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SDF: giù i ricavi ma cresce l’utile netto nel 2019

By at Maggio 21, 2020 | 22:00 | Print

SDF: giù i ricavi ma cresce l’utile netto nel 2019

Un 2019 con luci ed ombre per SDF Group che ha chiuso l’esercizio 2019 con un fatturato di 1.268 milioni di euro, in calo del 7,6 per cento rispetto al 2018, a fronte però di una crescita della redditività, come attestano l’Ebit (risultato prima delle imposte), a quota 59,3 milioni di euro (in decisa crescita rispetto ai 50 milioni dell’anno precedente), e l’utile netto, salito dai 42,2 milioni di euro del 2018 a 44,6 milioni di euro.

Fonte: SDF

 

Confermata la solidità finanziaria del Gruppo dal risultato di un indebitamento netto pari a 281,6 milioni di euro, reso possibile grazie ad una gestione più efficiente dei magazzini ordinari che si sono ridotti del 18 per cento in valore.

 

LA DEBOLEZZA DEI MERCATI EXPORT CAUSA PRINCIPALE DEL CALO DI FATTURATO

Fonte: SDF

 

«Le attività di trattori e mietitrebbie – ha riferito Lodovico Bussolati, amministratore delegato di SDF, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati 2019 del Gruppo svoltasi lo scorso 18 maggio per via telematica – hanno registrato un calo di fatturato in linea con il trend negativo dei mercati europei e la debolezza che ha caratterizzato i mercati export».

Entrando nei dettagli, per quel che riguarda i trattori hanno subito una forte contrazione i volumi produttivi in Germania, ferma a quota 2.658 trattori contro i 3.919 del 2018, e in India, scesa da 9.502 a 7.603 trattori, nonostante la crescita del 18 per cento della partecipata indiana, mentre in Cina, malgrado un calo in termini di unità prodotte, il Gruppo è riuscito a mantenere inalterato il fatturato. In Turchia si è asistito ad un lieve recupero, reso possibile dalla ripresa del mercato di cui si sono avuti i primi segnali nel corso dell’ultimo trimestre del 2019, confermati poi nella prima parte del 2020.

 

ANNO PARTICOLARMENTE DIFFICILE PER L’ATTIVITÀ DELLE MIETITREBBIE

«L’attività delle mietitrebbie ­ – ha fatto presente Bussolati – ha avuto un anno particolarmente difficile a causa sia di una debolezza della domanda del mercato sia di un eccesso di stock presso i nostri distributori, a fronte del quale abbiamo reagito riducendo la produzione, con un conseguente effetto negativo sulle vendite e un calo del fatturato del 48 per cento».

Cifre alla mano, la produzione dello stabilimento croato di Županja si è più che dimezzata passando da 415 a 190 unità, per effetto soprattutto di un’esigenza di riequilibrio degli stock, dal momento che il sell-out della catena distributiva sui mercati è stato sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. In Cina invece c’è stato un incremento delle macchine prodotte da ascrivere ad una leggera ripresa del mercato.

 

TREND MOLTO POSITIVO PER GRÉGOIRE, BENE I RICAMBI

Si è registrato, infine, uno scenario molto positivo in Francia per le vendemmiatrici Grégoire che nel 2019 hanno messo a segno un record sia di fatturato, da 54,9 milioni a 70,7 milioni, sia di risultato, con una crescita del 55 per cento.

L’attività dei ricambi si è attestata sui buoni risultati conseguiti nel 2018 confermando il proprio significativo contributo al risultato complessivo aziendale.

All’interno di quest’ambito è stata dedicata particolare attenzione allo sviluppo della piattaforma di vendita online, che nel corso del 2020 permetterà di migliorare ulteriormente l’efficienza del servizio offerto alla clientela.

 

STABILI GLI INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO

Fonte: SDF

 

Nonostante il calo complessivo di fatturato, le risorse destinate nel 2019 a sviluppo prodotto e R&S sono state pari a 60 milioni di euro, in linea con gli anni precedenti, e corrispondenti a circa il 4,5 per cento del fatturato globale.

 

DA DEUTZ-FAHR OLTRE DUE TERZI DEI RICAVI

A livello di brand, nel 2019 Deutz-Fahr si è confermato il marchio del Gruppo con il volume di fatturato più importante (69%), anche se in calo rispetto al 2018 quando aveva raggiunto il 76 per cento del totale, mentre sono cresciuti Same (dal 12% al 17%) e Grégoire (dal 4% al 6%). Stabili Lamborghini (7%) e Hürlimann (1%).

La ripartizione del fatturato per aree geografiche assegna all’Europa il 76 per cento del totale (era il 73% nel 2018), in presenza però una contrazione del risultato ottenuto (958 milioni di euro contro i 997 milioni del 2018), la Cina è rimasta costante a quota 82 milioni di euro, mentre la Turchia è scesa da 48 a 36 milioni di euro.  In flessione anche il Resto del mondo che ha perso circa il 22 per cento (da 246 a 192 milioni di euro).

 

COVID-19: UN IMPATTO DIVERSIFICATO SUGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO

Come ha rimarcato Bussolati, i primi mesi del 2020,  sono stati fortemente segnati dall’insorgenza della pandemia Covid-19, il cui impatto sulle attività produttive SDF è stato però diversificato in relazione alla localizzazione degli impianti.

«In Cina siamo stati costretti a fermare la produzione già alla fine di gennaio, ma fortunatamente dopo qualche settimana le attività sono lentamente ripartite e già nel mese di marzo sia noi sia i nostri dealer eravamo tornati ad essere operativi con un mercato che ad aprile ha già dato i primi segnali di deciso recupero – ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo di Treviglio –. In india  il lockdown è intervenuto all’inizio di aprile e ad oggi la ripresa delle attività è completata. Decisamente migliore la situazione in Turchia, che non ha avuto, a oggi, particolari effetti restrittivi e sta ben gestendo una situazione di mercato in ripresa dopo le difficoltà dell’anno scorso. Gli stabilimenti europei di Germania e Francia, a loro volta,  hanno operato normalmente, accusando qualche rallentamento soltanto per alcune difficoltà nell’approvvigionamento dei componenti provenienti dai Paesi in lockdown, così come lo stabilimento di mietitrebbie croato che si è invece fermato ed è previsto riparta nel mese in corso».

 

QUASI DUE MESI DI FERMO PER IL PLANT DI TREVIGLIO

Completamente diversa è invece la situazione dello stabilimento di Treviglio, dove la fermata produttiva si è protratta per quasi due mesi.

«Grazie all’impegno di tutto il collettivo aziendale – ha affermato Bussolati – è stato possibile predisporre e attuare in azienda i protocolli di sicurezza che hanno consentito di riprendere la produzione (a pieno regime dal 18 maggio, ndr) garantendo la massima tutela della salute dei dipendenti». Un percorso svolto in pieno accordo e con una collaborazione molto costruttiva da parte del sindacato.

 

PREVISTO PER IL 2020 UN CALO DEL FATTURATO INTORNO AL 15 PER CENTO

L’esercizio 2020 sarà particolarmente sfidante per il Gruppo, che continuerà a investire in Ricerca e Sviluppo in modo significativo ed entro fine anno lancerà importanti novità nei trattori di alta potenza, combinando performance di prodotto e connettività.

«Nel corso di marzo e aprile, alla luce del nuovo scenario, abbiamo dovuto predisporre un budget completamente nuovo rispetto a quello che era stato approvato – ha precisato Bussolati – e sulla base di questo nuovo strumento gestionale per l’anno 2020 prevediamo un calo di fatturato intorno al 15 per cento, dovuto agli effetti sulla domanda e sulla produzione dell’emergenza Covid-19».

Sul fronte occupazionale, sempre facendo riferimento al ri-budget attuale non è previsto a Treviglio da qui alla fine dell’anno un ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali,  tenendo  in ogni caso presente come sia poco saggio in questa fase fare previsioni, dal momento che tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia nei prossimi mesi. Allo stato attuale resta inoltre pienamente confermato il Piano industriale 2020-2025.

 

IN AUTUNNO IL LANCIO DI NUOVI PRODOTTI

Quanto allo sviluppo dei nuovi prodotti del Gruppo, nonostante il fermo che ha interessato alcuni stabilimenti, non  subirà modifiche ma solo un rallentamento quantificato in circa un mese, e pertanto l’intenzione è quella di mantenere il posizionamento del lancio delle novità nel corso del prossimo autunno, anziché posticiparlo a febbraio 2020 in concomitanza con le nuove date di Sima e Eima International.

 

© Barbara Mengozzi

 

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