Serbia: alla fiera di Novi Sad i trattori low-cost sfidano la crisi delle campagne

Serbia: alla fiera di Novi Sad i trattori low-cost sfidano la crisi delle campagne

La 93ª edizione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Novi Sad (16-21 maggio 2026) si conferma come il principale barometro economico per l’agrobusiness dei Balcani occidentali.

Con oltre un migliaio di espositori e una fitta rete di partecipazioni internazionali, la rassegna rappresenta la vetrina ideale per misurare lo stato di salute di un mercato che, dietro i riflettori dei padiglioni espositivi, sta attraversando una fase di profonda e complessa transizione strutturale.

 

LA SPACCATURA MACROECONOMICA E LA PROTESTA DEI TRATTORI

Il rallentamento economico generale che ha colpito la Serbia, con una crescita del PIL passata dal 3,9% del 2024 al 2% del 2025, riflette in modo amplificato le forti tensioni vissute nelle campagne. Sebbene l’agricoltura resti un pilastro geopolitico ed economico fondamentale per il Paese – capace di rappresentare il 6,1% del PIL e di impiegare ben il 20% della forza lavoro totale – la realtà quotidiana dei produttori è tutt’altro che idilliaca. La Serbia, come Paese candidato all’adesione all’Unione Europea, si è impegnata ad allineare le proprie politiche agricole a quelle comunitarie, aprendo progressivamente il proprio mercato interno. Una transizione che sta esponendo i produttori locali a una fortissima pressione competitiva.

La tensione è esplosa lo scorso febbraio, quando decine di strade regionali e arterie principali in tutta la Serbia sono state paralizzate dai blocchi dei trattori. Le accese proteste hanno portato alla luce una crisi di redditività non più sostenibile sottolineata da una ferma denuncia: la pressione della lobby degli importatori e l’ingresso incontrollato sul mercato di grano, mais, latte e carne a basso costo hanno azzerato i margini e la competitività delle produzioni nazionali.

Le richieste ufficiali presentate al Governo, e solo parzialmente accolte, si articolano su tre punti chiave ed urgenti:

  • La sospensione immediata delle importazioni di tutti i prodotti agricoli fino alla stabilizzazione del mercato.
  • L’acquisto delle eccedenze attuali da parte dello Stato affinché confluiscano nelle riserve strategiche di materie prime.
  • Una soluzione urgente per sbloccare e garantire gli acquisti di latte locale, bruscamente interrotti.

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

In un contesto in cui, come denunciano gli stessi manifestanti, «non si riescono più a coprire le spese di base per sopravvivere», si assiste tuttavia a un apparente paradosso sul fronte della meccanizzazione, dove la necessità di ammodernamento cammina di pari passo con la ricerca del massimo risparmio.

 

IL PARCO MACCHINE SERBO: L’URGENZA DEL RICAMBIO E IL FATTORE LOW-COST

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

Per comprendere le dinamiche commerciali attuali è necessario analizzare la struttura della meccanizzazione locale. Come rilevato in uno studio approfondito dall’Agenzia ICE di Belgrado, lo stato della meccanizzazione agricola rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo del comparto serbo e all’aumento della sua competitività internazionale. Il parco macchine è numericamente scarso e, soprattutto, drammaticamente obsoleto: oltre il 93% dei macchinari in uso ha più di 10 anni di età.

Fonte: Census of Agriculture 2023

La struttura fondiaria frammentata riflette una polarizzazione degli acquisti: da un lato i piccoli produttori (prevalenti nella penisola) utilizzano mezzi di modesta potenza, tipicamente trattori a due assi fino a 37 kW o motocoltivatori; dall’altro, le grandi società agricole della Voivodina richiedono potenze superiori (in media dai 70 kW a salire).

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

Con un bisogno di rinnovo così massiccio, ma con tasche svuotate dalla crisi dei prezzi, gli agricoltori serbi hanno risposto nel 2025 scommettendo su una precisa scelta strategica orientata al compromesso tra budget ed efficienza.

 

IMMATRICOLAZIONI 2025: UN’IMPENNATA A TRAZIONE ASIATICA

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

Nonostante le difficoltà finanziarie e i margini ridotti all’osso, il mercato serbo dei trattori ha registrato nel 2025 una sorprendente impennata nelle immatricolazioni, salite dalle 2.144 unità del 2024 a 3.685 (+80,3%).

A dominare le classifiche di vendita non sono però i tradizionali brand premium europei o americani, ma i costruttori asiatici, capaci di intercettare la domanda di quella massiccia platea di piccole e medie aziende familiari che hanno assoluto bisogno di sostituire un parco macchine obsoleto senza esporsi a indebitamenti insostenibili.

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

Questo exploit asiatico ha visto lo scorso anno come protagonista assoluto il marchio cinese Lovol (847 unità contro le 424 del 2024, equivalente a un incremento del 99,8%), diventato il best-seller indiscusso nelle campagne serbe. Lovol ha saputo intercettare perfettamente i bisogni della massiccia platea di aziende familiari: macchine essenziali, puramente meccaniche, prive di elettronica complessa, facili da riparare e caratterizzate da un prezzo d’acquisto imbattibile.

 

Accanto ai marchi cinesi, l’avanzata dei costruttori indiani sta ridisegnando le quote di mercato nei segmenti di bassa e media potenza, offrendo una risposta concreta a chi deve sostituire un vecchio trattore dell’era jugoslava senza esporsi a indebitamenti finanziari insostenibili.

Un fenomeno che emerge anche dai dati ufficiali sulle importazioni di trattori in Serbia nel 2025 (su fonte ITC – International Trade Centre). A fronte di una Germania che negli ultimi cinque anni ha conservato la sua leadership storica sul mercato serbo In termini sia di volumi sia di valore senza variazioni particolarmente significative, la Cina ha più che triplicati i quantitativi esportati.

 

LA SPINTA ISTITUZIONALE: L’ASSE ROMA-BELGRADO E LA DOTE EUROPEA

Il ministro dell’Agricoltura della Serbia, Dragan Glamočić

Se il mercato dei volumi premia il low-cost per le operazioni aziendali di base, la modernizzazione tecnologica verso l’alto e l’efficientamento dei processi passano inevitabilmente attraverso canali strutturati e partnership internazionali.

L’asse politico e commerciale tra Italia e Serbia ha ricevuto una decisa accelerazione lo scorso 14 aprile a Verona, in occasione di Vinitaly. Il ministro dell’Agricoltura serbo, Dragan Glamočić, e il ministro italiano Francesco Lollobrigida hanno siglato un Memorandum d’intesa volto a espandere la cooperazione strategica tra i due governi, blindando la collaborazione in ben 22 settori strategici attraverso scambi di esperienze, progetti di gemellaggio e partecipazioni congiunte alle fiere.

Serbia - Fiera Agricoltura Novi Sad 2026

L’Italia rappresenta storicamente il terzo partner commerciale estero della Serbia, dopo Germania e Cina,  e il suo secondo mercato di esportazione; non a caso, nei primi due mesi del 2026, l’export agricolo serbo verso l’Italia è balzato di oltre il 70%  su base annua.

 

UN NUOVO CICLO DI FINANZIAMENTI CON IL PROGRAMMA IPARD 3

Il traghetto verso l’Agricoltura 4.0 è finanziato in modo massiccio dai programmi di supporto dell’Unione Europea. Chiusa  la fase intensiva del programma IPARD 2, che ha mobilitato circa 135 milioni di euro (di cui 100 milioni provenienti direttamente da fondi UE), per gli agricoltori serbi si apre adesso la partita strategica di IPARD 3. Questo nuovo ciclo di finanziamenti europei, esteso fino al 2027, mette a disposizione un budget decisamente più corposo con l’obiettivo di sostenere non solo la sostituzione della meccanizzazione di base, ma la transizione strutturale verso standard ambientali e qualitativi europei.

Come evidenziato dalla Direzione per i pagamenti agrari serba, gli strumenti IPARD sono fondamentali per dimostrare sul campo che le tecnologie moderne non sono un lusso costoso, ma investimenti necessari e accessibili grazie ai contributi a fondo perduto.

Parallelamente si muovono  nuove misure “Go Green and Go Digital” sostenute dalla BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) per le PMI dei Balcani occidentali, con focus su efficienza energetica, energie rinnovabili, automazione e digitalizzazione dei processi, offrendo sovvenzioni a fondo perduto a copertura del 10-15% dell’investimento.

 

IL MADE IN ITALY A NOVI SAD: TERZI NEI FLUSSI, PRIMI NEL VALORE COOPERATIVO

È in questo ecosistema che si inserisce la partecipazione collettiva italiana alla Fiera di Novi Sad, coordinata dall’Ufficio ICE di Belgrado in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e FederUnacoma. Il Padiglione Italia, con i suoi oltre 400 metri quadrati di superficie espositiva, ha ribadito la centralità della nostra tecnologia meccanico-agraria. Sei le aziende presenti: Comat Technology, Dallai Ernesto,  MAF Roda Italia, Markpro, Nobili, Selvatici.

I dati ITC 2025 confermano la solidità della nostra posizione: l’Italia si colloca stabilmente tra i primi cinque Paesi  fornitori di trattori alla Serbia, inserendosi subito dietro i colossi asiatici ma mantenendo un valore unitario per macchina decisamente superiore, specchio di una tecnologia specializzata (vigneto, frutteto, fienagione e trattamento) ad alto valore aggiunto.

 

SINERGIA COOPERATIVA 

Oltre alla promozione commerciale (con FederUnacoma attiva nel lanciare la prossima EIMA International di Bologna a novembre 2026), la fiera di Novi Sad ha ospitato un passo cruciale per la cooperazione strutturata a lungo termine. Alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Belgrado, Luca Gori (al microdono nella foto sopra), e del direttore dell’Ufficio ICE Antonio Ventresca, è stato firmato un importante Memorandum di cooperazione strategica tra Legacoop Agroalimentare e l’Unione delle Cooperative della Vojvodina (la regione agricola più ricca del Paese).

La firma del Memorandum di cooperazione strategica tra la Zadružni savez Vojvodine e Legacoop Agroalimentare, sottoscritto dai rispettivi presidenti Jelena Nestorov Bizonj e Cristian Maretti.

L’accordo punta a introdurre l’innovazione nei modelli organizzativi serbi, concentrandosi su cinque pilastri applicativi:

  • Sviluppo e diffusione dell’agricoltura di precisione.
  • Processi di digitalizzazione agricola aziendale.
  • Formazione professionale dei giovani agricoltori locali.
  • Politiche di condivisione di macchinari e cantieri tecnologici.
  • Sviluppo di progetti comuni legati all’innovazione e alla sostenibilità della filiera agroalimentare.

Una sinergia, quella cooperativa, che offre alle aziende agricole serbe schiacciate dai costi una via alternativa ed intelligente: l’unione delle forze per condividere e rendere sostenibile l’acquisto di quelle tecnologie avanzate “Made in Italy”, indispensabili per agganciare definitivamente la transizione verde e digitale.

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: FederUnacoma, Lovol Facebook, Novi Sad Fair, Tanks and Tractors, Tima Balkan.