HomeNewsSvolta a Washington: gli Stati Uniti tagliano i dazi su macchinari agricoli e industriali al 15% Svolta a Washington: gli Stati Uniti tagliano i dazi su macchinari agricoli e industriali al 15% News 02/06/2026 - meccagri La Casa Bianca riduce i dazi sulle attrezzature pesanti e lancia il bonus per chi utilizza acciaio e alluminio “Made in USA”. Con una mossa strategica volta ad alleggerire la pressione economica sui settori produttivi chiave, la Casa Bianca ha annunciato una significativa riduzione dei dazi doganali sulle importazioni di macchinari agricoli e da costruzione. La misura, che entrerà ufficialmente in vigore l’8 giugno, prevede il taglio dell’aliquota dal 25% al 15% su una vasta gamma di attrezzature pesanti, tra cui mietitrebbiatrici e carrelli elevatori. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione Trump è stimolare gli investimenti privati a breve termine e avviare una decisa ricostruzione della base industriale della nazione entro la fine del 2027. UN INCENTIVO ALL’ACCIAIO “MADE IN USA” Il provvedimento non si limita a un semplice ribasso lineare dei dazi, ma introduce un meccanismo di premialità per le aziende che scelgono la filiera nazionale. Secondo quanto diffuso nelle note informative della Casa Bianca, le imprese straniere potranno beneficiare di un’aliquota doganale ulteriormente ridotta al 10% a una condizione precisa: i macchinari e i beni strumentali importati dovranno essere composti da almeno l’85% di acciaio o alluminio prodotto negli Stati Uniti. Una mossa che tenta di bilanciare le esigenze degli utilizzatori finali con quelle dell’industria metallurgica interna, da tempo al centro dell’agenda protezionistica della presidenza. CONTENERE L’IMPENNATA DEI COSTI NEI CAMPI La decisione giunge in un momento di forte sofferenza per il comparto agricolo americano. Giganti del settore come Deere & Co. hanno recentemente segnalato una forte contrazione nelle vendite di trattori, giustificata dalla combinazione asfissiante tra l’aumento del costo del carburante diesel – spinto dalle forti tensioni geopolitiche internazionali nel Golfo Persico – e il contemporaneo rincaro dei fertilizzanti. Nello stesso proclama presidenziale, si riconosce esplicitamente che «le recenti circostanze hanno colpito e stanno colpendo pesantemente le industrie nazionali che utilizzano attrezzature agricole e macchinari industriali», legittimando l’intervento d’urgenza sui dazi per frenare l’inflazione settoriale. RIFLESSI GEOPOLITICI E REAZIONI DEI MERCATI INTERNAZIONALI Il mercato globale ha reagito con immediato ottimismo all’annuncio di Washington. A Tokyo, le azioni della multinazionale giapponese Kubota Corp., leader nella produzione di macchine agricole e movimento terra, hanno registrato un balzo fino al 7,9% nelle contrattazioni successive alla notizia. L’allentamento delle tariffe, pur temporaneo, offre una boccata d’ossigeno ai partner commerciali esteri e alle catene di fornitura globali, scosse di recente dal parziale blocco dello Stretto di Hormuz che ha minacciato le forniture globali di alluminio. LA PARTITA POLITICA IN VISTA DELLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO Oltre alle motivazioni puramente macroeconomiche, la rimodulazione tariffaria porta con sé una forte valenza politica. Il forte aumento dei costi di gestione per gli agricoltori del Midwest – storicamente legati alle politiche commerciali della Casa Bianca – era diventato uno dei temi caldi della campagna elettorale. I Democratici stavano facendo leva sul malcontento rurale per tentare il ribaltamento di seggi chiave alla Camera e al Senato in vista delle prossime elezioni di metà mandato di novembre. Con questo taglio mirato, l’amministrazione punta a disinnescare le critiche delle opposizioni e a blindare il consenso della “Farm Belt” americana. © Meccagri – riproduzione riservata. Fonte immagini: Case IH, Foto di Library of Congress su Unsplash. Dazi USA