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Spandimento reflui zootecnici, al via la deroga di 15 giorni

By at 4 Dicembre, 2019 | 16:38 | Print

Spandimento reflui zootecnici, al via la deroga di 15 giorni

Il ministero dell’Ambiente, rende noto Coldiretti, ha stabilito di concedere l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire per quindici giornate – con modalità ancora da definire secondo i bollettini nitrati delle Regioni – l’utilizzazione dei reflui zootecnici per ripristinare la fertilità del terreno in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea.

«La concessione della deroga permette alle imprese agromeccaniche e agro-zootecniche di superare una grave emergenza, dettata dall’eccesso di precipitazioni che hanno caratterizzato i mesi di ottobre e novembre ­ – ha dichiarato Sandro Cappellini, vicepresidente nazionale della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani (CAI) e coordinatore per la Lombardia –. Apprezzando l’intervento di Coldiretti con cui abbiamo condiviso il problema, ci uniamo al ringraziamento al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e agli assessori all’Agricoltura della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna per l’impegno a aver lavorato in sinergia per una risposta rapida alle necessità del mondo agricolo».

 

BENE LA DEROGA, MA OCCORRE RIVEDERE LE NORME

«Il provvedimento riguarda da vicino il settore agromeccanico, responsabile ormai di più del 60 per cento delle operazioni di spandimento degli effluenti – ha proseguito Cappellini ­–. Ora sarebbe opportuno prevedere, come ha suggerito Regione Lombardia nel proprio Piano Nitrati, la possibilità di operare nei campi non secondo un calendario predefinito, ma in base alle situazioni agro-meteorologiche, in modo da non vincolare le imprese a inutili e anacronistici divieti».

«Allo stesso tempo – ha concluso Cappellini –, sarebbe opportuno che l’Italia, la Lombardia e le Regioni del Nord avviassero un dialogo costruttivo con Bruxelles per rivedere i limiti di spandimento: troppo spesso agli agricoltori sono addossate colpe ambientali che invece non hanno».

 

 
Fonti: Coldiretti e CAI
Fonte immagine: Joskin.

 

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