Spagna: mercato in recupero nel 2021 ma il primo trimestre 2022 frena gli entusiasmi

Mercati 05/05/2022 -

Reduce da un deludente 2020 caratterizzato da una flessione di poco inferiore al 12 per cento rispetto all’anno precedente, il mercato dei trattori in Spagna ha ritrovato lo scorso anno un nuovo vigore che lo ha portato a ricalcare il trend positivo prevalente a livello europeo e ad attestarsi, stando ai dati forniti dal Ministero spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione-MAPA (Mapama, Inscripción de Maquinaria Agrícola – Año 2021), a quota 11.593 unità contro le 10.620 dell’anno precedente (+9,57%).

 

UN TERZO DELLE NUOVE IMMATRICOLAZIONI NEL SEGMENTO DA 70 A 90 KW

Esaminando più da vicino le nuove immatricolazioni, anche nel 2021 è proseguito il trend di progressivo aumento della potenza media dei trattori acquistati, pari a 87,4 kW contro gli 85,8 kW dell’anno precedente, un valore nettamente al di sopra della potenza media del parco nazionale che, al 31 dicembre 2021, risultava essere di 51,4 kW.

Spagna – Immatricolazioni di trattori 2000-2021

Relativamente alla ripartizione per fasce di potenza, circa un terzo delle nuove immatricolazioni (32,6%) rientra nel segmento da 70 a 90 kW, mentre il segmento di potenza oltre i 110 kW rappresenta il 24,0 per cento dell’intero mercato nazionale. Per finire, il prezzo medio, risulta essere di 61.456 euro, Iva esclusa.

 

IMPORT DOMINANTE IN ASSENZA DI UNA PRODUZIONE INTERNA

Fendt 210P Vario, insignito del titolo di “Tractor de Espana – Ganador Absoluto 2022” nel corso dell’edizione 2022 del Fima.

Anche nel 2021 la stragrande maggioranza dei trattori venduti in Spagna risulta essere d’importazione (11.550 unità), né poteva essere diversamente data l’assenza di costruttori di rilievo sul territorio nazionale.

 

JOHN DEERE MANTIENE IL PRIMATO MA PERDE APPEAL MENTRE NEW HOLLAND GUADAGNA TERRENO

Per quanto riguarda il posizionamento dei marchi, John Deere, pur confermandosi il brand numero uno – su un totale di 57 marchi (e più di mille modelli) presenti sul mercato spagnolo – con 2.361 macchine e il 20,4 per cento del mercato, continua a soffrire di disaffezione perdendo ben 3 punti percentuali e poco più di un centinaio di macchine.

Mantiene il secondo posto New Holland che si rende invece protagonista di un bell’exploit salendo da 1.350 a 1.658 macchine, mentre il market share passa dal 12,7 al 14,3 per cento.

Sul terzo gradino del podio Deutz-Fahr, con 870 macchine vendute ed una quota del 7,5 per cento (102 macchine e 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2020), distacca di pochissimo Kubota, anch’essa in crescita, dal 7,2 al 7,4 per cento del mercato, e da 769 a 862 macchine. Alle loro spalle Fendt (5,9%) e Case IH (5,7%), entrambe in discesa, seguite da Landini (4,7%) e Massey Ferguson (4,0%).

Da segnalare, l’elevato numero di passaggi di proprietà dei trattori usati (28.069) che è 2,4 volte superiore a quelli di nuova immatricolazione.

 

PROSEGUE LA CRESCITA DI MIETITREBBIE E VENDEMMIATRICI

Spagna – Immatricolazioni di macchine per la raccolta di cereali 2006-2021

In leggero calo rispetto al 2020 le vendite sul mercato spagnolo di macchine semoventi (categoria che include, tra le altre, macchine per la raccolta, attrezzature per la movimentazione di materiali, motoagricole, motocoltivatori e motozappe),  scese nel complesso da 1.785 a 1.722 unità (-3,5%).

All’interno del sottogruppo “Macchine per la raccolta”, che conta complessivamente 605 macchine vendute, a fronte delle 535 del 2020, si segnalano le 273 mietitrebbie –  per le quali prosegue la fase di crescita  inauguratasi l’anno precedente  –  e le 133 vendemmiatrici, 22 in più rispetto all’anno precedente.

Sempre in riferimento alle mietitrebbie, Claas e New Holland dominano la classifica aggiudicandosi insieme il 72,5 per cento delle vendite complessive. Sul fronte delle vendemmiatrici il terzetto New Holland, Grégoire e Pellenc copre la totalità del mercato.

Nuovamente in discesa, per il secondo anno consecutivo dopo le ottime performance del 2019, le attrezzature per la movimentazione di materiali, passate dalle  909 unità del 2020 alle 860 del 2021 (-5,4%), mentre restano invariati i tre marchi che dominano il mercato (Manitou, JCB e Ausa) raccogliendo il 51,28 per cento delle immatricolazioni.

 

MACCHINE TRAINATE O PORTATE IN NETTA RIPRESA, LEGGERO INCREMENTO PER I RIMORCHI

Evidenziano una netta ripresa  nel confronto con i dati del  2020  le vendite di macchine trainate o portate pari a 18.379 unità, che equivalgono a quasi il 15 per cento in più rispetto all’anno precedente, ma, come avverte lo stesso MAPA, non si tratta di una reale fotografia del mercato poiché gran parte di questo macchinario sfugge alle immatricolazioni.

Un fenomeno peraltro che è maggiormente avvertito per alcune sottocategorie, come ad esempio quella delle macchine per la lavorazione del terreno e la semina (ad eccezione delle seminatrici per la semina diretta ), mentre i dati relativi alle macchine per i trattamenti fitosanitari e la distribuzione dei fertilizzanti sono molto vicini alle cifre reali di vendita essendo la loro registrazione obbligatoria.

Lieve incremento, infine, per i rimorchi, saliti  da  3.749 a 3.811 unità (+1,63%).

 

ESORDIO NEGATIVO PER IL 2021

Per i trattori il 2022  non è certo iniziato nel modo migliore: le immatricolazioni infatti, a quota 2.337 unità, fanno segnare una flessione  dell’8,7 per cento rispetto al dato dello stesso periodo del 2021 (2.560 unità).

Ignacio Ruiz, segretario generale di Ansemat, l’Associazione spagnola dei costruttori di macchine agricole, già qualche mese fa commentando l’andamento del mercato delle macchine agricole nel 2021 parlava di un «ritorno alla normalità» che richiedeva però un’attenta disamina delle diverse dinamiche che hanno interessato sia l’offerta sia la domanda, e che continueranno a plasmare il mercato nel 2022 facendo prevedere un anno tutt’altro che tranquillo.

«In particolare – affermava Ruiz ­–  i rincari delle materie prime industriali e la scarsità di componenti faranno salire i costi di produzione, con conseguenti ripercussioni negative sui prezzi, e sui tempi di consegna che si allungheranno. Il tutto in  un contesto economico sfavorevole  a causa della stagnazione dei redditi agricoli e dell’aumento dei costi dei mezzi tecnici che hanno portato le aziende a stimare un mercato in calo nel breve termine. Una situazione che creerà un terreno fertile per l’aumento del mercato delle attrezzature usate e renderà difficile l’attuazione dei piani di aiuto per gli investimenti in macchinari nel 2022».

 

UN BILANCIO PIÙ CHE SODDISFACENTE PER FIMA 2022

Ed è proprio in questo contesto socio economico carico di incertezze ma al tempo stesso ricco di sfide che si è svolta, dal 26 al 30 aprile, Fima, la rassegna internazionale della meccanica agraria di scena nel quartiere fieristico di Saragozza, città capoluogo dell’Aragona, a metà strada tra Madrid e Barcellona.

Una manifestazione con cadenza biennale che aveva  evidenziato nell’ultimo periodo pre-Covid notevole dinamismo arrivando ad affermarsi, grazie all’adesione compatta dei maggiori costruttori del settore, come uno degli eventi di punta della meccanica agricola nel Vecchio Continente.

Anche se Fima 2022, fermandosi a quota 104.000 visitatori, ha fatto registrare un calo delle presenze rispetto alla rassegna del 2020, ha comunque soddisfatto appieno le esigenze di un pubblico professionale, oggetto di maggiori attenzioni da parte delle 1.130 aziende espositrici, assegnando all’agricoltura la centralità che merita e gettando  le premesse, superata questa fase di transizione, per ricollocarsi sui brillanti livelli dell’edizione record di due anni fa.

 

© Barbara Mengozzi

 

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