Speciale Carri trinciamiscelatori: un’offerta ampia e variegata

Macchine 24/09/2012 -

Vagoncini mobili azionati elettricamente che, secondo razioni e orari preimpostati dall’allevatore,  prelevano e distribuiscono la razione alimentare dando alle bovine, singolarmente o suddivise in gruppi, la possibilità di consumare tanti piccoli pasti giornalieri, con minori scarti e maggior benessere. È questa la nuova frontiera dell’automazione del “piatto unico” alla quale stanno lavorando i ricercatori dei principali istituti e laboratori di meccanica agraria; in attesa però che i sistemi automatici per la preparazione e la somministrazione dei pasti alle vacche da latte compiano il percorso tecnologico necessario a garantirne una presenza diffusa negli allevamenti, il carro trinciamiscelatore resta l’indiscusso protagonista della tecnica unifeed.

Sistema automatico per la preparazione e distribuzione dell’unifeed

La centralità e l’insostituibilità di questa macchina nelle aziende dove si pratica una zootecnia avanzata trovano conferma nei dati di mercato. In Europa, infatti, le vendite superano le 7.000 unità l’anno, di cui almeno un terzo trova collocazione in Germania. La capacità di assorbimento annua del mercato italiano si aggira intorno al migliaio di  unità (in mancanza di dati ufficiali ci si basa su indagini effettuate su campioni di aziende) e gli acquisti, soprattutto in certi bacini produttivi, risentono fortemente dell’andamento del prezzo del latte e dei formaggi più rinomati. Avendo a che fare con la macchina che più di ogni altra  deve adattarsi alle esigenze applicative della singola azienda, in vista di un’ottimizzazione dei cicli operativi, è praticamente impossibile delineare l’identikit del carro unifeed ideale. Spetta all’acquirente saper individuare, nell’ambito di un’offerta commerciale fortemente variegata, i requisiti più adatti a soddisfare le proprie esigenze.

Volendo però evidenziare  i principali trend di mercato, sono sostanzialmente tre le direttrici lungo le quali si incanala la richiesta: generalmente il sistema di miscelazione a coclee verticali viene preferito laddove predomina l’impiego di foraggi prativi mentre il silomais ben si coniuga con i carri orizzontali; le cubature medie vanno progressivamente aumentando di pari passo con la crescita delle dimensioni aziendali; sale la quota di mercato dei modelli semoventi che, a fronte di un investimento più cospicuo, offrono il vantaggio di non richiedere un trattore dedicato per gli spostamenti.

 

 

 FARESIN LEADER ECOMODE: IL CARRO UNIFEED “INTELLIGENTE”

Carro trinciamiscelatore semovente Faresin Leader Ecomode

 

Una serie di centraline di controllo che regolano tutte le funzioni di fresatura-carico, miscelazione e trasferimento-avanzamento è l’elemento qualificante dei carri unifeed semoventi Leader Ecomode prodotti dalla ditta Faresin e presentati ufficialmente all’Agritechnica 2011. Si tratta di macchine da 9 a 35 metri cubi di capacità, mono e bicoclea “governate” elettronicamente. Tutta l’energia necessaria all’avanzamento e alle varie funzionalità viene così incanalata e distribuita nel migliore dei modi, evitando inutili dispersioni e sprechi: il sistema, infatti, ripartisce automaticamente la potenza disponibile assegnandola alle varie utenze (avanzamento, miscelazione e fresa) in funzione degli interventi eseguiti in quel momento dall’operatore. Due motori idrostatici – uno per ciascun assale – regolano proporzionalmente la velocità interagendo al meglio con gli assali, dotati di freni integrati positivi e negativi a dischi a bagno d’olio. A conti fatti, la funzionalità Ecomode riduce i consumi di gasolio del 25%, a fronte di una velocità massima di trasferimento incrementata a 40 km orari, ed abbatte le emissioni inquinanti.

La gamma delle motorizzazioni è stata potenziata (Perkins da 145 cv, Deutz da 210 cv e  Iveco da 240 cv, tutti common rail), così come l’efficienza della fresa (capacità di carico di 2 tonnellate al minuto); il canale e il tappeto di carico sono stati maggiorati in larghezza del 33%, passando da 60 a 80 cm, mentre la profondità di passata è stata aumentata fino a raggiungere i 25 cm (+75%). L’insieme di queste modifiche consente di ridurre i tempi delle operazioni di carico fino a dimezzarli. Il controllo in continuo della velocità di rotazione delle coclee permette di avere 6 velocità di miscelazione, a sua volta il controllo proporzionale del rullo fresa garantisce una potenza di 150 cv con 3 velocità regolabili in base agli alimenti  caricati.

In cabina un display a colori permette all’operatore di avere sotto controllo tutti i parametri di funzionamento. Inoltre, attraverso un collegamento web, è possibile ottenere in qualunque istante un check-up in remoto sulle funzionalità del mezzo direttamente dal centro assistenza Faresin.

Risulta notevolmente migliorata anche l’ergonomia grazie al cassone rialzato e alla cabina avanzata per ampliare il campo visivo; è stata altresì agevolata l’accessibilità al cofano motore e al serbatoio gasolio, portato in posizione posteriore centrale ed aumentato nelle dimensioni per garantire una maggiore autonomia d’esercizio.

 

SEKO SAMURAI 7 SELF POWER, MAGGIORE PRODUTTIVITA’ A COSTI MINORI 

Carro trinciamiscelatore semovente Seko Samurai 7 Self Power

 

Importanti soluzioni tecniche ed accorgimenti originali contribuiscono ad incrementare le performance e la sicurezza della serie Samurai 7 Self Power,  la nuova  gamma di carri trinciamiscelatori semoventi della ditta Seko. Si tratta di quattro modelli con capacità da 15 a 27 metri cubi forniti di serie in versione “Full Optional”. Tra le principali innovazioni il design industriale studiato per massimizzare sia le capacità di carico sia le rese produttive ed ottimizzare nel contempo la manovrabilità e il comfort; la geometria a scocca arrotondata per una migliore circolazione interna del prodotto; la cabina ergonomica e completamente vetrata per garantire la massima visibilità; il doppio assale sterzante per un ridotto raggio di sterzata; il tappeto di scarico ridisegnato per una migliore distribuzione.

Il sistema di trinciatura e miscelazione è il collaudato “Double Mix”, brevettato e caratterizzato da due speciali coclee a doppia spirale, controrotanti, alloggiate sul fondo vasca, munite di coltelli stellari e controlame.  Merita una segnalazione anche il  potente gruppo fresante ad elevato rendimento: in particolare il  rullo desilatore ha una larghezza di lavoro di 2.210 mm e l’estensione del braccio di fresatura arriva a 5.200 mm sviluppando un’elevata produttività nella raccolta di insilati sia di erba sia di mais (2 tonn/min). I carri Samurai 7 Self Power sono equipaggiati di motori Perkins Stage III a sei cilindri turbo-intercooler da 175 cv.

 

 

MUTTI AMOS: CARRI UNIFEED “SU MISURA”

 

Carro trinciamiscelatore trainato Mutti Amos Championfeed, a due coclee orizzontali con desilatore

 

Affidabilità e versatilità sono i punti forte della variegata gamma di carri trinciamiscelatori della Mutti Amos macchine agricole. I modelli della serie Championfeed  con due coclee orizzontali  controrotanti, munite di coltelli e contro-coltelli, essendo caratterizzati da un ingombro che si sviluppa in lunghezza, rappresentano la scelta ideale  per quelle stalle dove esistono passaggi obbligati di altezza ridotta. Costruiti con fondo rinforzato da 10 mm resistente all’usura, sono disponibili con e senza fresa desilatrice. La capacità varia da 6 a 22 metri cubi  per i modelli senza fresa, mentre per le macchine dotate di fresa desilatrice la capacità  parte da 5 metri cubi e arriva fino a 17. Ampio range di accessori a richiesta.

Carro trinciamiscelatore trainato Mutti Amos Idealfeed Mav2, verticale a doppia coclea

Vanta  una presenza consolidata sul mercato anche la serie di carri verticali a doppia coclea Idealfeed Mav2. Nei  5 modelli, con capacità di carico del cassone a forma di cono tronco capovolto comprese tra 14 e 30 metri cubi e telaio indipendente, la miscelazione è affidata a due  robuste coclee verticali senza traverse, a profilo elicoidale, realizzate in acciai ad alta resistenza ed elevato spessore per assicurare, insieme ad una lunga durata, il giusto grado di sofficità. I coltelli a sciabola e le controlame garantiscono la trinciatura di balle cilindriche intere. Un sistema di pesatura elettronico con  4 sensori di carico consente di memorizzare fino a 20 differenti ricette.

 

FERABOLI OVERMIX: UNA QUALIFICATA “NEW ENTRY” NEI TRAINATI VERTICALI

Carro trinciamiscelatore trainato verticale bicoclea Feraboli 2TH Overmix, da 31 metri cubi di cubatura

 

È un ingresso recente nel mercato dei carri trinciamiscelatori quello della ditta Feraboli di Cremona, forte però di un consolidata esperienza nella produzione di macchine per la fienagione che costituiscono il suo core-business. La scelta è caduta  sui Vertical Mixer, carri verticali  proposti in differenti versioni, a una e due coclee, e con cubature fino a 31 metri cubi, in grado, a detta della casa costruttrice, di garantire tempi di miscelazione inferiori fino al 30-40% rispetto alla media del settore.

Da segnalare, tra i requisiti della gamma Overmix, il sistema elettronico di pesatura e dosaggio, realizzato in collaborazione con DigiDevice, che attraverso la centralina, dotata di ampio display, permette di  programmare fino a 50 ricette con 20 componenti e 20 razioni e di  determinare con esattezza e precisione il peso anche in presenza di sollecitazioni esterne grazie all’innovativo filtro dinamico. Le coclee, in acciaio di elevata qualità, sono prodotte internamente e caratterizzate da un particolare profilo appositamente studiato per favorire la miscelazione. Ciascuna coclea può montare fino a 17  coltelli temprati e rivestiti con leghe di carburo di tungsteno.

DA STORTI UN MINIMISCELATORE PER GLI ALLEVAMENTI DI VITELLI A CARNE BIANCA

Mini-miscelatore Storti Mini-Mixer per l’alimentazione dei vitelli a carne bianca

Una piccola macchina che costituisce una grande innovazione. La realizzazione del Mini-Mixer, per il quale Storti, la ditta costruttrice il cui nome è strettamente legato ai carri miscelatori, ha depositato una domanda di brevetto, è stata dettata dall’esigenza di soddisfare le richieste  provenienti dagli allevamenti di vitelli a carne bianca a seguito dell’entrata  in vigore  delle nuove normative comunitarie sul benessere animale che hanno imposto la stabulazione in gruppo, in sostituzione della gabbia individuale, e la somministrazione al vitello di una certa quota di alimenti fibrosi, in aggiunta alla dieta lattea, nel corso del ciclo d’ingrasso.

Si distinguono 3 fasi d’utilizzo del Mini-Mixer: il carico e la pesatura dei componenti, che possono essere paglia di grano o paglia d’orzo (pretrinciate), pellet, farina, fiocchi, concentrati, nucleo e minerali, secondo una ricetta prestabilita; la miscelazione ed omogeneizzazione dei diversi prodotti con la fibra; la distribuzione e lo scarico, in corsia o per singolo animale e con quantità prestabilita, di un’unica sostanza omogenea.

La macchina è movimentata su un carrello elettrico semovente che passa agevolmente nelle strette corsie delle stalle degli allevamenti di vitelli da latte. La distribuzione prevede un sistema di scarico da entrambi i lati e ad un’altezza variabile. Da segnalare infine la silenziosità del motore elettrico, così da evitare che i vitelli  vengano disturbati e stressati ma anche emissioni dannose di gas esausti all’interno della stalla.

 Barbara Mengozzi

© pubblicato su “Mondo Agricolo”, settembre 2012
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