MENU

Revisione trattori: l’unica certezza è l’incertezza

By at Febbraio 21, 2019 | 19:43 | Print

Revisione trattori: l’unica certezza è l’incertezza

Si parla di revisione dei trattori e delle macchine agricole da un numero imprecisato di anni. “Seriamente”, almeno da dieci. In questo lungo periodo si sono detti e scritti fiumi di parole, si è discusso sulla necessità e sulla fattibilità (o meno) di sottoporre anche i trattori a un controllo periodico, esattamente come avviene per gli altri mezzi, automobili e camion in primis.

 

RISALE AL 2015 IL DECRETO CHE NE HA UFFICIALIZZATO L’OBBLIGATORIETÀ

Ma se si vuole assegnare alla questione un “anno zero”, allora occorre dimenticare il passato e andare indietro di soli tre anni e mezzo, segnatamente al 2015. Sì, perché è il Decreto del 20 maggio di quell’anno a ufficializzare l’obbligatorietà della revisione per le macchine agricole e per le macchine operatrici industriali una volta per tutte, chiudendo così il dibattito sul bisogno o meno di effettuarla.

Tuttavia, ancora oggi, la revisione dei mezzi agricoli è un punto dolente, se non addirittura motivo di imbarazzo, per il settore e la filiera tutta.

 

MANCA ANCORA IL DECRETO ATTUATIVO

Come è oramai noto, infatti, non è ancora stato emanato il Decreto attuativo che dovrebbe – il condizionale a questo punto è d’obbligo – recepire il Regolamento 167/2013/UE relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali e pertanto dettare norma circa le modalità di esecuzione operative della revisione: nulla (o quasi) è dato sapersi circa la tipologia delle verifiche che verrebbero effettuate durante la revisione, poco si sa circa l’impostazione organizzativa dei centri di revisione, nonché sulla procedura per l’aggiornamento dei libretti di circolazione.

 

UN ENORME PARADOSSO

Nel frattempo, però, la revisione è ufficialmente partita: in funzione dell’anni anagrafico, non sono pochi i trattori a essere “fuori legge”, perché secondo il Decreto del 2015 avrebbero già dovuto essere sottoposti a revisione, ma che – si tratta di un paradosso – di fatto non possono mettersi in regola perché non sanno dove e come fare la revisione.

E non si tratta di sparuti casi, di eccezioni: tanto per dare la portata del problema, circolano “fuori legge” tutti (sono circa 400mila) i trattori immatricolati entro il 31 dicembre 1973 (la revisione di questi doveva avvenire entro il 31 dicembre 2017) e tutti i trattori – e sono tanti, Unacma stima 800mila mezzi – immatricolati tra il 1975 e il 1990 (avrebbero dovuto essere revisionati entro il 31 dicembre 2018).

Un esercito di un milione e 200 trattrici le quali, senza colpa – o con l’unica colpa di essere in effetti obsolete – rischiano di essere fermate e sanzionate.

 

L’ENNESIMO TENTATIVO DI RINVIO

Durante l’ultima edizione di Eima, all’Assemblea Cai (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani) Emilia Romagna incentrata sulle problematiche della mancata attuazione della revisione, alla quale ha partecipato anche Unacma, è stato ricordato come qualche settimana prima (per l’esattezza il 26 ottobre), in occasione dell’Unacma Roc’s Day (vedi link) Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, avesse fatto intendere che entro marzo 2019 – praticamente domani ­– ci sarebbe stato il decreto attuativo.

Una sorta di promessa alla quale avrebbe fatto seguito, di lì a poco, quella del ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio che, in visita all’Eima, aveva manifestato il suo impegno sul fronte della revisione dichiarando di voler arrivare entro la fine dell’anno alla firma dei decreti attuativi.

Sta di fatto che nella prime due decadi di gennaio sono iniziate a circolare voci su un possibile (ennesimo) rinvio dell’entrata in vigore della revisione, rinvio possibile grazie a uno dei tanti emendamenti al Decreto Semplificazioni.

Un ipotetico rinvio, che peraltro, è stato accolto con un plauso da parte di Uncai (vedi link ), ma che soprattutto ha indirettamente dato il polso della situazione revisione: la sensazione è che regni ancora sovrano lo stallo.

Stallo normativo da cui derivano, a cascata, una serie di questioni di una certa portata, che tra l’altro non sembrano essere di facile e immediata soluzione. Senza la pretesa di essere esaustivi e considerando anche quanto è stato rilasciato dagli stakeholder del settore, qui di seguito, in ordine sparso, un breve excursus dei temi “bollenti”.

 

I TEMI BOLLENTI E IRRISOLTI DELLA REVISIONE

 

Incidenti e assicurazioni

Come ha giustamente fatto notare l’Ing. Alessandro Gandini della regione Emilia Romagna, se un veicolo che avrebbe dovuto essere revisionato (ma non può esserlo per carenza normativa) è coinvolto in un incidente, come si comportano le assicurazioni? Davvero si arriverà a una maggiorazione dei premi assicurativi per i veicoli “fuori legge”.

 

Sanzioni e fermo

Se si viene fermati – ed è già successo – sono due le tipologie di sanzioni: il ritiro della carta di circolazione – se il veicolo circola, viene sequestrato – e una multa di 85 Euro. Certo i verbali possono essere contestati per incompletezza della norma, ma il disagio c’è, inutile negarlo.

 

Officine e responsabilità

Uno dei temi centrali del problema revisione è quello della realizzazione/individuazione di un’adeguata rete di centri di raccolta per la revisione da parte dei tecnici della Motorizzazione.

In passato si era parlato – tra l’altro – di officine mobili, essendo condiviso da tutti il tema della difficoltà di trasferimento dei mezzi agricoli presso i centri provinciali della motorizzazione stessa.

È chiaro che la rete non si crea dall’oggi al domani anche perché si apre un’altra questione, quella della formazione del personale. Sì, perché facendo un parallelo con la revisione delle automobili, se mai si arriverà all’attuazione della revisione delle macchine agricole, occorre considerare che, in seguito al controllo, in caso di mal funzionamento, l’officina ha responsabilità civile e penale.

A essere precisi, continuando il parallelo, è l’Ispettore, e non l’officina, ad avere tali responsabilità e pertanto l’Ispettore, per essere tale, deve essere in possesso di un preciso titolo di studio (ingegneria meccanica, perito meccanico…) e deve dimostrare di aver seguito (a sue spese) un percorso formativo tarato sul suo curriculum studiorum.

Percorso formativo che non può essere inquadrato come una formalità: per poter revisionare le automobili sono necessarie circa 60 ore di formazione. I trattori sono da meno? Difficile crederlo, non si dimentichi che si tratta di mezzi che non soltanto circolano su strada, ma con cui si svolgono attività lavorative e pertanto le implicazioni con la sicurezza sul lavoro non possono non essere contabilizzat

 

Ruoli confusi e controlli doppi

A tal proposito, il Ministero dei Trasporti ha dichiarato di non essere competente in materia di sicurezza sul lavoro, e sono pertanto stati chiamati in causa (già da anni) il ministero del Lavoro, quello della Salute, l’Inail.

In pratica, per le macchine agricole i controlli sono doppi, perché si considera la loro bivalenza: sono sì veicoli, ma anche mezzi di lavoro.

Pertanto – se l’iter ipotizzato verrà confermato – il trattore inteso come veicolo sarà revisionato dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture tramite l’ausilio degli Uffici provinciali della Motorizzazione Civile e delle officine già autorizzate per le revisione delle altre categorie di veicoli.

Il trattore inteso come mezzo di lavoro sarà invece oggetto dei controlli dell’Inail. Quest’ultimo sembrerebbe essere l’ente maggiormente centrato per dare un contributo risolutivo alla questione: ma la squadra dei tecnici non è quantitativamente adeguata, tanto più che sono circa un milione e duecento mila le macchine agricole in ritardo di revisione e 4milioni quelle che dovranno essere revisionate a breve (il prossimo step è il 31 dicembre 2020, quando toccherà alle macchine immatricolate dal primo gennaio 1991 al 31 dicembre 2010, per poi proseguire con la scadenza del 31/12/2021, quanto a essere oggetto di verifica saranno i trattori immatricolati dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2015).

Impensabile, chiaramente, che siano l’agricoltore o il contoterzista a recarsi in due diversi centri di controllo. Ma non è nemmeno facile immaginare il concerto degli attori coinvolti.

Dal canto suo il ministero dell’Agricoltura (il Mipaaft, per la precisione), come abbiamo anticipato,, si è sbilanciato più volte con la promessa del decreto attuativo a breve.

Ma, secondo Unacma, essendo le modalità del controllo tecnico uniformate ai sensi degli articoli 111 e 114 del Nuovo Codice della Strada (NCDS), verrebbe meno la necessità di definire i controlli di concerto con il Mipaaft, essendo questi già definiti a livello comunitario (con il regolamento 167 del 2013). Un chiarimento definitivo dei ruoli, a questo punto, è urgente.

 

 Il valore dell’usato

Chi comprerebbe un’automobile non revisionata? Di conseguenza: che valore si può assegnare ad una macchina agricola, a un trattore, che dovrebbe – per Legge – essere revisionato, ma che non può di fatto esserlo?

Il tema, per i rivenditori, non è banale. Perché è di fatto impossibile assegnare un valore a una macchina che non si sa se potrà essere commercializzata. Il mercato dell’usato, già di per sé poco trasparente, non può non risentirne.

 

LA REVISIONE, UN TEMA OSTICO PER I LEGISLATORI

Dunque, tirando le somme, e considerando che anche la revisione delle automobili sta vivendo un momento non particolarmente chiaro dal punto di vista normativo ­– i corsi di formazione per diventare Ispettori sono tutti bloccati fino a data da destinarsi – e tenendo presente che anche per i mezzi pesanti la revisione è in discussione – i camion a breve potrebbero essere revisionati anche dai centri di controllo privati, quelli in cui si portano le automobili, per intenderci – il tema revisione sembra essere particolarmente ostico anche per l’attuale Governo. Arriverà davvero, entro marzo, l’agognato decreto attuativo?

 

© Emanuela Stìfano

 
Fonte immagini: Facebook Polizia di Stato, Fotolia, Meccagri, Officina Pertile, Pixabay, Vigili del fuoco.
 

 

News

Related Posts

Comments are closed.