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Trattori: come si sta muovendo il mercato mondiale

By at Luglio 18, 2019 | 22:28 | Print

Trattori: come si sta muovendo il mercato mondiale

Dopo la crescita consistente registrata nel 2017 (+13% in volume, per un totale di 2.153.500 unità), il mercato mondiale dei trattori ha mostrato una certa stagnazione.

Stando alla panoramica offerta dal report “Mechanizing the world – Macchine per l’Agricoltura Andamento del settore 2018” a cura dell’Ufficio Studi e Statistiche di FederUnacoma, nel 2018 le vendite di trattori nuovi si sono attestate sui 2,16 milioni di unità (+0,4%), con trend differenziati da Paese a Paese, in conseguenza del differente andamento dell’economia e dell’agricoltura in modo particolare.

 

STATI UNITI, LE TURBOLENZE DEL COMMERCIO GLOBALE COMINCIANO A FARSI SENTIRE

Gli Stati Uniti, spinti da una crescita del PIL e dal buon andamento delle principali produzioni cerealicole, hanno chiuso l’anno con un incremento delle vendite di trattori del 6,9 per cento in ragione di 236 mila unità.

Un trend positivo ha caratterizzato anche il primo trimestre del 2019 che ha visto salire le vendite di trattori a 44.431 unità, con una crescita del 5,9 per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente (41.953 unità).

Le conseguenze della persistente incertezza legata al commercio globale cominciano però a farsi sentire e la conferma è arrivata dai dati relativi alle vendite di trattori e mietitrebbie nel mese di giugno diffusi dall’americana AEM (Association of Equipment Manufacturers).

Rispetto al giugno 2018 le vendite di trattori hanno subito complessivamente un decremento del 3,5 per cento scendendo da 26.648 a 25.713 unità (particolarmente colpito il segmento dei trattori a due ruote motrici con potenza superiore ai 100 cavalli, in calo del 7,4 per cento).

Ancora più sentito il calo subito dalle mietitrebbie: 355 unità vendute contro le 461 del giugno 2018, con un tonfo del 23 per cento. AEM fa tuttavia notare come le vendite calcolate sul semestre rimangano solide: +4,3 per cento per i trattori nel loro complesso e +4,5 per cento per le mietitrebbie.

 

BRASILE: SI PUÒ FARE DI PIÙ MA OCCORRE STABILITÀ

Spostandoci nell’emisfero sud, in Brasile stando ai dati raccolti da Anfavea, l’Associazione brasiliana dei fabbricanti di veicoli automotori, nel 2018 sono stati venduti 38.803 trattori agricoli, a fronte dei 35.622 del 2017, pari ad un incremento che sfiora il 9 per cento.

Il trend positivo è proseguito nel primo semestre di quest’anno, durante il quale i trattori commercializzati sono stati complessivamente 6.765, in crescita del 14,9 per cento rispetto alle 5.889 unità dello stesso periodo dello scorso anno.

Lo scenario ha subito però un improvviso cambiamento nel secondo trimestre dell’anno da imputare soprattutto all’incertezza che caratterizza questo primo anno di governo Bolsonaro, in attesa di una riforma chiave per il paese, come quella del sistema previdenziale, ritenuta un presupposto imprescindibile per il risanamento delle finanze pubbliche e la ripresa economica.

Da non trascurare, poi, altri fattori esterni, come l’andamento dei prezzi della soia, i tassi di cambio, la disponibilità di credito e le conseguenze della guerra commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti, anch’essi destinati ad influenzare lo sviluppo dell’agricoltura brasiliana nel corso dell’anno.

A conti fatti, il primo semestre 2019 ha visto le vendite di trattori fermarsi a quota 15.233 unità, contro le 16.431 dei corrispondenti sei mesi del 2018, con un tonfo delle vendite proprio nel mese di giugno, mese in cui si è scesi a 3.412 unità, 778 in meno rispetto a giugno 2017.

È invece proprio grazie alle performance del mese di giugno, durante il quale le vendite hanno raggiunto quota 529 unità, che il bilancio del mercato delle mietitrebbie risulta positivo nel primo semestre del 2019, con un incremento di circa il 20 per cento rispetto alle 2.100 unità dei primi sei mesi del 2018.

Da segnalare anche le buone performance delle raccoglitrici di canna da zucchero, salite, sempre con riferimento al primo semestre dell’anno, da 367 unità del 2018 a 376 del 2019.

 

RECORD STORICO DI VENDITE PER L’INDIA

Nel continente asiatico l’India ha raggiunto nel 2018 il record storico di vendite sul territorio nazionale con circa 800 mila unità (+21% rispetto all’anno precedente).

Stando ai dati forniti da Tractor and Mechanization Association (TMA), l’associazione che raggruppa i costruttori indiani di trattori, nell’anno fiscale 2018-2019 (in India tutti i dati vengono forniti prendendo a riferimento il Fiscal Year, che va dal 1° aprile al 31 marzo) le vendite di trattori compreso l’export hanno raggiunto le 785.409 unità, con un aumento del 10,4 per cento rispetto al 2017-2018.

Come evidenzia il report di FederUnacoma, è legittimo prevedere per l’agricoltura indiana – un settore fondamentale per l’economia del Paese dal momento che contribuisce per il 18 per cento al PIL indiano e fornisce occupazione al 50 per cento della forza lavoro – un’ulteriore crescita nei prossimi anni ad a un tasso approssimativo del 2 per cento su base annua, come è avvenuto nell’ultimo periodo.

 

AGRICOLTURA RALLENTATA DA UNA SERIE DI PROBLEMI STRUTTURALI

Gli agricoltori indiani devono però fronteggiare una serie di problemi strutturali quali il declino della produttività totale, la diminuzione il degrado delle risorse naturali, il ristagno dei redditi agricoli, la frammentazione delle proprietà terriere ed un cambiamento climatico senza precedenti (scarsa irrigazione, siccità e inondazioni colpiscono ogni anno le coltivazioni).

L’obiettivo del governo è quello di raddoppiare i redditi degli agricoltori entro il 2022, concentrandosi sull’irrigazione, sulla fornitura di semi e concimi di qualità, ma anche su interventi diretti, quali trasferimento di reddito al settore agricolo nell’ambito dello schema PM-KISAN che prevede, nel 2019, aiuti, destinati a tutti gli agricoltori, per 6.000 rupie all’anno.

Viene inoltre fatto presente come, il mercato indiano dei trattori, pur essendo il più grande su scala mondiale, debba fare i conti con un livello di meccanizzazione basso. La potenza disponibile per ettaro è quantificata in media pari a poco più di 2 chilowatt e l’utilizzo di macchine ed attrezzature agricole nelle diverse operazioni colturali è attualmente stimato al 40-45 per cento del potenziale.

 

CINA, ONDATA DI RIFORME PER RIVITALIZZARE IL SETTORE PRIMARIO

A fronte dell’escalation del mercato indiano, la Cina, frenata dalla riduzione programmata della produzione industriale, oltre che dalla guerra commerciale sulla soia e dalla peste suina, ha visto calare nel 2018 le vendite di trattrici del 26,5 per cento, con un numero che supera di poco le 358 mila unità.

Tuttavia lo scorso anno il paese del Dragone ha lanciato una serie di nuove riforme volte alla rivitalizzazione rurale, fissando obiettivi per promuovere lo sviluppo e la modernizzazione agricola, ridurre la povertà, ripristinare l’ambiente al fine di migliorare i livelli di reddito e gli standard di vita nelle campagne.

Per quest’anno, riferisce il report di FederUnacoma, si prevede che la produzione cerealicola cinese rimarrà stabile, la superficie totale di riso, grano e mais si manterrà intorno ai 95,87 milioni di ettari, mentre quella di soia dovrebbe aumentare di circa 700.000 ettari, grazie al varo di un piano per aumentare la disponibilità di soia domestica.

Negli ultimi anni, infatti, la Cina ha modificato la propria struttura agricola, riducendo il sostegno per il mais dopo che le riserve si sono gonfiate e cercando di promuovere più piantagioni di semi oleosi, che importa in grandi quantità. Obiettivo che è diventato sempre più importante a seguito della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Nel primo trimestre 2019 le vendite di trattori hanno fatto registrare rispetto allo stesso periodo del 2018 un leggero incremento (+2,5%) da interpretare come un buon auspicio per una moderata ripresa del mercato che “Off-Highway Research’s new Chinese Equipment Analysis: Agricultural Tractors” prevede proprio nell’arco di quest’anno, con una domanda destinata però a mantenersi ancora su livelli bassi nel breve termine.

 

RUSSIA, VENDITE IN RIALZO CON ANDAMENTO ALTALENANTE

In Russia l’attività economica ha ripreso vigore nel 2018, segnando un aumento del PIL del 2,3 per cento (dall’1,6% del 2017), grazie al rialzo dei corsi petroliferi e all’accelerazione degli investimenti in infrastrutture. Inoltre, a dispetto delle sanzioni USA, sono aumentate le esportazioni, rese più competitive dal deprezzamento del rublo.

Sul fronte della meccanizzazione agricola, dopo un 2018 chiusosi con un incremento delle vendite di trattori del 5,5 per cento, in ragione di 23.905 unità, nel primo trimestre di quest’anno si è assistito ad un autentico decollo del mercato che ha fatto segnare un raddoppio delle vendite: dalle 4.991 unità di gennaio-marzo 2018 alle 7.591 unità del corrispondente periodo del 2019.

A frenare gli entusiasmi ci ha pensato però il trend del mese di aprile durante il quale le vendite di trattori sono diminuite del 39,5 per cento rispetto ad aprile 2018 e quelle di mietitrebbie del 7,5 per cento (da 3.084 a 1.867).

 

TURCHIA ALLE PRESE CON IL CROLLO DEL MERCATO

Dopo la crescita record del PIL registrata nel 2017 (+7,4%), quando la Turchia si è posizionata al primo posto tra i paesi del G20, l’economia turca ha subito un significativo rallentamento nel secondo semestre del 2018, a causa delle tensioni valutarie dell’agosto 2018 e della politica monetaria restrittiva adottata per contenere l’inflazione.

In particolare, l’apprezzamento del dollaro nei confronti della lira turca ha evidenziato una fragilità insita nella situazione economica e finanziaria del paese, che già sconta gli effetti di una crisi politico-istituzionale che si protrae ormai da diversi anni. Per fronteggiare gli squilibri finanziari e macroeconomici, sono state attuate delle strette politiche che hanno causato ampie contrazioni del ritmo di crescita del PIL e il paese è entrato in recessione tecnica per la prima volta dal 2009.

Dal punto di vista del mercato dei trattori, se la Turchia fino a meno di un anno fa marciava a ritmi sostenuti per modernizzare l’intero comparto agricolo, nel 2018 ha registrato una recessione nelle vendite pari al 33,2 per cento: da 72.352 unità a 44.356.

Un calo ancora più vistoso si preannuncia per il 2019, dal momento che le vendite nel primo trimestre sono scese del 70,9 per cento.

 

 
© riproduzione riservata
Fonti: AEM, Anfavea, FederUnacoma, Rosspetsmash, TMA.
Fonti immagini: Pixabay (apertura), Fotolia, Tarmakbir.
 
 

 

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