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Specializzati per ogni esigenza

By at Giugno 18, 2020 | 23:32 | Print

Specializzati per ogni esigenza

Quello dei trattori specializzati (da vigneto e frutteto, ma anche per il comparto orto-floro-vivaistico) è un settore nel quale il “made in Italy” ha sempre ricoperto un ruolo da protagonista assoluto.

Si tratta di un segmento della produzione trattoristica destinato ad impieghi molto particolari, che impongono ai progettisti di adottare caratteristiche uniche per gli ingombri, le linee esterne, la postazione di guida e gli impianti idraulici, tutte caratteristiche che fanno distinguere nettamente gli specializzati dai modelli da campo aperto.

Per operare proficuamente tra i vigneti e dei frutteti (talvolta con sesti di impianto assai stretti), è evidente che la macchine debbano avere un ingombro ridotto, ossia carreggiate strette (a volte anche di un bel po’ sotto il metro …) e passo ridotto, per assicurare un’adeguata maneggevolezza nelle frequenti manovre a fine filare.

Il supercompatto Carraro Compact V

 

Tra l’altro, le richieste in termini di potenza installata sono in costante incremento, mentre un ulteriore importante problema (soprattutto italiano) deriva dalla giacitura di molti frutteti ma soprattutto vigneti, che per motivi sostanzialmente storici (ma anche climatici) sono stati impiantati su terreni con pendenze alquanto elevate.

Un’ulteriore peculiarità, unica dei trattori specializzati, è relativa alle grandi performance richieste all’impianto idraulico, perché sono sempre più numerose le attrezzature per le coltivazioni specializzate azionate idraulicamente in modo esclusivo. Pertanto, diventa importante non solo assicurare un’elevata portata di olio in pressione, ma anche un’ampia disponibilità di distributori (non solo posteriori, ma anche anteriori e ventrali), nonché un’adeguata capacità di raffreddamento del fluido di servizio.

In termini generali, quello dei trattori specializzati è certamente un settore ricco di soluzioni progettuali molto differenziate tra loro; ciò permette ad ogni azienda viticola, frutticola, orticola o florovivaistica di configurare, quasi con perfezione “sartoriale”, la macchina ideale per la propria realtà operativa.

 

ARCHITETTURA

L’isodiametrico Antonio Carraro TR 7600 Infinity

 

I modelli “classici”, simili nella configurazione a quelli da campo aperto, sono i più adatti per le lavorazioni in piano e su terreni leggermente declivi, mentre su pendii più accentuati è certamente opportuno lavorare con i cingolati.

Di solito, a parità di potenza, i modelli classici hanno una massa intermedia tra gli isodiametrici (più leggeri) e i cingolati (più pesanti). In generale, la disponibilità di maggiore spazio permette l’installazione di un serbatoio del gasolio più capace, che consente quindi una maggiore autonomia operativa.

I cosiddetti “isodiametrici”, hanno il motore collocato a sbalzo rispetto all’asse anteriore, il che comporta una distribuzione dei pesi all’incirca del 60 per cento sull’anteriore e del 40 per cento sul posteriore; proprio tale caratteristica rende queste macchine molto stabili nella marcia in salita, a rittochino. Peraltro, si tratta di trattori con un rapporto peso/potenza decisamente inferiore agli altri specializzati, quindi con una propensione al tiro e al sollevamento decisamente inferiore.

All’opposto, grazie ad una stazza decisamente maggiore e ad un’impronta al suolo decisamente superiore degli organi di propulsione, i cingolati garantiscono un’eccellente capacità di trazione, una notevole stabilità (grazie anche al baricentro basso) e un compattamento del suolo limitato. Questi trattori però hanno un livello di comfort decisamente ridotto e (almeno per i modelli con cingoli in acciaio), velocità limitata a 15 chilometri orari.

Il cingolato di ultima generazione Landini Trekker4

 

Inoltre, per la marcia su strada pubblica dovrebbero montare delle soprassuole, la cui applicazione risulta essere piuttosto laboriosa, per cui si preferisce quasi sempre trasportarli su rimorchi dedicati o su autocarri.

Gli elevati livelli di rumorosità e vibrazioni nei trasferimenti su strada sono stati ridotti con il montaggio dei cingoli in gomma, che oltre a ciò ha permesso l’aumento a 40 chilometri orari della velocità massima di trasferimento.

New Holland TK4 con cingoli in gomma SmartTrax™

 

Peraltro, pur prevedendo spesso l’alternativa dei cingoli in metallo o in gomma, i modelli specializzati mantengono il cambio nella versione originale , e quindi la velocità massima rimane a soli 15 chilometri orari. Va anche sottolineato che il cingolo in gomma è più soggetto ad un rapido deterioramento rispetto a quello in acciaio.

Nonostante la forte concorrenza e la particolare orografia del territorio nazionale, la versione classica del trattore specializzato (con le ruote posteriori di diametro maggiore rispetto alle anteriori) risulta essere ancora il più venduto, e su di esso si riscontra quindi la maggiore attività di ricerca e sviluppo da parte dei costruttori.

Scegliere tra le tre tipologie di modelli disponibili non è facile, poiché ognuna evidenzia caratteristiche peculiari che la rendono più o meno adatta ad operare in determinati frangenti.

 

MOTORE

Per le tre categorie citate, non si registrano particolari differenziazioni; in sostanza, nella fascia di potenza intermedia del segmento (orientativamente tra 40 e 90 cavalli) per tutte le architetture i costruttori prevedono propulsori sia a 3 sia a 4 cilindri.

Il frazionamento inferiore caratterizza i modelli a passo corto, a tutto vantaggio della manovrabilità, ma al contempo diminuisce la capacità di trazione per via del minor peso aderente, nonché la stabilità nella marcia in salita.

 

TRASMISSIONE

Fendt 211 V Vario con trasmissione a variazione continua

 

In questo caso, le variabili sono invece parecchie: si parte dalle soluzioni più semplici, di tipo esclusivamente meccanico (e talvolta nemmeno sincronizzato) adottate come unica opzione sui cingolati, per passare alle trasmissioni meccaniche completamente sincronizzate e poi a quelle che dispongono di due o tre rapporti sotto carico, per arrivare infine alle trasmissioni a variazione continua, sia di tipo idrostatico classico, sia dotate del più moderno ed efficiente schema con split-power meccanico-idraulico.

Sui modelli classici, nella medesima gamma è disponibile la massima versatilità di configurazione, spaziando dalle trasmissioni sincronizzate, a quelle con due o tre rapporti in powershift, fino ad arrivare alle ormai comuni trasmissioni CVT.

Sugli isodiametrici, le trasmissioni split-power sono apparse solo molto di recente grazie ad Antonio Carraro, mentre quelle idrostatiche sono parimenti offerte in alternativa da diversi costruttori, mentre al momento nessun isodiametrico offre trasmissioni con rapporti in powershift.

Per quanto riguarda l’inversore, la comune versione meccanica (che tutti prevedono) rappresenta di fatto l’unica opzione possibile sui cingolati; l’inversore idraulico si trova più frequentemente su macchine ad architettura tradizionale, e solo su alcuni modelli isodiametrici sono montati inversori che sfruttano di fatto la classica frizione, i freni, e un normale inversore meccanico sincronizzato.

I cosiddetti cambi “robotizzati”, hanno di fatto una funzionalità che sotto carico si avvicina a quella degli inversori idraulici, con il vantaggio di mostrare un’efficienza superiore.

 

POSTO DI GUIDA

Valtra Serie F, con struttura di protezione contro il ribaltamento (Rops)

 

L’abitabilità, il comfort e l’ergonomia del posto di guida sono aspetti da considerare attentamente sui trattori specializzati, unitamente alla presenza di funzioni automatizzate elettronicamente nella gestione della motrice e delle attrezzature.

Tali ausili sono di comune adozione sui modelli ad architettura convenzionale, mentre gli isodiametrici e ancor di più i cingolati sono caratterizzati da allestimenti meno accessoriati.

In generale, per tutte le tipologie costruttive sono disponibili sia le più semplici versioni “aperte” con sedile di guida direttamente connesso al corpo macchina, sia modelli sui quali l’abitacolo è isolato dalla trasmissione con il montaggio di una piattaforma sospesa su silent-block.

Peraltro, solo sugli specializzati tradizionali è possibile usufruire al momento di allestimenti con cabina a piattaforma piana. Se è presente un abitacolo chiuso, è ormai un “must” la garanzia di un adeguato livello di pressurizzazione, abbinato con la predisposizione al montaggio di filtri a carboni attivi.

Peraltro, attualmente non tutti i modelli vengono offerti di serie con cabine già omologate in classe 4, e quindi considerati a tutti gli effetti DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) idonei per la protezione nei trattamenti fitosanitari.

New Holland T4.110 N con Blue Cab™ 4

 

Per quanto riguarda il livello ergonomico, si rileva che sui trattori isodiametrici, nonché sui cingolati, la disposizione dei comandi risulta essere generalmente meno ergonomica rispetto a quella riscontrabile sulle macchine con architettura classica.

Molti isodiametrici compensano questo svantaggio prevedendo spesso nell’allestimento di serie il posto di guida reversibile, molto utile per l’esecuzione di determinate lavorazioni.

Pierre Trattori P135.80 Xtra Compact con postazione di guida reversibile

 

La guida retroversa sugli specializzati classici non è invece di solito offerta direttamente dai costruttori, può essere approntata su richiesta da alcuni allestitori specializzati, seppur con soluzioni spesso più artigianali rispetto a quelle degli isodiametrici. Non risultano ad oggi in commercio trattori cingolati che prevedano la guida retroversa.

 

IMPIANTO IDRAULICO

Massey Ferguson MF 3710 GE, con portata idraulica di oltre 100 litri al minuto

 

La progressiva diffusione di attrezzature per vigneto e frutteto azionate in modo integrale per via idraulica (falciatrici, potatrici, cimatrici ecc.), talvolta anche fatte lavorare contemporaneamente, ha comportato la necessità di impianti idraulici sempre più sofisticati e performanti, a volte anche al livello dei modelli da pieno campo di alta gamma, completi di joystick per il controllo elettronico dei distributori (spesso temporizzabili).

Su alcuni specializzati classici è infatti possibile trovare impianti idraulici da oltre 100 litri al minuto di capacità, equipaggiati con pompe di tipo Load Sensing, cioè in grado di movimentare l’olio idraulico solo quando questo è effettivamente richiesto, con importanti vantaggi per i consumi di gasolio.

 

IMPIANTO DI FRENATURA

BCS Volcan Sky Jump K105 Dualsteer®, con quattro freni a dischi multipli in bagno d’olio supportati da un comando idrostatico che funge da ripartitore di frenata

 

Sul mercato sono ancora presenti, seppur raramente, modelli omologati per una velocità massima di 30 chilometri orari, che come tali sono dotati di freni a disco a bagno d’olio sul solo asse posteriore.

La gran maggioranza ha però velocità massima di costruzione di 40 chilometri orari, per i quali la legislazione vigente impone che i freni agiscano su tutte le 4 ruote. Per soddisfare a tale obbligo, in fase di frenatura su molti modelli è previsto l’inserimento della trazione anteriore, anche se su alcuni isodiametrici la trazione sulle 4 ruote è permanente.

Peraltro, sono ancora pochi i modelli (tutti di architettura tradizionale) dove sono montati freni su tutte le 4 ruote. Diversa è invece la questione sui trattori cingolati dove, per una velocità massima di 15 chilometri orari, una coppia di semplici freni a nastro (uno per cingolo) è quasi sempre più che sufficiente.

 

STERZO

Same Fruttetto CVT 115 ActiveSteer, con quattro ruote sterzanti

 

La massima agilità di manovra è un requisito fondamentale per un trattore specializzato. Da questo punto di vista, il cingolato è tuttora imbattibile, dato che facendo girare un cingolo in un senso e l’altro in quello opposto il veicolo può letteralmente ruotare su se stesso.

I trattori a ruote classici si avvalgono della collaudata soluzione a ruote anteriori sterzanti, ad eccezione del “4WS” recentemente introdotto da Same Deutz-Fahr, che comprende un asse posteriore anch’esso sterzante,.

Più complesse sono invece le soluzioni per gli isodiametrici, dove in alternativa alle ruote anteriori sterzanti è possibile avere un’articolazione centrale, oppure combinare entrambe le soluzioni.

In quelli articolati, in particolare, è presente uno snodo centrale comandato idraulicamente, che unisce i due corpi macchina che gravano sull’asse anteriore e su quello posteriore. I raggi di volta sono ridotti rispetto a quelli ottenibili con le ruote sterzanti, ma il posto di guida risulta sacrificato durante le sterzate. Inoltre, in tal caso la stabilità della macchina diminuisce quando si deve curvare in pendenza.

BCS Volcan K105 Dualsteer®

 

In alternativa a ciò, alcuni costruttori, come ad esempio BCS (anche per i marchi Pasquali e Ferrari) e Pierre Trattori costruiscono macchine dotate di entrambe le modalità, ottenendo raggi di volta ancora più ridotti.

 

Kubota M5101 Narrow con Bi-Speed

 

Interessante inoltre la possibilità, offerta ad esempio da Pierre Trattori, di poter irrigidire lo snodo centrale, per migliorare la stabilità in pendenza. In ogni caso, anche alcuni trattori specializzati classici sono stati implementati con soluzioni atte a ridurre il raggio di volta, come il Bi-Speed di Kubota, il SuperSteer di New Holland o conformazioni particolari a clessidra del corpo anteriore), o ancora il citato 4WS di Same Deutz-Fahr.

 

ASSE ANTERIORE

Same Frutteto con sospensione anteriore a ruote indipendenti (ActiveDrive)

 

Per garantire una buona motricità, sui trattori a ruote è importante che l’asse anteriore sia caratterizzato da un’ampia escursione verticale.

Le uniche eccezioni al classico schema con asse basculante riguardano l’adozione su alcuni isodiametrici di telai incernierati nella parte centrale, per permettere all’asse anteriore di oscillare nel piano verticale rispetto a quello posteriore.

Un’importante evoluzione su alcuni modelli classici sono le sospensioni attive, introdotte prima da Fendt e poi perfezionate con un’interessante e inedito schema a ruote indipendenti a quadrilatero articolato di derivazione automobilistica adottato di recente da Same Deutz-Fahr sulla sua gamma Frutteto.

 

CINGOLI IN GOMMA INVECE DEGLI PNEUMATICI

Il quadricingolo Antonio Carraro Mach 4

 

Diversi sono i costruttori di trattori a schema classico (già offerti dalla “casa madre”, oppure con speciali allestimenti curati da alcuni concessionari) che prevedono il montaggio di una cingolatura in gomma a sviluppo triangolare in sostituzione delle due ruote dell’asse posteriore.

Il medesimo schema viene riproposto ad esempio dal gruppo BCS (con lo Sky Jump) e da Antonio Carraro (con il Mach 2), ma quest’ultima con il suo Mach 4 prevede addirittura il montaggio integrale di 4 cingoli in gomma.

 

LA NOVITÀ. IL PNEUTRAC

Il nuovo PneuTrac di Trelleborg rappresenta tra gli organi di propulsione una soluzione alquanto innovativa, che ai vantaggi dello pneumatico radiale (in termini di efficienza, comfort e manovrabilità) grazie al notevole aumento dell’area di impronta unisce un significativo miglioramento della trazione, che si avvicina ai valori dei modelli dotati di 4 cingoli in gomma.

Per questo il PneuTrac si rivela vantaggioso anche nelle applicazioni stradali, poiché rispetto ai 4 cingoli comporta livelli superiori di manovrabilità, comfort ed economia nei consumi di gasolio.

Nel dettaglio, i fianchi adottano la tecnologia “CupWheel”, con un esclusivo profilo a omega che permette la massima flessibilità, mentre la tecnologia ProgressiveTraction, oltre ad incrementare la capacità la trazione, con i pianetti intercostali esalta la capacità di autopulitura, ovvero lo scarico del fango che si accumula negli spazi tra una costola e quella adiacente.

 

© Domenico Pessina e Davide Facchinetti
DISAA-Università di Milano

 

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