in basso dal secondo Dopoguerra Regno Unito: 8.791 trattori immatricolati nel 2025, mai così in basso dal secondo Dopoguerra Primo piano 22/01/2026 - Barbara Mengozzi Il mercato britannico delle macchine agricole chiude il 2025 con un bilancio rosso cupo. Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Agricultural Engineers Association (AEA), l’associazione nazionale che rappresenta i produttori e gli importatori di macchine agricole, nel 2025 sono stati immatricolati nel Paese 8.791 nuovi trattori di potenza superiore a 50 cavalli, vale a dire il 14,2% in meno rispetto a un 2024 già sottotono. Si tratta del volume annuo più basso registrato da quando l’AEA ha iniziato a monitorare il mercato negli anni ’60. «In realtà – ha fatto presente l’AEA – il numero di trattori venduti nel 2025 ha quasi certamente raggiunto il livello più basso da prima della Seconda Guerra Mondiale. Questo non è sufficiente a spiegare l’intera situazione, poiché i trattori moderni sono molto più grandi (e quindi possono coprire più terreno) rispetto a quelli degli anni precedenti. Tuttavia, sebbene in passato ci siano stati periodi altrettanto difficili, ad esempio tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, l’anno scorso è stato certamente uno dei più difficili che il settore abbia mai vissuto». DICEMBRE NERO, LE IMMATRICOLAZIONI SPROFONDATE A -31,6% Il dato di dicembre è stato particolarmente emblematico: con sole 541 unità immatricolate, il mercato ha segnato una contrazione del 31,6% rispetto allo stesso mese del 2024, ottenendo il peggior risultato per l’ultimo mese dell’anno dal 2016 e inferiore di un quarto rispetto alla cifra media di dicembre dei cinque anni precedenti. EFFETTO TASSA DI SUCCESSIONE, INCERTEZZA POLITICA ED ELEVATI COSTI DI MACCHINARI ALLA BASE DELLA CRISI A detta dell’AEA il mercato dei trattori rimane in una fase di ribasso a causa della mancanza di fiducia nel settore agricolo, dovuta a fattori quali l’incertezza sulle future politiche agricole e fiscali, l’aumento dei costi e la debolezza dei prezzi di alcune materie prime, in particolare dei seminativi. Protesta degli agricoltori contro le politiche del Governo laburista (anche nella foto di apertura) Più in dettaglio, alle preoccupazioni sulla continuità aziendale derivanti dalla reintroduzione della tassa di successione per le proprietà agricole (la Farm Family Tax), si sono aggiunte quelle legate alla scarsa chiarezza manifestata finora dal nuovo Governo laburista sui propri piani a lungo termine per la politica agricola in Inghilterra (la politica agricola è diversa in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, sebbene anche lì il futuro sia incerto). Una sfiducia generalizza confermata dai recenti sondaggi governativi che vedono meno di un agricoltore inglese esprimere un giudizio positivo sul futuro dell’agricoltura, la metà rispetto a quattro anni fa. Da tener presente, poi, come nonostante l’inflazione generale sia in calo, i prezzi dei macchinari abbiamo subito aumenti del 40-50% negli ultimi cinque anni, rendendo il rinnovo della flotta un lusso insostenibile per molti, con un costo del credito che rimane decisamente elevato, scoraggiando l’acquisto di nuovi mezzi tramite leasing o finanziamenti. Ti potrebbe interessare >>> Regno Unito: dalla tassa di successione un’altra minaccia per un mercato in crisi IL FATTORE CLIMATICO MOLTIPLICATORE DELLA CRISI Lamma Sow 2026 Come se non bastasse, anche il meteo avverso ha fatto la sua parte. Come evidenziato nel contributo di AEA all’interno della newsletter autunnale di Agrievolution Alliance, per il terzo anno consecutivo le difficili condizioni meteorologiche hanno fatto sì che la produzione delle principali colture cerealicole risultasse inferiore alla media, a causa di una forte siccità – dopo la stagione estremamente piovosa del 2023-24 che aveva compromesso anch’essa le semine e i raccolti – determinando una significativa contrazione dei redditi degli agricoltori e congelando gli investimenti a lungo termine. CROLLANO LE ALTE POTENZE, LE AZIENDE A SEMINATIVI IL SETTORE PIÙ COLPITO Una situazione quest’ultima che trova conferma nell’analisi delle immatricolazioni di trattori per fasce di potenza, dalla quale risulta un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati. Se nel 2024 i trattori di alta potenza (oltre i 240 CV) avevano mostrato una certa resilienza, nel 2025 questo segmento è letteralmente crollato, con una diminuzione di quasi un terzo (-30%) delle vendite, a dimostrazione della difficile situazione finanziaria in cui versano i produttori di seminativi, che sono i principali acquirenti delle macchine agricole di grandi dimensioni, messi a dura prova da raccolti scarsi e prezzi delle commodity volatili. Lamma Show 2026 Il calo del numero di macchine di maggiori dimensioni ha fatto sì che la potenza media dei trattori immatricolati nel 2025 fosse inferiore a quella dell’anno precedente, per la prima volta dal 2021. È scesa infatti da poco meno di 180 CV nel 2024 a 173 CV lo scorso anno, un valore leggermente inferiore a quello registrato nel 2023, ma superiore a quello di tutti gli anni precedenti. Di conseguenza, la potenza totale dei trattori immatricolati durante l’anno è scesa a 1,52 milioni di CV, il minimo degli ultimi 24 anni. IL MERCATO “RIFUGIO” DELL’USATO Sta di fatto che, mentre il governo spinge per un’agricoltura “Net Zero” e tecnologicamente avanzata (marciano in questa direzione i Piani governativi come il Farming Equipment and Technology Fund e il Clean Power 2030 Action Plan che spingono l’acquisto di trattori elettrici o a idrogeno) tramite gli incentivi SFI (Sustainable Farming Incentive), il parco macchine britannico sta invece subendo un processo di senescenza accelerata, con una crescita progressiva degli agricoltori che decidono di allungare la vita media dei loro trattori o, in alternativa, di rivolgersi al mercato dell’usato. GEOGRAFIA DELLA CRISI: L’ECCEZIONE DEL SUD-OVEST, DA RICONDURRE ALLA TENUTA DEL SETTORE LATTIERO Sempre stando ai dati di AEA, il numero di trattori immatricolati nel 2025 è stato inferiore rispetto all’anno precedente nella maggior parte del Paese, sebbene il Sud-Ovest dell’Inghilterra abbia costituito un’eccezione. Qui – afferma l’AEA – sono state registrate leggermente più macchine rispetto al 2024. Ciò riflette forse la migliore fortuna del settore lattiero-caseario, che rappresenta una parte considerevole dell’agricoltura in quella regione: il prezzo del latte infatti ha tenuto, permettendo agli allevatori di mantenere un ciclo di sostituzione dei macchinari quasi normale. Anche il sud-est dell’Inghilterra e l’Irlanda del Nord hanno registrato cali relativamente contenuti, a fronte del resto del Paese dove i cali su base annua sono stati di almeno il 10%». Lo Yorkshire, le East Midlands e il Galles del Nord sono risultate le regioni più colpite, con meno di tre quarti delle immatricolazioni rispetto al 2024. INVITO ALLA CAUTELA PER IL 2026 Cosa aspettarsi per il futuro? Sebbene verso la fine dell’anno si siano registrati timidi segnali di ripresa in alcuni segmenti di media potenza, l’AEA avverte che è troppo presto per parlare di un’effettiva inversione di tendenza. Senza un ritorno della redditività nelle aziende agricole e una maggiore chiarezza sul sostegno governativo, il 2026 si preannuncia come un altro anno di estrema cautela per la meccanizzazione britannica. Un clima di estrema prudenza avvalorato peraltro dagli analisti internazionali (Mordor Intelligence, Market Research.com e Spherical Insights), le cui previsioni di mercato a medio termine – CAGR 2035-2030 – oscillano dal 4,02% al 5,75% evidenziando una lenta transizione verso macchine più specializzate e digitalizzate, ben lontana da un ritorno ai volumi del passato. © Barbara Mengozzi Fonte tabelle: AEA. Fonte immagini: PA Media (apertura), No Farmers, No Food Facebook, Lamma Show 2026, Cheffins. Mercato trattori Regno Unito