Sima 2022: un Salone rivitalizzato festeggia i cento anni

Sima 2022: un Salone rivitalizzato festeggia i cento anni

Un nuovo  posizionamento nel calendario delle fiere di settore (dal 6 al 10 novembre) e una rinnovata strategia, più incisiva e maggiormente in linea con la profonda evoluzione di cui è oggetto l’intero mondo agricolo, caratterizzano il Sima 2022, ribattezzato per l’edizione celebrativa dei 100 anni della rassegna Salone internazionale delle soluzioni e tecnologie per un’agricoltura efficiente e sostenibile.

A illustrarci le ragioni di un cambiamento controverso ma comunque frutto di una decisione collettiva, condivisa dal consiglio di amministrazione di Comexposium, che insieme ad Axema organizza il Salone parigino, con il placet convinto degli espositori, è Isabelle Alfano (nella foto sopra), che nel 2019 ha assunto il ruolo di direttrice del Sima.

 

Madame Alfano, c’è molto attesa per l’ormai imminente edizione del Sima, oggetto di un’accurata preparazione da parte degli organizzatori di cui è la riprova la massiccia ed efficace campagna promozionale condotta a livello internazionale. Allo stato attuale però permangono nello scenario globale diversi elementi di incertezza e preoccupazione come la guerra in atto in Ucraina, l’allerta Covid  in Cina e via dicendo. Tenuto conto della situazione generale quali sono le vostre aspettative in termini di partecipazione e di soddisfazione da parte del pubblico dopo tre anni di assenza?

«Nel corso dei tre anni di preparazione dell’edizione 2022 del Sima è stata svolta un’intensa attività di promozione internazionale lavorando a stretto contatto con i mercati per individuare quelli più ricettivi, anche in considerazione sull’evoluzione del contesto geopolitico e sanitario che ci ha imposto di rivedere in parte le nostre strategie.

Per ottenere una visibilità massima abbiamo pertanto deciso concentrare le nostre campagne principalmente in Europa, in una ventina di Paesi, individuando inoltre delle alternative, come poteva essere il Canada, al venir meno dei visitatori provenienti da Russia e Ucraina. Parallelamente, per accogliere in fiera visitatori con un potenziale d’acquisto identificato è stato allestito un programma di inviti indirizzati ad oltre un centinaio di Top Buyer internazionali. Direi che grazie a questa metodologia di lavoro ci aspettiamo un una buona adesione di espositori e visitatori proprio dalle zone geografiche individuate».

 

Quest’anno per la prima volta il Sima, all’interno di un gruppo formato da 74 manifestazioni fieristiche francesi, ha beneficiato di un supporto da parte del Governo nazionale destinato agli espositori. Di che cosa si tratta esattamente?

«Sì, il ministero francese di competenza, sulla scia di quanto già da diversi anni viene fatto in altri Paesi, ha destinato un contributo rivolto in particolare alle piccole e medie imprese intenzionate a partecipare al Sima 2022, sia francesi sia straniere purché con una filiale in Francia, a condizione però che non fossero state presenti all’edizione 2019 della rassegna. Si è trattato pertanto di una sovvenzione diretta ad alcune aziende espositrici selezionate in base a determinati parametri che, tengo a sottolinearlo, non ha coinvolto in alcun modo l’organizzazione commerciale del Sima, indirizzata ad allargare la platea degli espositori con una nuova offerta».

 

Inutile negare che lo spostamento del Sima da febbraio a novembre è stata una scelta “mal digerita” dagli organizzatori di Eima International, la rassegna bolognese alla quale il Salone francese si sovrappone quest’anno per due giorni. Nel 2019 quando avete annunciato per la prima volta il cambiamento di date avete elencato tra le motivazioni «l’esigenza di un’alternanza tra i due più grandi Saloni europei nelle due più potenti agricolture d’Europa», vale a dire Agritechnica e Sima, relegando in qualche modo l’Eima al rango di rassegna di nicchia, «vetrina del savoir faire delle case costruttrici italiane, focalizzata su componenti e macchine specialistiche». Siete ancora di questo avviso?

«Il riposizionamento del Sima è collegato al fatto che per il Salone parigino, così come per Agritechnica, la presenza dei costruttori di grandi macchine, soprattutto di trattori, è molto importante, mentre risulta meno determinante per l’Eima che ha un mercato di riferimento differente, anche in considerazione delle caratteristiche dell’agricoltura italiana. D’altra parte, il Sima collocato a febbraio non era più in sintonia con il ciclo decisionale economico, considerata anche l’elevata stagionalità del mercato agricolo francese e la conseguente scarsa presenza di nuovi prodotti in quel periodo.

Quest’anno si verifica una parziale sovrapposizione con l’Eima determinata dal fatto che in autunno il quartiere fieristico di Parsi Nord Villepinte è ricco di eventi e non è stato possibile trovare una collocazione diversa, ma già dalla prossima edizione del Sima, nel 2024, ritengo che ci possa essere un intervallo di almeno una quindicina di giorni tra le due manifestazioni in modo da consentire agli espositori di prendere parte ad entrambe».

 

In relazione alla volontà del rinnovato Sima di andare oltre le macchine in quello che è stato definito un ecosistema più largo, va tenuto presente che negli ultimi anni l’elettronica avanzata, la connettività e il digitale hanno svolto un ruolo sempre più centrale nelle rassegne fieristiche dedicate alla meccanizzazione agricola. Ritiene che questo aspetto possa aver generato in qualche modo un calo di interesse da parte del pubblico che per apprezzare determinate funzionalità deve necessariamente vedere la macchina al lavoro sul campo?

«Personalmente ritengo che una cosa non escluda l’altra. Di certo la presenza delle macchine nel Salone rimane cruciale e continua a rappresentare una sua componente essenziale anche in termini di spettacolarità. È altrettanto vero però che i visitatori della rassegna per gestire al meglio le loro aziende hanno bisogno non solo di macchine ma anche e soprattutto di nuove tecnologie e di soluzioni per un’agricoltura performante e sostenibile, come recita il nostro slogan. Diciamo quindi che si tratta di due presenze complementari e il Sima vuole dare spazio ad entrambe.

Per spiegarmi meglio, vorrei fare riferimento alle start-up, uno dei fiori all’occhiello del Salone che offre a queste giovani imprese l’opportunità di incontrare sia gli agricoltori, con i quali confrontarsi, sia i costruttori, i grandi marchi, in vista anche della possibilità di stringere delle joint venture. In altre parole, se una rassegna riesce a stimolare il confronto degli agricoltori tra loro, a intensificare le relazioni tra i vari espositori e a far dialogare agricoltori ed espositori credo che abbia centrato perfettamente un importante obiettivo e credo che l’evoluzione del Sima debba necessariamente procedere in questa direzione, fermo restando che le macchine ci saranno sempre».

 

Fra le numerose novità del Sima del Centenario figura anche una nuova configurazione degli Innovation Awards. Che cosa è cambiato di fatto per questo Palmarès destinato a premiare le soluzioni e le tecnologie più innovative presentate dagli espositori del salone francese?

«Per prima cosa quest’anno le proposte formulate dalle case costruttrici sono ripartite in sei categorie: colture specializzate e rivegetazione, raccolta e stoccaggio, allevamento ed energie rinnovabili, robotica ed elettronica imbarcata, servizi e software, gestione di suolo e colture. Per ognuna di queste ci saranno i nominati e naturalmente i premiati.

Inoltre, essendo ormai il salone organizzato nel mese di novembre, i nominati nell’ambito dei Sima Innovation Awards verranno resi noti martedì 27 settembre in occasione del Sima Press Day, mentre l’annuncio dei premiati, che nelle precedenti edizioni del Salone veniva fatto contestualmente a quello dei nominati, avverrà durante il primo giorno del salone, lunedì 6 novembre, in occasione di una cerimonia eccezionale per festeggiare il centenario del Sima. Una scelta quest’ultima che garantisce alle aziende nominate una maggiore valorizzazione potendo godere rispetto al passato di un arco di tempo più lungo per farsi conoscere e fornire informazioni su di loro».

 

Dopo la scelta di dare spazio alla Robotica, che si è rivelata senza dubbio un’intuizione vincente, debutta in questa  edizione Sima Tech. Potrebbe darci qualche notizia in più in merito a questa new entry?

«Sima Tech è un’area del Sima dedicata all’Ag Tech con l’obiettivo di presentare le nuove tecnologie e le soluzioni innovative di fondamentale importanza per offrire delle risposte alle problematiche più attuali con cui si trovano a fare i conti gli agricoltori. Al suo interno trovano spazio, tra l’altro, lo stand degli espositori delle Nuove Tecnologie, il Villaggio della robotica agricola, organizzato di concerto con Fira, e il Villaggio delle Start-up, allestito in partnership con Ferme Digitale, Agri Sud-Ouest Innovation e Co-Farming, che quest’anno vedrà la partecipazione di 80 start-up, più del doppio rispetto all’edizione precedente del Salone.

Non mancheranno infine, sempre nell’ambito del Sima-Tech, opportunità di scambio e di confronto, grazie a conferenze, workshop e ad occasioni di networking, ma anche a tavole rotonde organizzate da Sima e dai suoi partner su tematiche specifiche di stringente attualità per gli agricoltori».

 

A differenza di quanto hanno fatto Agritechnica e Eima non è previsto all’interno del Sima uno spazio specificatamente alla componentistica. Forse perché preferite rivolgervi agli agricoltori piuttosto che ai costruttori?

«A voler essere precisi, per l’edizione 2022 del Sima è stato stabilito di raggruppare l’offerta dei componenti nel Padiglione 5B. Resta comunque il fatto che il nostro obiettivo è duplice: se è vero, da un lato, che ci rivolgiamo a degli industriali che, oltre ad essere i nostri espositori, costituiscono una parte dei nostri visitatori, è altrettanto vero che il nostro pubblico principale è formato da agricoltori e pertanto il Salone deve essere pensato essenzialmente per rispondere alle esigenze di questi ultimi».

 

Per finire, molti si aspettavano che, dopo l’assegnazione del Tractor of the Year 2022 nel contesto dell’Eima, quest’anno la cerimonia di premiazione si sarebbe svolta al Sima e invece il Toty ritorna all’Eima per il secondo anno consecutivo. Come mai?

«In vista del Sima 2022 ci sono stati dei contatti con gli organizzatori del Toty che però per quest’anno hanno scelto di consolidare la loro presenza all’Eima. Desidero tuttavia precisare che la questione resta aperta per gli anni a venire, dal momento che, anche in considerazione della presenza all’interno della giuria del Toty di un certo numero di giornalisti francesi, non esiste alcuna preclusione da parte nostra ad ospitare la cerimonia di premiazione del Toty così come non credo affatto che ci sia una chiusura da parte loro nei confronti del Sima».

 

© Barbara Mengozzi

 
Le immagini in ambito fieristico si riferiscono all’edizione 2019 del Salone, credits Foucha.
 

 

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