HomeMacchineTadus T16.20: l’elettrico da 160 cavalli nato da una nuova filosofia progettuale Tadus T16.20: l’elettrico da 160 cavalli nato da una nuova filosofia progettuale Macchine , Trattori 10/03/2026 - meccagri Agritechnica rappresenta sempre una valida opportunità per scoprire soluzioni fuori dal comune che difficilmente troverebbero spazio in altri ambienti. L’edizione 2025 non ha deluso le aspettative grazie anche alla presenza di imprese come la tedesca Tadus che ha presentato il suo T16.20, un prototipo di trattore completamente elettrico da 160 cavalli di potenza che sulla carta offre caratteristiche degne di nota. UN PERCORSO PARTITO NEL 2021 DA UN FOGLIO BIANCO PER PROGETTARE AL MEGLIO UN TRATTORE ELETTRICO È già da qualche anno che l’elettrico si è affacciato nel panorama agricolo, venendo proposto da diversi costruttori quale alternativa alle tradizionali versioni con motore termico su modelli specializzati o di bassa potenza. La start-up tedesca Tadus, supportata dal Ministero dell’Economia bavarese nell’ambito del Programma di Ricerca Energetica Bavarese, ha invece avviato dal 2021 la progettazione ex-novo di un trattore di medio-alta potenza che entro la fine del 2026 dovrebbe essere prodotto nelle prime unità. OGNI SERVIZIO DISPONE DI UN SUO MOTORE PER GARANTIRE LE MASSIME PRESTAZIONI DI OGNI COMPONENTE Come anticipato, Tadus T16.20 è in grado di erogare una potenza massima di circa 160 cavalli (120 kilowatt), mentre la potenza continua si attesta attorno ai 110 cavalli (80 kilowatt). Queste prestazioni vengono alimentate da una batteria centrale che fornisce l’energia a cinque elementi: trazione anteriore, trazione posteriore, sistema idraulico, PTO anteriore e PTO posteriore. Una soluzione che si rivela decisamente vantaggiosa in quanto la fornitura di energia a una componente non influenza le prestazioni delle altre, permettendo al trattore di massimizzare il funzionamento di ogni sua parte durante il lavoro. A permettere ciò è infatti un’unità di controllo centrale che eroga l’energia in base ai carichi di lavoro, allo stato dell’accumulatore di energia e alle priorità impostate dall’operatore. AUTONOMIA DICHIARATA FRA LE 5 E LE 8 ORE, CON LA BATTERIA CHE PUÒ ESSERE SOSTITUITA La batteria agli ioni di litio montata sul T16.20 offre una capacità prossima ai 200 kilowattora che, quando caricata al 100 percento, dovrebbe assicurare un’autonomia compresa fra le 5 e le 8 ore a seconda dell’attività svolta. Disponibile con una potenza di carica di 22 kilowatt in corrente alternata e di 120 kilowatt in corrente continua, la batteria può fungere anche da accumulatore da utilizzare per l’alimentazione dei servizi presenti in un’azienda, divenendo di fatto un “power bank” formato trattore. Una peculiarità relativa alla batteria riguarda il suo design studiato per garantire una sostituzione rapida dell’unità in circa cinque minuti stando a quanto dichiarato dal costruttore. IMPIANTO IDRAULICO E-LOAD-SENSING DA 75 O 100 LITRI/MIN CON SOLLEVATORE POSTERIORE DA 5.000 CHILOGRAMMI Tornando al tema delle prestazioni, il T16.20 di Tadus dispone di un impianto idraulico e-load-sensing che nella versione standard eroga una portata di 75 litri/min incrementabile su richiesta a 100 litri/min. L’impianto dispone di serie di due distributori a doppio effetto e uno a semplice effetto che possono essere governati tramite joystick, pulsanti o il monitor touch screen presenti in cabina. Per quanto riguarda i sollevatori, è possibile alzare sino a 5.000 chilogrammi al posteriore e 3.000 all’anteriore, disponibile come optional. VELOCITÀ MASSIMA DI 40 CHILOMETRI ORARI CON IL SISTEMA DI EROGAZIONE DELL’ENERGIA CHE SOSTITUISCE LA TRADIZIONALE TRASMISSIONE Il sistema di propulsione elettrico adottato da Tadus consente di viaggiare a velocità massime di 40 chilometri orari in avanti e 20 in retro, operando in maniera simile a una variazione continua ma senza disporre di un vero e proprio cambio. Lo stesso concetto viene applicato alle prese di forza che possono girare a velocità comprese tra 0 e 1.000 giri/min. La PTO può essere innestata sotto carico e il regime di rotazione è indipendente dalla velocità di avanzamento. CONNETTIVITÀ E SMART FARMING: UN “NATIVO DIGITALE” Dal momento che, come evidenziato, il Tadus T16.20, a differenza dei trattori tradizionali adattati all’elettrico, nasce con un’architettura “Drive-by-Wire” – il che significa che non ci sono collegamenti meccanici rigidi tra i comandi e l’erogazione della potenza – l’unità di controllo centrale non si limita a distribuire energia, ma la razionalizza in base allo stato dell’accumulatore e alle priorità impostate dall’operatore. In pratica, il trattore “decide” come ottimizzare i flussi verso i cinque motori indipendenti per evitare sprechi. In evidenza, accanto alla gestione intelligente dei carichi, l’interfaccia avanzata. Il monitor touch screen e i sistemi di bordo forniscono infatti un feedback costante e analitico sui carichi di ogni singola utenza (idraulica, PTO, trazione).Questa granularità di dati costituisce un ottimo presupposto per l’integrazione con protocolli di agricoltura 4.0 e telemetria remota, elementi ormai imprescindibili per un trattore di questa fascia. In altre parole, il sistema di monitoraggio costante del carico e dell’energia residua trasforma il trattore in un centro di analisi dati semovente, perfetto per le esigenze dell’agricoltura 4.0. Da segnalare, infine, la precisione millimetrica. Poiché, come abbiamo visto, la velocità di rotazione della PTO indipendente dalla velocità di avanzamento e variabile da 0 a 1.000 giri/min, il controllo digitale garantisce una precisione estrema nelle lavorazioni con attrezzi sensibili. UN TRATTORE FUORI DAL COMUNE FACILMENTE UTILIZZABILE COME I VEICOLI TRADIZIONALI Come si può intuire, nessun dettaglio è stato lasciato al caso al momento della progettazione, con Tadus che ha prestato tanta attenzione allo studio delle componenti meccaniche ed elettriche quanto a quello del design e del comfort. Le linee moderne della carrozzeria lasciano infatti spazio a una ampia cabina dotata di tetto panoramico e un livello sonoro da record grazie alla propulsione elettrica. I comandi sono stati disposti in maniera ergonomica a lato del posto di guida, in modo che l’operatore possa ambientarsi immediatamente per far lavorare al meglio il T16.20. A tal proposito, il veicolo è stato dotato di un sistema che informa costantemente sul consumo energetico, sullo stato della batteria e sul livello di carico delle singole utenze. MISURE E PESI IN SINTESI Il T16.20 si presenta quale vero e proprio trattore di fascia media come dimostrano le sue dimensioni – lunghezza di 4.600 millimetri, larghezza di 2.440 millimetri, altezza di 3.150 millimetri e passo di 2.700 millimetri. A queste caratteristiche si uniscono una massa a vuoto di 8.100 chilogrammi e una massa totale consentita di 10.800 chilogrammi. Se il dato degli 8.100 chilogrammi a vuoto per un 160 cavalli può generare qualche perplessità, ci sono diversi aspetti che vanno considerati, a cominciare dal baricentro ottimizzato, essendo la batteria montata in posizione centrale, il che abbassa drasticamente il centro di gravità del veicolo conferendogli una stabilità superiore e riducendo la necessità di zavorre anteriori pesanti che spesso sono la causa principale del compattamento del suolo nei mezzi convenzionali. Inoltre, grazie a un passo di 2.700 mm e alla gestione indipendente della trazione anteriore e posteriore, il T16.20 può modulare la coppia su ogni asse in modo da minimizzare lo slittamento, una delle cause primarie del degrado della struttura del terreno. Infine, con una massa totale consentita di 10.800 kg, il trattore offre un margine di carico utile di 2.700 kg, ideale per trasporti o attrezzature portate pesanti, mantenendo sempre l’equilibrio grazie al pacco batterie che funge da “zavorra intelligente” strutturale. LA “PROVA DEL NOVE”: COSA DOVRANNO DIMOSTRARE I TEST IN CAMPO Concludendo, il T16.20, per l’efficienza e la versatilità che lo caratterizzano rispetto ai modelli “convertiti” all’elettrico, rappresenta una sfida d’avanguardia che promette di tradurre visioni futuristiche in soluzioni operative entro il 2026. Si tratta solo di vedere se le prove in campo che Tadus sta conducendo nel corso di questo 2026 manterranno le promesse su autonomia (fino a 8 ore), tempi di ricarica e affidabilità della meccanica digitale dando certezze agli agricoltori e consentendo al T16.20 di passare dalla fase di prototipo ammirato alle fiere a quella di trattore affidabile pronto per il mercato. ©Meccagri riproduzione riservata Fonte immagini: Tadus Agritechnica 2025 | Innovazione agricola | Smart Farming | Sostenibilità | Tadus T16.20 | Trattori elettrici