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Trattori Europa: un marzo da cancellare per molti Paesi, ma c’è anche chi è cresciuto

By at Aprile 23, 2020 | 23:03 | Print

Trattori Europa: un marzo da cancellare per molti Paesi, ma c’è anche chi è cresciuto

Come hanno evidenziato i dati diffusi da FederUnacoma sulle immatricolazioni di trattori nel primo trimestre dell’anno, il mercato Italia ha pagato caro il prezzo dell’emergenza Covid-19 subendo una flessione del 14,6  per cento, con un picco del 34,4 per cento nel mese di marzo (vedi link).

Ma vediamo qual è stato il trend nel resto d’Europa dove peraltro non si è verificato il blocco pressoché completo delle attività produttive imposto nel nostro Paese.

 

GERMANIA CONTRO CORRENTE:  +28,9% IN MARZO E + 18,6% NEL TRIMESTRE

In mancanza dei dati, non ancora disponibili, relativi al mercato francese che lo scorso anno deteneva la leadership in Europa, iniziamo con la Germania, reduce da un 2019 decisamente poco brillante che l’ha relegata al secondo posto nella classifica delle vendite di trattori nuovi nel Vecchio Continente.

Il primo trimestre 2020, stando ai dati diffusi dalla Vdma, si è chiuso in maniera brillante per i tedeschi con 7.548 unità immatricolate (di cui 6.427 sopra i 50 cavalli) che rappresentano un incremento del 18,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ancora più soddisfacente il risultato se si considera soltanto il mese di marzo caratterizzato da un aumento delle immatricolazioni del 28,9 per cento: 3.461 unità contro le 2.684 del marzo 2019.

 

REGNO UNITO:  L’EMERGENZA COVID-19 ACUITA DALL’EFFETTO BREXIT

Se il trend della Germania, come vedremo in seguito,  è in controtendenza rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, si muove invece perfettamente  in linea con il resto del Vecchio Continente il Regno Unito, che nel primo trimestre, sulla base dei dati AEA, ha subito un calo delle immatricolazioni di trattori del 7,7 per cento.

In questo caso però è evidente che insieme a quello dell’emergenza sanitaria l’UK paga il conto salato della Brexit: basti dire che nel mese di gennaio, quando l’impatto del Coronavirus sull’intera economia era ancora marginale, le immatricolazioni di trattori avevano subito una flessione del 31,1 per cento (477 unità a fronte delle 692 del gennaio 2019).

Un crollo parzialmente recuperato nel mese di febbraio (+11,0 % rispetto al febbraio 2019), con un risultato che fatto sperare in una ripresa, smentita dall’esito di marzo (-4,2%, vale a dire 1.763 unità contro le 1.840 del marzo 2019).

 

SPAGNA: LA PEGGIOR PERFORMANCE IN AMBITO UE NEL PRIMO TRIMESTRE E NEL MESE DI MARZO

In riferimento alle immatricolazioni del primo trimestre 2020, la Spagna, sebbene avesse chiuso in positivo il 2019 (+7,5), si è classificata come peggior paese europeo, davanti all’Italia, con una flessione del 28,17 percento che, stando ai dati forniti dal Ministero spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione-MAPA, ha ridotto il mercato a 1.930 unità.

Ancora peggio della media è andato il mese di marzo durante il quale sono stati immatricolati 533 nuovi trattori, il 44,25% in meno rispetto allo stesso mese del 2019.

 

AUSTRIA: DOPO UN INIZIO PROMETTENTE, I PRIMI SEGNALI DI ALLARME

L’Austria, dopo aver chiuso bene il 2019 (+11,6%), ha iniziato in modo altrettanto positivo il 2020 con 1.129 trattori standard immatricolati nel primo trimestre (49 in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso) e 96 trattori da vigneto e frutteto (erano 72 nel primo trimestre 2019).

Un’analisi attenta evidenzia però come l’incremento medio sia da attribuire in massima parte alle positive performance dei mesi di gennaio e febbraio, alle quali ha fatto seguito un marzo per certi versi deludente.

 

TREND DIVERSIFICATI PER I PAESI DELLA PENISOLA SCANDINAVA E LA DANIMARCA

Svezia e Danimarca condividono un aumento delle immatricolazioni relativo sia al mese di marzo  sia all’intero primo trimestre 2020.

La Svezia, dopo due anni di declino, ha iniziato decisamente bene il 2020 mettendo a segno un brillante +10,7 per cento nel primo trimestre, che ha trovato conferma nel +7,7 per cento del mese di marzo.

Cifre alla mano (fonte: Stregi Företagsutveckling AB), nel gennaio 2020 sono stati immatricolati 149 trattori contro i 139 del gennaio 2019, nel febbraio 2020 le immatricolazioni sono salite a 196 unità (166 nel febbraio 2019)  e nel mese di marzo sono state raggiunte le 278 unità (258 nel marzo 2019).

Ai fini però di una corretta valutazione di questi dati occorre tener presente che in Svezia gli effetti del Coronavirus si sono fatti sentire  in ritardo rispetto a Paesi come l’Italia e la Spagna.

In linea con la Svezia troviamo la Danimarca, che dopo l’incremento a due cifre del 2019 (+23,9%), vede crescere le immatricolazioni dell’8,8 per cento nei primi tre mesi del 2020 e del 12,6 per cento nel solo mese di marzo.

Nettamente contrapposto all’andamento di Svezia e Danimarca quello della Norvegia dove il mercato, messosi alle spalle un soddisfacente 2019 (+2,3%) sta conoscendo un pesante slow-down.

Nel primo trimestre, infatti, prendendo come fronte la rivista specializzata Bedre Gardsdrift, sono stati immatricolati 636 trattori nuovi contro gli 817 del corrispondente periodo del 2019 (-21,8%), e nel mese di marzo le unità immatricolate sono state 210 contro 304 (-30,5%).

 

POLONIA IN NETTA CONTROTENDENZA, MARZO COMPRESO

Spostandoci ad Est non sembra aver risentito, perlomeno fino a marzo, della pandemia Covid-19 il mercato trattoristico polacco, salito dalle 1.678 unità del primo trimestre 2019 a 2.114 unità, con un incremento del 27,8 per cento (fonte: www.sadyogrody.pl).

Una crescita, in questo caso, che non si è fermata nel mese di marzo, come dimostrano i 64 trattori in più (844 contro 780) immatricolati rispetto al marzo 2019.

Non altrettanto bene si è comportata la Bulgaria dove, dopo un 2019 in rosso, le immatricolazioni sono calate ulteriormente nel primo trimestre 2020 facendo segnare una flessione di oltre il 26 per cento.

 

TURCHIA,  PRODUZIONE E VENDITE AUMENTATE MA CON MOLTE INCOGNITE

Al di fuori dei confini europei, la Turchia ha fatto registrare nei primi tre mesi del 2020 un significativo incremento che era in qualche modo atteso dopo la débâcle degli ultimi due anni.

Risultati che sono da collegare anche alla scelte fatte dal presidente Erdogan di rifiutare il lockdown per non rallentare la crescita economica del Paese, con il rischio concreto però di avere pesanti ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Sta di fatto che, in base ai dati forniti da Tarmakbir, l’associazione turca dei costruttori di macchine agricole, nel marzo 2020 sono stati prodotti in Turchia 2.878 trattori contro i 2.544 del marzo 2019 (+13,1%).

In crescita anche le immatricolazioni salite nel mese di febbraio (ultimo dato disponibile) a 2.741 unità, a fronte delle 1.390 del febbraio 2019.

 

PESANTI CALI NEGLI USA E IN CANADA

Per finire, spostandoci oltreoceano, negli Stati Uniti nel mese di marzo le immatricolazioni di trattori sono scese del 15,6 per cento (da 20.183 a 17.038 unità), mentre il calo riferito al trimestre è stato del 7,6 per cento (da 44.620 a 41.237 unità).

Vendite di trattori a picco anche sul mercato canadese, che ha fatto registrare un -23,0 per cento nel mese di  marzo  (da 1.733 a 1.335 unità) e un -16,2 per cento nel primo trimestre (da 4.266 a 3.575 unità).

 

 
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