Spagna: dopo un 2020 in caduta, il mercato si risolleva sostenuto dagli incentivi

Mercati 04/03/2021 -

Reduce da un 2019 caratterizzato dal segno più, che aveva condotto ad un buon recupero rispetto al deludente 2018, il mercato dei trattori in Spagna ha subito lo scorso anno una nuova flessione attestandosi, stando ai dati forniti dal Ministero spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione-MAPA (Mapama, Inscripción de Maquinaria Agrícola – Año 2020), a quota 10.620  unità contro le 12.067 dell’anno precedente (-11.99%).

Un risultato che Ignacio Ruiz, segretario generale di Ansemat, l’Associazione spagnola dei costruttori di macchine agricole, non ritiene nel complesso particolarmente negativo a fronte di un anno molto difficile, pesantemente segnato dalla pandemia Covid-19 esplosa proprio poco dopo la conclusione del Fima di Saragozza, la rassegna biennale della meccanica agraria che rappresenta uno dei principali eventi di aggregazione del settore.

Fonte: MAPA, Inscripción de Maquinaria Agrícola Año 2020.

 

«Dopo un primo trimestre caratterizzato da pesanti cali delle vendite di macchine nuove  – ha fatto presente Ruiz in un’intervista all’agenzia di stampa Efeagro – nel mese di aprile  ci sono stati i primi segnali di un’inversione di tendenza e abbiamo cominciato a vedere la luce in fondo al tunnel, fino ad arrivare a giugno quando il Plan Renove (messo a punto dal MAPA per incentivare l’acquisto di nuovi mezzi, ndr), forte di  una dotazione complessiva di otto milioni di euro, tre in più rispetto al 2019, ha innescato una decisa ripresa».

 

CRESCE LA POTENZA MEDIA E SI MANTIENE ALTA LA RICHIESTA DI TRATTORI “STRETTI”

Esaminando più da vicino le nuove immatricolazioni, anche nel 2020 è proseguito il trend di progressivo aumento della potenza media dei trattori acquistati, pari a 85,8 kW contro gli  83,4 kW dell’anno precedente, un valore nettamente al di sopra della potenza media del parco nazionale che, al 31 dicembre 2020, risultava essere di 50,9 kW.

Relativamente alla ripartizione per fasce di potenza, poco meno di un terzo delle nuove immatricolazioni (32,0%) rientra nel segmento da 70 a 90 kW, mentre il segmento di potenza oltre i 110 kW rappresenta il 22,5 per cento dell’intero mercato nazionale.

Trend delle immatricolazioni in Spagna di trattori – Anni 2004-2020. Fonte: MAPA

 

Da segnalare anche la forte domanda di trattori stretti, che, pur risentendo anch’essi del calo generalizzato delle vendite, rappresentano ben il 47,3 per cento del mercato.

 

IMPORT DOMINANTE IN MANCANZA DI UNA PRODUZIONE INTERNA

Anche nel 2020 la stragrande maggioranza dei trattori venduti in Spagna risulta essere d’importazione (10.588 unità), né poteva essere diversamente data l’assenza di costruttori di rilievo sul territorio nazionale.

 

JOHN DEERE CONSERVA LA LEADERSHIP MA PERDE TERRENO

Per quanto riguarda il posizionamento dei marchi, John Deere, pur confermandosi  il brand numero uno – su un totale di 55 marchi (e più di mille modelli) presenti sul mercato spagnolo – con 2.490 macchine e il 23,4 per cento del mercato, manifesta una certa sofferenza perdendo 1,6 punti percentuali e “lasciando sul terreno” poco più di 500 macchine.

Fonte: MAPA, Inscripción de Maquinaria Agrícola Año 2020.

 

Mantiene il secondo posto New Holland, con un market share del 12,7 per cento e 1.350 trattori venduti (nel 2019 deteneva il 16,5% del mercato con 2.160 trattori venduti).

Sul terzo gradino del podio ritroviamo Kubota con 769 macchine vendute ed una quota del 7,2 per cento (80 macchine in meno ma 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2019), a pari merito però con Deutz-Fahr, salita dal 6,2 al 7,2 per cento del mercato, con 768 macchine.

Seguono Fendt (7,0%) Case IH (6,4%), Massey Ferguson (4,7%) e Landini (4,5%).

 

MIETITREBBIE IN LEGGERA RIPRESA, DOPO AVER TOCCATO IL FONDO

Risultano in calo rispetto al 2019 anche le vendite sul mercato spagnolo di macchine semoventi (categoria che include, tra le altre, macchine per la raccolta, attrezzature per la movimentazione di materiali, motoagricole, motocoltivatori e motozappe),  scese da 1.885 a 1.775 unità (-5,31%).

All’interno del sottogruppo “Macchine per la raccolta”, che conta complessivamente 535 macchine vendute, a fronte delle 558 del 2019, si segnalano le 215 mietitrebbie –  per la prima volta in leggera crescita dopo una lunga fase di calo più o meno costante, iniziato nel 2005 e culminato nel 2019 con 200 unità registrate –  e le 111 vendemmiatrici, 4 in più rispetto all’anno precedente.

Trend delle immatricolazioni in Spagna di macchine semoventi (in rosso) e mietitrebbie (in blu) – Anni 2004-2020. Fonte: MAPA.

 

Sempre in riferimento alle mietitrebbie, resta inalterato il terzetto in testa alla classifica formato nell’ordine da Claas, New Holland e John Deere che insieme si aggiudicano il 91,6 per cento delle vendite complessive, mentre New Holland, Grégoire e Pellenc coprono insieme la totalità del mercato delle vendemmiatrici.

Inversione di tendenza, ma in questo caso in negativo, anche per  le attrezzature per la movimentazione di materiali, scese dalle  958 unità del 2019 alle 909 del 2020 (-5,1%), mentre restano invariati i tre marchi che dominano il mercato (Manitou, JCB e Ausa) raccogliendo il 51,8 per cento delle immatricolazioni.

 

CALANO LE MACCHINE TRAINATE O PORTATE, CRESCONO I RIMORCHI

Evidenziano un calo nel confronto con i dati del  2019 anche le vendite di macchine trainate o portate pari a 16.022 unità, equivalenti a poco meno del 10 per cento in meno rispetto all’anno precedente, ma, come avverte lo stesso MAPA, non si tratta di una reale fotografia del mercato poiché gran parte di questo macchinario sfugge alle immatricolazioni.

Un fenomeno peraltro che è maggiormente avvertito per alcune sottocategorie, come ad esempio quella delle macchine per la lavorazione del terreno e la semina (ad eccezione delle seminatrici per la semina diretta ), mentre i dati relativi alle macchine per i trattamenti fitosanitari sono molto vicini alle cifre reali di vendita essendo la loro registrazione obbligatoria.

Tornano invece in attivo, dopo la pesante flessione subita nel 2019 i rimorchi, passati da 3.499  a  3.749 unità (+7,14%).

 

BUON ESORDIO PER IL 2021

Per i trattori il 2021 parrebbe essere iniziato con il vento in poppa, se si considerano le 731 unità immatricolate nel mese di gennaio, che, in crescita del 3,4 per cento rispetto al dato del 2020, fanno ben sperare in una prosecuzione della ripresa del mercato, alla quale dovrebbero contribuire quest’anno, oltre ai fondi del Plan Renove quelli del Recovery Plan 2021-23.

 

CROLLO DELLE VENDITE DELL’USATO

Un anno difficile quale è stato il 2020 ha avuto ripercussioni anche sul mercato dell’usato che secondo i dati Ansemat è calato del 22,3% a 46.684 unità. Una battuta d’arresto dovuta soprattutto, a detta di Ignacio Ruiz, al giro di vite agli investimenti da parte dei piccoli agricoltori.

L’obsolescenza del parco macchine, d’altra parte, dovuta a un tasso di rinnovo molto basso, accomuna la Spagna a gran parte delle nazioni del Vecchio Continente, con la differenza però, evidenzia Ruiz, che in Spagna i trattori usati devono superare obbligatoriamente un’ispezione tecnica.

Resta infine elevato il numero di passaggi di proprietà di trattori usati che, sempre sulla base dei dati di provenienza MAPA,  ammontavano nel 2020 a 22.915, il doppio delle nuove immatricolazioni. Rispetto al dato del 2019 (29.726) si rileva però un calo di quasi il 23 per cento, da ascrivere in larga parte al divieto di vendita di trattori con più di 40 anni privi di una struttura di protezione contro il ribaltamento omologato, introdotto dal regio decreto 448/2020 del 10 marzo, con l’intento di abbattere il numero di incidenti in agricoltura.

 

© Barbara Mengozzi

 

 
Fonte immagini: Agrolabor Altiplano, Ansemat, Claas Ibérica España, Fima 2020, Kubota, Masur Agricola concesionario John Deere, Repuestos Agrícolas Segovia.
 
 

 

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